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Ue. “Pronti a uscire dall’euro”, così Savona riporta l’Italia al centro dell’Europa

Pubblicato il 11 luglio 2018 da Emiddio Novi
Categorie : Politica

 

L’economista Paolo Savona

 

“Pronti a uscire dall’euro”, con queste 5 parole il ministro Savona ha disarmato la speculazione, la grande finanza, Draghi, Visco, la Merkel e Macron. Quando fra poche ore andrà a parlare con Draghi, Savona non farà anticamera col cappello in mano. La sopravvivenza o meno dell’euro dipenderà dalle sue parole e dalla tenuta del governo italiano. I tempi del golpe dello spread con il Berlusconi impaurito e ricattato è alle nostre spalle e soprattutto alla Casa Bianca non c’è Obama.
Paolo Savona è stato in Bankitalia, conosce i meccanismi che governano la moneta. Sa che un Paese che non può fidarsi delle politiche monetarie della Banca centrale non è un Paese sovrano ma una colonia monetaria come il Niger, che dipende dalla Francia di Macron. E noi non siamo il Niger. Proprio in queste settimane la nostra industria farmaceutica ha superato quella tedesca. Tanto per dire. Dopo l’agguato dello spread tentato da Draghi, Visco, Goldman Sachs e Mattarella, e schiacciato da Trump, la compagnia di giro della oligarchia europea è rimasta senza armi per ricattare e terrorizzate il governo italiano. Paolo Savona farà a Draghi un discorso semplicissimo: le banche centrali esistono anche per difendere le monete sotto attacco, per modulare l’emissione di moneta alle varie fasi economiche, per regolare il cambio, per non far morire di disoccupazione e inedia i popoli, per garantire lo sviluppo e non farsi uccidere dalla rendita improduttiva, per svolgere il loro lavoro di prestatore di ultima istanza. Una Banca Centrale che garantisce gli interessi della sola Germania che con la crisi ha guadagnato un miliardo di euro, che vara il quantitative easing, stampa soldi, con sei anni di ritardo e solo a favore dei banchieri, che partecipa alla congiura contro il governo populista vendendo i titoli del debito pubblico italiano per far impennare lo spread serve a niente. All’Italia non serve. Perché l’Italia è la settima potenza industriale del mondo e ha una economia flessibile che altri aspirano ad avere. Ma non hanno. Savona a questo punto dirà a Draghi che gli italiani non vogliono essere costretti ad uscire dal ‘euro per agganciarsi agli Stati Uniti e salutare la Germania in crisi, la Francia di Macron messa peggio e la colonia Spagnola della Merkel ridicolmente velleitaria. Siamo i secondi contributori netti dell’Unione Europea, dopo la Germania siamo quelli che mettono più soldi. Abbiamo contribuito a salvare le banche tedesche e francesi con 60 miliardi di euro, e a bruciare 5 miliardi l’anno per ospitare gli occupanti immigrati. Draghi reagirà mobilitando giornali, magistrati, intellettuali, un figuro come Patuelli, capo dei banchieri italiani, i giornali liberal e tutti i media americani, i Clinton, gli Obama. Insomma i reduci di mille sconfitte, la rete mediatica mondiale controllata dall’internazionale finanziaria e le Procure. Quelle non mancano mai di congiurare contro il proprio Paese. E ci stanno già provando. Basta rimanere fermi e aspettare che lo tsumani virtuale passi. Poi Draghi o accetta, o rimarrà disoccupato con la sua Bce che colerà a picco.

Di Emiddio Novi

16 risposte a Ue. “Pronti a uscire dall’euro”, così Savona riporta l’Italia al centro dell’Europa

  1. Pingback: Italia batte Germania: al Belpaese il primato nella produzione farmaceutica europea - WordWeb

  2. Savona fa commenti irresponsabili, da geriatrico

  3. Guido, Savona conosce bene certe trame interne, se fa determinate dichiarazioni c’è un motivo più che valido, non l’hai capito che qui non si tratta più di noi che ce ne andiamo dall’UE, ma dell’UE che se ne va?! E ovviamente il cosiddetto “piano b” ci vuole eccome, Savona sta li proprio per questo… Per il resto, non lo senti anche il rosso malpelo yankee cosa dice? Ormai la Nato e l’UE non gli servono più, la strategia è quella di metterci contro l’un l’altro, tedeschi, francesi, italiani in modo da avere un Europa debole come zona cuscinetto… Insomma il solito divide et impera… Ecco perchè sono per la distruzione della UE ma vorrei un’Europa, o meglio un Eurasia comunque unita e forte che finalmente vada al di là dei nazionalismi e dei piccoli orticelli, magari si potrebbe pensare ad un modello di confederazione o qualcosa del genere, certo è che questa tecnocrazia di Bruxelles va prima esiliata e poi si potrà forse costruire “l’Europa dei popoli e non delle banche” per usare questa espressione tanto in voga oggi.

  4. 250 miliardi degli oltre 2000 di debito pubblico sono in mano ai ‘soliti noti’ delle Banche di affari americane.

    Savoma avrà tutta la mia stima solo e quando avrà la capacita’ e il coraggio di dire quello che tutti vogliamo sentire : e cioè che quella fetta del nostro debito sovrano in mano a speculatori ed usurai mondialisti non deve essere onorato.

    E questo sarà il secondo atto di vera politica internazionale in 75 anni di occupazione ( dopo i mitra a Sigonella di Craxi ) di questo sciagurato paese….

  5. Intanto oggi 1338 paraculi che ricevevano una pensione dorata in base al sistema retributivo troveranno solo le briciole dei loRo precedenti furti nella busa della pensione.. ….
    Piccolo atto di giustizia sociale contro le solite paraculate delle democrazie parlamentari. ..

  6. Assolutamente daccordo Catilina con entrambi i tuoi interventi, speriamo bene, che il debito non si debba onorare lo hanno detto sia Bagnai che Borghi, bisogna vedere se queste voci nella Lega avranno un peso decisivo oppure sono servite solo a catturare i voti dei più intransigenti…

  7. P.S. certo è che finchè non si avrà di nuovo una banca nazionale sovrana sarà difficile… Guarda caso tutti i paesi che hanno una banca centrale sovrana non i mano agli usurai mondialisti sono stati oggetto di attacchi e guerre, la Siria è solo l’ultimo esempio…

  8. Oggi oltre la Siria, solo Iran, Cuba e Corea del Nord hanno una banca centrale non controllata dai soliti noti… Fino al 2000 gli altri paesi erano Afghanistan, Libia, Sudan e Iraq… Ecco che abbiamo la mappa delle guerre imperialiste…

  9. Stefano. Mi hai quasi convinto. Voglio andare a vivere a Cuba o in Corea del Nord per essere padrone della mia banca!!!

  10. Guido non serve andare a vivere in quei posti per essere padroni della propria banca, basta riprendersi la nostra… E comunque se quei paesi dopo anni di attacchi, embarghi, sanzioni sono ancora in piedi vuol dire che hanno una fierezza ed un senso patriottico che evidentemente noi abbiamo smarrito… E comunque in Siria prima della guerra non si viveva male, così come in Iran per conoscenze personali non si vive affatto male anzi… Cuba e Corea sono casi diversi. Per i demo-globalisti qualunque paese non sia assimilabile diventa il “male assoluto”, noi che in Italia siamo stati considerati per un ventennio il “male assoluto” dovremmo saperlo, ma ce lo siamo dimenticato in fretta, abbiamo scambiato la libertà di poter scegliere fra una marca e l’altra di telefonini, di scarpe, di televisori con la liberà e la sovranità della nostra terra.

  11. Ma quale fierezza! Come da Cuba, dal Venezuela e dai vecchi paradisi del “Socialismo Reale”: chi può scappa!

  12. E la giornata si apre con un altra bella notizia dalla Siria dove Russi ed Iraniani hanno cambiato i destini :

    http://www.repubblica.it/esteri/2018/07/12/news/damasco_riprende_daraa-201598215/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P6-S1.6-T1

    Ogni colpo assestato contro l’occidente ed i suoi sicari (…. da parte di chiunque) mi mette di buon umore ….

  13. Tutto ciò grazie alla reazione di Putin che, intervenendo in Siria, ha cambiato quella che sembrava una storia già scritta, con Usrael (e le elites sovranazionali che gli stanno dietro)che posava le sue mortifere grinfie anche lì, isolando ancor di più l’Iran.
    Se ,al posto di Putin (unico gigante politico in questa era di nani) , avessimo avuto un pupazzo stile Eltsin, staremmo a commentare ben altra situazione. Il problema semmai è se, dopo Putin, ci sarà qualcuno in grado di raccoglierne l’eredità politica, o si formeranno anche lì governi collaborazionisti.

  14. Speriamo per allora che questo ” equivoco ” chiamato Occidente sia imploso in tutte le sue contraddizioni , a tutti i livelli, in ogni luogo, ed in modo irreversibile e non ricomponibile …

    Lasciando libere tutte le forze ” di resistenza umana ” di dipanarsi , al limite anche di confliggere tra loro, ma dentro la Storia ,
    e non con un meccanismo di fuoriuscita da essa creato ad Hoc dal Capitalismo e dalle forze auto-conservative per perpetuarsi in eterno …

    La putrefazione di un cadavere dovrà pur avere un termine …

  15. Intanto oggi un altra buona notizia stavolta interna, il blitz della PS al centro sociale askatasuna di Torino, speriamo che Salvini da Ministro dell’interno oltre agli immigrati si preoccupi di iniziare a sgomberare questi avamposti di propaganda e sovversione anti-nazionale attivi in tutta Italia, finanziati e sponsorizzati dai centri della finanza globalista per usarli come avanguardie dell’ideologia liberal-nichilista…

  16. Invece di pensare ai cadaveri cerchiamo di salvare i malati…

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