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Elezioni. Il flop del centrodestra fotografato dalle grandi città tutte con sindaci di sinistra

Pubblicato il 10 giugno 2013 da Augusto Grandi
Categorie : Corsivi Politica

Elezioni Comunali 2013Peggio di Aledanno a Roma, solo Coppola e Buttiglione a Torino. Umiliante la sconfitta del sindaco uscente di Roma. Ma il centrodestra ormai si è abituato a non fare un plissé di fronte a sconfitte continue e devastanti. Roma arriva dopo Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo. E si potrebbe continuare.

Il centrodestra si occupa solo dei processi del suo lider maximo e lascia che tutte le principali città italiane vengano governate dalla sinistra: davvero geniale. D’altronde le rare volte che azzecca un candidato sindaco vincente, il centrodestra si impegna immediatamente ad amministrare seguendo le indicazioni della sinistra. Per non aver problemi, spiegano gli strateghi ed i tattici dell’area. E poi, alla scadenza dei 5 anni, si chiedono come mai i propri elettori disertino le urne.

Già, anche la sinistra ha perso elettori. Ma ne perde meno e vince. Perché, a sinistra, gli elettori sanno che il “loro” sindaco farà la “loro” politica. Immigrati, zingari, cultura a senso unico. E’ quello che vogliono, è quello che ottengono. Poi magari Pisapia scivola sul divieto del gelato, ma non è il cono della mezzanotte a trasformarsi in un ostacolo insormontabile.

Gli Aledanno di turno, invece, conquistano la poltrona da primo cittadino e subito rinnegano il proprio passato e la propria provenienza. Dimenticando di essere stati votati proprio per quel passato e per quella provenienza. E se poi, come amministratori, evidenziano lacune di ogni tipo, non possono pretendere di essere rieletti. Da un voto ideologico? E perché mai, se hanno rinnegato tutto? Da un voto per la buona amministrazione? Viene da ridere.

Dunque si passa di sconfitta in sconfitta. Di scelta del peggiore in scelta di uno che possa essere ancora peggiore. Di nullità in nullità. Chiedendo di votare il nulla cosmico solo perché l’avversario è brutto, cattivo e mangia i bambini. Di votare per Aledanno, che ha sprecato soldi per i Rom facendo finta di niente, perché Marino li spenderà dichiarandolo. Troppo poco per poter sperare di continuare a prendere per i fondelli gli elettori.

Così, mentre gli strateghi del centrodestra si trasformano in super esperti di onanismo intellettuale discettando su sistemi elettorali alla francese o alla tedesca, tutte le principali città italiane vengono governate dalla sinistra. Il che significa cultura di sinistra, politiche di sinistra, crescita professionale riservata agli amici della sinistra, finanziamenti alle associazioni di sinistra, alle cooperative di sinistra. E cooptazioni di intellettuali, economisti, musicisti, artisti, docenti, sportivi di sinistra in qualsiasi organismo, possibilmente remunerato con denaro pubblico. Così si crea la futura classe dirigente della sinistra. Così si occupano tutti i posti che contano. Così si conquista la società e, di conseguenza, l’elettorato. Ma chiusi nella loro torre delle cene eleganti, gli strateghi del centrodestra non capiscono.

E per far vedere che non si mangiano in feste tutti i soldi della politica, la fondazione di Alleanza Nazionale lancia anche una utilissima campagna di affissioni per ricordare Almirante. Perché spendere soldi per fare una politica che guardi avanti pare troppo azzardato.

Di Augusto Grandi

Una risposta a Elezioni. Il flop del centrodestra fotografato dalle grandi città tutte con sindaci di sinistra

  1. Alemanno è il primo ad essere soddisfatto del risultato: pugni chiusi e bella ciao sono il suo traguardo.
    Ho sempre sostenuto che l’antifascismo non ha mai vinto fino all’arrivo di Berlusconi.
    Berlusconi ha completato il cammino iniziato dagli angloamericani facendo diventare antifascisti i fascisti.
    E, come al solito, si preferisce l’originale anche se parlare di originale in tema di antifascismo è come parlare del sesso degli angeli, cioè di qualcosa che non è mai esistito.
    Ma, si sa, solo le leggende non sono smentibili, come le religioni, come l’olocausto a cui Alemanno ha offerto un museo degli orrori presunti.
    Nel fango sei, Alemanno, e spero ci affoghi definitivamente.

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