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Il caso. Storace: “Alleanza Nazionale? Nacque dalla voglia di andare al potere”

Pubblicato il 27 giugno 2018 da Alemao
Categorie : Politica Rassegna stampa

Alleanza Nazionale

Alleanza Nazionale? Fu un cambio d’abito per poter essere finalmente ammessi nelle stanze del potere. Lo dice l’ex ministro Francesco Storace in un’intervista rilasciata al direttore de Il Candido, Alessio Di Mauro, e pubblicata sul numero di luglio del giornale satirico.

Storace, nell’analisi dei processi che hanno portato alla frantumazione la destra, dice a chiare lettere che l’esperienza di An: “Fu un’operazione figlia della voglia di andare al potere. Il problema nasce tutto da lì: cambiarsi d’abito pur di essere ammessi nel salotto buono del potere. Un errore che il Front National in Francia non fece”.

È da lì, da quello che Storace definisce innamoramento per il potere che nascono i problemi. Primo su tutti, il cortocircuito più potente che affligge la destra italiana. Quello di cominciare battaglie politiche e culturali che finiscono, poi, per essere sfruttate (e con risultati ottimi) da altre forze politiche. “Negli anni Ottanta – racconta l’ex ministro al Candido – noi facevamo i comitati centrali del Msi e sentivamo al Senato un signore inveire contro la partitocrazia. Quel signore si chiama Umberto Bossi e noi ci arrabbiavamo perché diceva le cose che dicevamo anche noi. Qualche anno dopo è arrivato Berlusconi a distribuire il libro nero del comunismo e noi sempre arrabbiati perché anche quelle erano cose che dovevamo dire noi”.

Una storia che s’è ripetuta e si ripete oggi: “Qualche anno dopo è stata la volta di Grillo con il suo “vaffa” contro la casta e noi ancora arrabbiati perché anche lui diceva le cose che avremmo dovuto dire noi. Ora arriva Salvini a sollevare il problema dell’immigrazione, a scaldare le piazze con “Prima gli Italiani’ e con gli slogan contro la Troika, e tutti noi lì ancora una volta a chiederci arrabbiati perché mai debba essere lui a dire le cose che dovremmo dire noi”.

@barbadilloit

Di Alemao

11 risposte a Il caso. Storace: “Alleanza Nazionale? Nacque dalla voglia di andare al potere”

  1. Diciamo che Storace in qualche modo ha ragione, che all’interno del Movimento Sociale Italiano fosse necessario un cambiamento mi pare fosse evidente, probabilmente l’errore fu traghettare Alleanza Nazionale dentro Forza Italia quando invece avremmo dovuto continuare ad essere tre soggetti ben distinti

  2. Andare al potere è il logico obiettivo di qualsiasi movimento politico che, per farlo, qualcosa deve sacrificare (aut imperium, aut voluptas…). Il guaio è che ci sono frontiere che non devono essere varcate alla carlona e, soprattutto, occorre poi saper dimostrare di essere politicamente validi, acquisire credibilità ed autonomi spazi elettorali, non andaré a rimorchio…

  3. Il “cambio d’abito” fatto da An è stata solo la logica conseguenza di 60 anni di “inserimento nelle istituzioni democratiche”, politica di defascistizzazione e integrazione nella “grande destra conservatrice ed atlantica europea” svolta dalla corrente centrista nazional-conservatrice dell’MSI fin dalla sua creazione, fin dai tempi di De Marsanich e Michelini che ne furono fautori, continuata da Almirante che invece veniva dalla corrente oppositrice “Rinnovamento”,corrente “dell’alternativa al sistema”, corrente di “sinistra” che però lo stesso Almirante tradì fin dal principio della sua segreteria, e poi giù giù fino a consegnare il partito nelle mani di quei delinquenti che conosciamo… La storia dell’MSI è storia di inserimento nella stanza dei bottoni, inserimento pagato a caro prezzo nel corso degli anni e che infine ha portato alla scomparsa parlamentare, scelta strategica drammatica e suicida ed ecco perchè oggi alcuni di noi non vogliono più avere niente a che fare con quel mondo missino e post missino e preferiscono votare un ex comunista padano come Salvini che ci rappresenta di più e sicuramente per ora non ha mai tradito la sua /la nostra Idea… Perchè come diceva Evola è solo l’Idea che può e deve essere il collante di uno schieramento che possa dirsi di Vera Destra… All’epoca la Fncrsi e i vari movimenti Ordine Nuovo, Sinistra Nazionale etc etc facevano campagna per la scheda bianca contro la politica entrista e di legittimazione democratica dell’MSI, oggi che nemmeno più esiste un partito che rappresenti veramente quel mondo e che al di là di tutto era una casa che i militanti curavano e difendevano perchè garantiva anche una protezione per la propria incolumità, oggi dicevo che niente di tutto ciò più esiste, non vale nemmeno più la pena continuare in questa tiritera fra minuscoli colonnelli ancora attaccati al loro infimo scranno di potere, per quanto mi riguarda dovrebbero almeno avere la dignità di fare silenzio e non rimestare nel torbido.

  4. In realtà la legittimazione dell’MSI per entrare nella stanza dei bottoni cominciò già l’indomani della fine della guerra quando nel 48 il MSI sostenne non solo l’ingresso dell’Italia nella NATO ma la dirigenza dell’MSI a differenza della base sostenne le ragioni di Israele contro gli arabi (che poi se andiamo a vedere anche Salvini è filo israeliano) e ricordo che durante la segreteria di Almirante ci fu suo viaggio in USA in cui pare incontrò anche il rabbino capo di New York quindi alla fine cosa era cambiato con Fini? Assolutamente nulla

  5. Esattamente Giovanni, tutto vero… Ma almeno a quell’epoca delle voci contrarie all’interno c’erano(Ernesto Massi,Giorgio Pini a “sinistra” e negli anni a venire i “figli del sole” a destra) oltre a tutta la base che era nettamente anti-atlantica, anti-sionista e anti-democratica, mentre dagli anni 60, dopo svariate epurazioni, dissidi, accomodamenti, fuoriuscite e rientri di opportunità( vedi Rauti) tutto si sgretolò nel mare magnum del parlamentarismo effimero, nel posizionamento alla destra dello schieramento politico, stampella della DC, reazionari al servizio dell’anticomunismo bottegaio e vetero-nazionalista, filo-sionisti per vocazione, alleati di venticinqueluglisti e ciellini, simpatizzanti di Pacciardi e compagnia… Meno male che alcuni giovani capirono e non accettarono tale deriva, giovani dell’Orologio, giovani di Lotta di Popolo, della Giovane Europa che sono gli unici che hanno portato avanti delle istanze nuove, non più basate sul collante del nostalgismo effimero e delle sezioni pieni di cimeli inutili(lo diceva Adriano Romualdi), giovani che poi sono diventati intellettuali di riferimento, con percorsi diversi ma tutti interessanti,spesso anticipatori della realtà che viviamo, di sintesi nuove e ardite che però non trovarono mai chi fosse disposto ad ascoltarli nell’ingessato quanto miope partito dell’ordine che era diventato l’MSI, tutto un mondo ha pagato e paga quelle scelte, chi si ostina a vedere solo Fini il traditore e distruttore etc etc evidentemente non ha capito nulla di ciò che era successo dal ’48 in poi.

  6. Caro Stefano,hai perfettamente ragione.Gli anni ’60-’70 li ho vissuti nel M.S.I.-a livello dirigenziale- e la sua politica imperniata esclusivamente nell’organizzazione delle campagne elettorali mi convinse ad uscirne.

  7. Non c’è nulla di male a voler andare al governo: scopo della politica è raggiungere il potere e conservarlo (Machiavelli). Il problema è l’uso che poi se ne fa. E su questo dovremmo fare tutti un esame di coscienza…

  8. Si sono visti i 25 anni di An/ali al potete che cosa hanno prodotto in termini di inversione e mutazione ideologica e antropologica.
    Di questo aborto destro/nazio/anale non è rimasto granché. …

  9. Dopo il bel pezzo di Pietrangelo Buttafuoco,nel aver ricordato con realismo i PARAMOUNT della destra storica Missina,con la sua verve poetica velatamente sarcastica nel paradosso del politichese (ancora?!) odierno.Mi chiedo perché voler insozzare la memori di una fede politica,di una collettività nata in un momento storico tribolatissimo in salvaguardia fondamentalmente,della nostra identità nazionale.ETC..ETC.Che cacchio c’entrano i vari nanunncoli post 1990?? Se non bastasse o non si credesse Buttafuoco si ascolti Veneziani su YouTube nel ricordare Almirante.Entrambi i giudizi non sono frutti di analisi pressappochiste e d’acchitto per voler distruggere il ricordo di un movimento politico Italiano fondamentalmente importante in quel contesto storico,per presenza e battaglia politica. Comunque se si vuole capire Appieno quel che fu’MSI,al di fuori da lle fantasie di comodo si ascolti su YouTube il discorso INTEGRALE di PINO RAUTI CHE FECE A FIUGGI..

  10. AN è stata una sporca manovra, attuata con freddezza nell’estate 1994 quando ancora Veneziani, su Il Settimanale, si schierava con chi voleva mantenere in vita il MSI.
    AN, partito vuoto, senza alcun riferimento storico ed ideologico, schierato con l’antifascismo, rappresentava il NULLA (come scrisse Massimo Fini).
    Il potere non ha riempito questo vuoto, anzi lo ha messo allo scoperto ed AN non poteva che scomparire dal NULLA nel NULLA.
    È indecente che ci sia una Fondazione a nome AN, quando l’unico suo contenuto è la storia del MSI mentre di AN non c’è niente da ricordare, anzi c’è solo da dimenticare.
    Non si vuole riconoscere, e neanche Storace lo fa, che ci sono due mondi,il nostro ed il loro.
    Noi abbiamo la nostra storia, i nostri eroi, i nostri pensatori, i nostri artisti.
    Con gli antifascisti non abbiamo niente da spartire e solo approfondendo il solco fra noi e loro (altro che memoria condivisa) potremo ritrovare il nostro orgoglio e la nostra identità.

  11. Anche Mussolini per andare al potere si alleò con i nazionalisti (e non solo…). L’unica discriminante è il successo, come per le guerre. Sono giuste le guerre vinte, come gli statunitensi ci ricordano giorno dopo giorno in mille modi…

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