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La lettera. L’identità che riemerge oltre i populismo

Pubblicato il 26 giugno 2018 da Pasquale Catenaccio
Categorie : Parola ai lettori

Populismi e nazionalismi, riscoperta di tradizioni ritenute scomparse, identità che riemergono, Putin e Donald Trump. Sembra un’accozzaglia di parole a caso ma tutti questi elementi sono affluenti del fiume che, dirompente, sta travolgendo la società moderna. Ciò che accomuna fenomeni apparentemente slegati fra loro è nei fatti la volontà di contrastare il declino, di dire no al dogma del progresso inesorabile e uniformante. Un no sincero, talvolta barbaro, forse l’ultimo prima del tracollo o al contrario quello che precederà la rinascita.

Intanto l’opposizione al sistema di valori liberali è li da vedere e prende piede, si esplicita nei movimenti anti immigrazione che si impongono alle elezioni, nei lucidissimi e falsi deliri di Trump (a proposito, il Nobel per la pace arriva o no?), nell’Europa dell’est che richiama alla realtà gli stati occidentali ormai in preda alla pazzia, in Salvini che bloccando un barcone fa cadere nella polvere anni di ipocrisie. L’abbiamo visto dalla Brexit kamikaze alle enormi marce per la vita di tutto il mondo.

Insomma in ogni ambito la modernità sembra aver stufato e fra il mare magnum di inconsapevoli elettori e nell’inconsapevolezza degli stessi protagonisti, che rispondono a bisogni dozzinali e fisiologici, c’è una élite che questo rifiuto lo sta metabolizzando e analizzando. Magari ci sta pure pregando sopra, rispolverando i messali tridentini e brindando alla salute del vecchio Ratzinger (non è che è ancora Papa vero?).

Nel frattempo i dolori delle unghie incarnite dell’ormai ex intellighenzia progressista ce li godiamo tutti. Che sia il canto del cigno dei popoli europei o il sorgere di un nuovo sole, poco importa.

@barbadilloit

Di Pasquale Catenaccio

3 risposte a La lettera. L’identità che riemerge oltre i populismo

  1. Per l ennesima volta la destra si fa trovare impreparata e dopo aver guardato a Berlusconi ora si ritrova Salvini. Si rinuncia a pensare ad una strategia di lungo periodo, si trascura di creare comunità militanti, di indicare una visione del mondo. E così ecco la transumanza dei trombato e di quanti si sono abituati a saltare per tempo nel carro del vincitore. Sarà sempre così, come da 20 e più anni a questa parte o ritroveremo l orgoglio delle nostre idee e dei nostri miti?

  2. Dal nano pidduista di Arcore al l’ombroso ‘comunista padano’ cripto/protestante riconvertito ai temi del Sovranismo e dell’identità con parole d’Ordine come Europa dei Popoli e della Patrie che ricordano tanto la Destra Radicale degli anni 60′.
    È stata sacrificata la dottrina e l’ideologia
    di Fascismo e Neofascismo che era mille anni avanti alle derive populiste postideologiche per arrivare agli stessi temi e conclusioni.
    Appartenenza Sovranita Radicamento Nazione Sociale lotta allo sfruttamento e all’imperialismo neocapitalista/apolide Popoli contro l’oligarchia e le Elite’.
    Tanto di ‘originario’ quasi nulla di Originale direbbe l’Editore.
    Comunque per organizzare la nostra Resistenza va bene così. Per Rettificare e Orientare serve la nostra Alta Metapolitica troppo ‘Aristocratica’ per essere compresa dalle derive nazionalpopuliste postideologiche.

  3. ESEMPIO DI UNO STUDIO SULL’IDENTITA OLTRE IL POPULISMO

    Titolo completo: Fascismo rivoluzionario

    Autore: Luca Leonello Rimbotti

    Anno: 2018

    Pagine: 504

    Il libro:

    Il Fascismo rivoluzionario – o “di sinistra” – è quella componente progressista del movimento mussoliniano che intende sovvertire l’ordine borghese, il capitalismo, la finanza internazionale e lo sfruttamento operato dagli usurai ai danni del popolo, al fine di edificare – sulle macerie del vecchio mondo liberal-democratico – la giovane Civiltà del Lavoro, liberamente organizzata nell’ ordine corporativo.

    Contrario anche al brutale collettivismo comunista – limitato ad una visione materialista che nega ogni riferimento all’ identità storico-etnica delle stirpi – il Fascismo rivoluzionario intende costruire una comunità di popolo nella quale vengano fusi – in una sintesi totalitaria – la modernità e la tradizione, il socialismo e il nazionalismo, le aristocrazie eroiche e le masse popolari.

    Ostacolato e frenato dai reazionari e dai conservatori che “fiancheggiano” il regime e innescano il tradimento finale, il programma politico dei “fascisti di sinistra” – egemone agli albori della Rivoluzione – poté esprimersi pienamente soltanto nei pochi mesi della Repubblica Sociale Italiana, in una situazione resa drammatica dallo sfortunato epilogo bellico.

    La mistica della lotta, la fede nel capo carismatico, la fiducia nel destino di gloria, l’eroismo guerriero e la fanatica fedeltà all’Idea sono alcuni degli elementi che fanno del Fascismo un fenomeno non solo politico, sociale o economico, ma anche spirituale, culturale e addirittura religioso.

    Questo libro ripercorre le vicende, le idee e i protagonisti della svolta nazionale e sociale: dagli arditi della Grande Guerra ai legionari di Fiume; dai futuristi ai sindacalisti; dai primi Fasci di Combattimento agli squadristi; dai corporativisti ai giovani dei GUF; dalla scuola di Mistica Fascista alle Brigate Nere repubblicane, passando per i grandi intellettuali che abbracciarono l’ideologia della rivoluzione italiana all’ ombra del littorio.

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