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Il punto (di P.Buttafuoco). Perché ricordare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Per mille anni

Pubblicato il 24 Luglio 2018 da Pietrangelo Buttafuoco
Categorie : Politica

Paolo Borsellino

Il 19 luglio. Ciccio Ciulla, a Palermo, non ha pace. Tutti vanno a Palermo, e chiunque arriva chiede di Ciccio perché solo lui sa dove trovare le fiamme per la fiaccolata.

Il 19 luglio, come ogni anno. Quel giorno dell’anno 1992 Paolo Borsellino (ex presidente del FUAN di Palermo), magistrato, cadeva con la sua scorta nell’attentato di via D’Amelio. Nella scorta c’era Eddie Cosina, un ragazzo della Digos di Trieste.

“Eravamo coetanei e amici”, racconta Roberto Menia – tra i più specchiati leader della destra italiana – “un giorno fu costretto dal suo superiore ad arrestarmi (o meglio fermarmi) mentre guidavo un corteo non autorizzato di protesta contro il divieto a un comizio di Almirante. Mi abbracciò dicendomi ‘Roby, te prego, non sta’ a far el mona, mi me toca farlo, ma tranquillo, un’oretta in questura e po’ bon’…”. E così andò. Eddie non era di servizio quel 19 luglio, ma volle andare per sostituire un suo collega che aveva il figlio piccolo malato. Gli aveva detto “recupererai domani al posto mio”. Non poté più restituirgli quel favore. E la fiaccolata si accende ogni anno affinché la Patria restituisca finalmente a Paolo, a Eddie, e a tutti i caduti, il favore. (da Il Tempo)

@barbadilloit

Di Pietrangelo Buttafuoco

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