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Calcio. Cristiano Ronaldo alla Juve, la doppia sfida per la rinascita della Serie A

Pubblicato il 13 luglio 2018 da Giacomo Bonetti
Categorie : Pallone mon amour

Sembrava il classico mercato di “riparazione” per la Vecchia Signora, chiamata ad operazioni di rinforzo nei vari settori del campo e in quella direzione andavano gli acquisti di Perin, chiamato a raccogliere l’eredità di Buffon, del terzino portoghese Cancelo e di Emre Can, oltre ai ritorni dal prestito di Caldara e Spinazzola e Pjaca. Nell’ambito dei discorsi intessuti nell’affare Cancello con il potentissimo Jorge Mendes, si è materializzato quello che rappresenta per il mercato italiano il colpo del secolo: CR7 a Torino.

Infatti sta per approdare in Italia il  fenomeno portoghese, assoluto dominatore del calcio mondiale, riuscito nell’impresa di trascinare al trionfo la propria nazionale ed il Real alla vittoria di tre coppe campioni di fila, ottenendo ogni tipo di riconoscimento ai danni di Messi: come quello di miglior bomber della storia della Champions con ben 21 reti di distacco dal rivale.

Ironia della sorte Cr7 è stato il peggior incubo della squadra bianconera, vittima preferita del portoghese con 10 reti, buttandola fuori in 3 occasioni su 4: gironi, finale, quarti, con 3 gol in 2 partite, di cui uno decisivo per porre la parola fine ad una delle rimonte più belle degli ultimi anni, quella che la Juve stava confezionando al Bernabeu. Ora però, non potrà più ferire il cuore del popolo bianconero, popolo di cui si è innamorato grazie ad una rovesciata, valsagli la prima standing ovation in trasferta, tributata proprio dallo Stadio, la sua nuova casa.

Dopo più di vent’anni dai colpi Ronaldo O’ Fenomeno e Zidane, il miglior giocatore del mondo torna a parlare italiano. Proprio questi due giocatori, passati poi al Real, rappresentarono il primo segnale di quella fuga dei grandi campioni dal calcio italiano, massacrato dalle vicissitudini post-Calciopoli e dalla crisi economica, verso le big  spagnole o la Premier, che tra finanziamenti delle banche e diritti TV,  sono andata in crescendo.

Ora, invece è avvenuto il percorso inverso: la stella più brillante del calcio spagnolo è arrivato alla corte di Madama, pronto ad incantare i campi di tutta Italia e ad accendere i riflettori di tutto il mondo sulla Serie A.

Inoltre, nonostante i 33 anni, Cristiano Ronaldo, adattato nella posizione di punta centrale o meno, sembra non invecchiare mai, grazie ad un classe ad un fisico, mai così allenato da quando aveva 23 anni(chiedere al suo preparatore personale per credere). Infatti Cristiano  è come il buon vino, migliora col passare degli anni, come dimostra l’ascesa al trono di migliore al mondo, iniziata a 29 anni e culminata quest’anno con l’ultima gioia europea made in Madrid.

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto una leggenda della Casa Blanca a lasciare il club?

Alla base le ragioni che hanno spinto l’asso di Madeira a lasciare la capitale spagnola vi è la corrosione di un rapporto un tempo ottimo con Florentino Perez.
Al fuoriclasse infatti, è venuto a mancare il supporto della società, restia a difenderlo dalle (poche ) critiche del pubblico ad ogni minimo(ma raro) errore e sempre pronta a guardarsi intorno per individuarne il successore( con l’ingombrante ombra di Neymar), come testimoniano alcune esternazioni del portoghese di qualche mese fa: “Se passa un mese senza io che io segni il pubblico del Bernabeu comincia a fischiarmi – diceva -. E la società pensa subito a dei possibili successori”.

 

In tale direzione è andato anche il mancato aumento nell’ingaggio già faraonico, strumento del fuoriclasse portoghese per testimoniare la propria potenza e il disinteresse della società riguardo l’intenzione di cambiare aria, mai presa sul serio e ritenuta una scusa per ottenere un aumento di salario.

Invece Cristiano Ronaldo era alla ricerca di una nuova sfida, per raggiungere nuovi obiettivi, quello di inseguire la sesta Champions in carriera e dimostrare di essere ancora il più forte, in una squadra come la Juve, in un campionato nuovo e probante(soprattutto per un attaccante), come quello italiano, di cui essere  il fenomeno assoluto.

Dalle stalle alla stella.

Chi lo avrebbe mai detto sette anni fa, quando la Juve era reduce da ben due settimi posti di fila e secondo gli addetti ai lavori avrebbe dovuto aspettare ancora molto per vincere? Qualcuno lo aveva detto e quel qualcuno si chiama Andrea Agnelli, lungimirante nell’affidare il mercato nelle mani di Marotta e Paratici e fiducioso nel fatto che, nel giro di pochi anni avrebbe portato a Torino anche il migliore al mondo. E così è stato.

I due sono stati abili nel creare, dopo una prima uscita a vuoto, una squadra vincente, che ha portato i bianconeri dalle ceneri dagli abbagli Martinez e Krasic, a creare una corazzata di livello internazionale. Tutto grazie ad intuizioni geniali come Vucinic, ma soprattutto Vidal a 12 milioni o un campione già affermato come Tevez a 20, parametri zero come Barzagli, Pirlo, Pogba(poi rivenduto a 105), Khedira, Llorente, fondamentali in questo ciclo di successi, oltre all’oggetto misterioso Coman, riveduto a 28 milioni.

Tanto che la Juve è ora capace, con il probabile sacrificio proprio di Higuain, unica spesa folle, l’acquisto del miglior calciatore al mondo. 350 sono i milioni che tra cartellino(105) e ingaggio di 4 anni, che la Signora dovrà mettere a bilancio per l’arrivo del portoghese. Un vero e proprio affare per un giocatore, la cui clausola ammontava ad un miliardo, ma che, grazie ad un accordo segreto con Perez, è  arrivato a Torino a prezzo di saldo.  Una manna dal cielo in un mercato in cui come dimostrano i 240 milioni spesi dal Psg per Neymar o i 160 del Barca per Coutinho, i costi dei cartellini stanno aumentando vorticosamente.

Questo colpo di mercato non ha dalla sua naturalmente solo un ritorno tecnico. Infatti il nuovo numero 7 bianconero non è solo lo sportivo più famoso al mondo ma l’uomo più seguito in assoluto con 135 milioni di seguaci su Instagram e sulle altre piattaforme. Con la propria immagine Cr7 ha creato una vera e propria azienda, che fattura più della stessa Serie A tra sponsor, marche di abbigliamento a suo nome e chi più ne ha più ne metta.

Gli effetti del suo acquisto si sono fatti sentire sin da subito con un incremento del 5,77% per cento delle quotazioni Juve in borsa ed una corsa alla maglietta numero 7, che ora viaggia al numero di una ogni 48 secondi e, che, assieme agli indotti dello stadio, agli sponsor e al merchandising legati a Cr7 ammorteranno l’operazione in men che non si dica.

Ca va sans dire che il suo arrivo incrementerà il numero di tifosi della Vecchia signora, facendola stabilizzare tra le prime 5 al mondo. Una squadra come la Juventus, che all’epoca di Platini e poi di Zidane e Del Piero era la squadra più famosa al mondo, sogna la meravigliosa utopia di riuscire a raggiungere i livelli di Manchester e Real, guarda caso ex squadre del portoghese.

Un arrivo di tali proporzioni ci fa ritornare in mente gli anni 80’, i tempi dei colpi a sensazione, come quelli di Platini, Falcao e soprattutto Maradona e poi Van Basten, capaci di scatenare un effetto domino tale da proiettare il campionato italiano ai vertici per molti anni a venire. Probabilmente al suo arrivo proprio come Diego  sarà accolto come un Dio, anche se non avrà una presentazione in pompa magna, una differenza di stile rispetto ai fasti e al lusso ostentato di Madrid.

Per un campionato come la Serie A, che per livello medio è inferiore solo alla Premier, sta recuperando terreno, come testimoniano le prestazioni europee di Roma e Juve e l’approdo di ben 5(con Pjaca) giocatori in finale mondiale, Ronaldo rappresenta la rampa di lancio, che potrebbe far decollare il calcio italiano in materia di visibilità e diritti TV.

L’arrivo di quello che attualmente è il migliore al mondo garantirà fama, prestigio e visibilità planetaria rinnovati al campionato italiano, che lancia la sfida a Premier e soprattutto Liga, ormai privata di una delle sue peculiarità: la sfida Messi-Cr7.

La Serie A ora ambisce a diventare polo di attrazione per i campioni stranieri per tornare ad essere fin da subito l’Eldorado del Calcio con le suggestioni Marcelo e Di Maria a tentare Juventus e Napoli.

 

Di Giacomo Bonetti

3 risposte a Calcio. Cristiano Ronaldo alla Juve, la doppia sfida per la rinascita della Serie A

  1. Per me è puro can-can mediatico senza apprezzabili ritorni né economici, né sportivi. Comunque, spero di sbagliarmi…

  2. Sinceramente mi aspettavo un articolo da “barbadillo” un po’ fuori dal coro….più caustico, velenoso e antisistema
    invece gli oramai “triti e ritriti” peana ed epinici già scritti e sentiti dappertutto

  3. Praticamente un articolo che negava l’impatto economico dell’operazione, invece di esaltarne le potenzialità? Non so cosa ti aspettavi se non qualche raccordo con il passato?

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