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Calcio. Stadi o teatri? L’abbonamento alla Juve costa più della stagione sinfonica alla Scala

Pubblicato il 30 Giugno 2018 da gv
Categorie : Scritti

Stadi o teatri? Forse questa recentissima e intelligente contrapposizione (che è diventata qualche anno fa un interessante caso editoriale) è destinata a essere superata dalla storia, recente, del pallone italiano. Andare in curva allo Stadium, sottoscrivere l’abbonamento alla Juventus dalle tribune nord e sud costerà di più che farsi quello al Teatro alla Scala di Milano.

Non ci credete? Ebbene la società bianconera ha deciso di aumentare i prezzi per gli aficionados: la curva, anzi le curve, costeranno 595 euro. Se voleste sottoscrivere un abbonamento alla stagione sinfonica dello storico teatro milanese, per un posto in galleria, paghereste “solo” 400 euro. In platea ve la cavereste con 680.

La sinfonia non fa per voi? Se già sentite la nostalgia delle simulazioni in campo potreste scegliere di preferire l’immortale bellezza del balletto. Nessun problema, in galleria paghereste dai 262 ai 308 euro. Se poi riusciste a mettervi d’accordo con altri tre amici, per un palco intero (ma di quart’ordine, mica di tribuna vip!) sgancereste poco più di 1.600 euro complessivi: in pratica 400 euro a cranio.

Magari non vorreste allontanarvi troppo da Torino. Vi piacerebbe restare in zona? Ecco, l’abbonamento al cartellone del Teatro Regio (nei turni B-C-D-F, cioé non alle prime) al settore C verrebbe a costarvi 580 euro. Se proprio  non riuscite a far a meno delle grandi soirée e vi piace assistere per primi alle prime, sacrificando un po’ la visuale, potreste accomodarvi al settore E scucendo 570 euro.

Ora si dirà che a sostener la Juve ci si accampa il diritto di assistere ad almeno trenta partite, rispetto alla decina di spettacoli che i teatri offrono ai loro affezionati. Che a voler essere pignoli, ogni tanto una stecca il tenore la piglia. Ma se i teatri hanno il problema di riempire le sale, le squadre di calcio hanno il problema di “svuotare” gli stadi da quei tifosi che non sembrano economicamente redditizi.

È una via che in Italia ha già intrapreso il Napoli di De Laurentiis, che preferisce piazzare biglietti singoli che carnet cumulativi, tra mille e incandescenti polemiche. Se qualcuno gli dicesse che un abbonamento non al San Paolo ma al San Carlo costa 660 euro in balconata…

Di gv

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