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Elezioni. Alemanno sconfitto. Roma torna a sinistra con Marino sindaco

Pubblicato il 10 giugno 2013 da Redazione
Categorie : Cronache

alemanno marinoMai risultato fu “ammesso” con tanta celerità. Non sono trascorsi nemmeno quindici minuti dalla chiusura ufficiale dei seggi che Andrea Augello – al capo dell’ufficio comunicazione del comitato di Gianni Alemanno – ha ammesso: “Il dato politico è che ha vinto Ignazio Marino. Gliene diamo atto”. Si preannuncia un risultato tondo – 60% contro 40% – che testimonia come il divario tra i due sia stato netto e irrecuperabile.

Certo il dato dell’astensione testimonia come siano stati pochissimi i romani a recarsi ai seggi (Marino sarà sindaco eletto da meno della metà dei romani). Ma allo stesso certifica il divorzio proprio tra l’elettorato di centrodestra e il sindaco uscente. Rispetto a questo la chiave di lettura che si ripete nello staff – “Alemanno non è stato bocciato. E’ stato non votato” – sembra davvero fare il verso della “non vittoria” di Pier Luigi Bersani.

Il dato romano certifica invece come nella sua città più importante del Paese – conquistata con una cavalcata entusiasmante appena cinque anni fa – la destra esca pesantemente ridimensionata: e ciò non può non aprire un dibattito non più rinviabile. Sempre Augello, davanti ai dati, ha parlato allora di “fase nuova” per il centrodestra romano. Il dato nazionale, però – perché i primi dati darebbero il centrosinistra avanti quasi ovunque – consiglierebbe a tutto il centrodestra di capire il da farsi.

Di Redazione

4 risposte a Elezioni. Alemanno sconfitto. Roma torna a sinistra con Marino sindaco

  1. Caro Augello, la fase nuova si chiama rinascita dei valori della destra. si chiama famiglia, si chiama lavoro, si chiama sovranità nazionale, si chiama sovranità monetaria, si chiama più welfare, si chiama pensioni più giuste per gli anziani, si chiama meno immigrati del cazzo, si chiama meno buonismo del cazzo. chiamami e ti dico cosa devi fare. uscire da questo centro-destra liberista e mercantilista che appiattisce i nostri valori di popolo sovrano ai dictat dell’elite finanziaria mondiale. rivogliamo la destra sociale quella che il sig. Fini ha annullato in un delirio di follia collettiva. siamo alla fine presto questi valori ritorneranno più forti di prima o con le buone o….

  2. Luigi sono pienamente d’accordo.

  3. Condivido il contenuto del sig. Luigi Maria, un po’ meno il tono. Il fallimento della destra a Roma (e più in generale in Italia) dallo “sdoganamento” del 93-94 a oggi è dovuto secondo me proprio al repentino appiattimento su posizioni liberiste e politicamente corrette che non ci appartengono, con continue e fastidiosissime abiure di quella che invece era una storia di sacrificio, coerenza e tanta dignità.

  4. Sig. Diego la posso capire, ma non mi scuso per il tono. è chiaro per tutti e l’astensionismo a Roma lo dimostra che il popolo di destra ha capito ormai da tempo l’inutilità di questa classe politica. dai grandi proclami ma che nulla può fare di fronte ad una crisi dettata dall’arroganza della finanza mondiale. chi vuole capire capisca. siamo devastati da una crisi di valori che sta cancellando la nostra identità di nazione di popolo e di individui. tutto questo deve finire.!!ma loro sono distratti ed al popolo che chiede pane gettano le brioche-

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