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Segnalibro. Il sommo poeta Dante Alighieri era un tradizionalista come il filosofo Julius Evola

Pubblicato il 7 giugno 2018 da Manlio Triggiani
Categorie : Cultura

Dante Alighieri

Julius Evola si occupò, fra tanti autori, anche di Dante Alighieri. Del maggioe poeta italiano e uno dei massimi della storia della letteratura mondiale, il filosofo romano approfondì in particolare due temi: la concezione dello Stato, in senso ghibellino, e gli aspetti esoterici nella sua opera, molto ben sviscerati – fra l’altro – anche dallo studioso Luigi Valli che, con la sua interpretazione, andò controcorrente rispetto all’esegesi del suo tempo. Evola interpretò il nocciolo dell’esoterismo dantesco nella concezione che aveva della Donna, presente non solo nella Divina Commedia ma anche nella Vita Nova. La Donna era una componente di rilievo della concezione dei Fedeli d’amore, fratrìa esoterica della quale avrebbe fatto parte Dante. Una visione che si sostanziava in tre aspetti: la Sapienza, che aveva valore extraumano, al di fuori del mondo sensibile; la dottrina segreta, quindi esoterica, e l’organizzazione custode del mistero della dottrina.

Sandro Consolato, studioso di rilievo della Tradizione e del pensiero evoliano, ripercorre nel suo studio su Evola e Dante, le costanti del ghibellinismo e dell’esoterismo nella visione evoliana. Il filosofo romano mise in evidenza, nei suoi studi, la concezione – fra l’esoterico e il politico – dell’imperatore latente, mai morto, sempre atteso. Per questo rappresentato dall’Albero secco che tornerà vivo e rigoglioso con il riaffermarsi dell’Impero. La figura che meglio interpreta l’unione fra vita contemplativa e vita attiva è la figura di Melkisedecq. Aspetto di grande importanza per Evola che, da tradizionalista, non poteva che essere sensibile al discorso della Monarchia (tradizionale, quella vera, non quella costituzionale e moderna) e Dante incarnava appieno la figura del tradizionalista in un periodo, il Medioevo, in cui la Tradizione stava in parte ritornando in Europa. Consolato sottolinea che Evola trasferì il suo concetto di Indivduo assoluto nel “Realizzato” nelle metafisiche orientali o occidentali, dell’adepto, insomma. Da questo punto di vista le posizioni dantesche collimavano benissimo con la Tradizione alla quale si richiama Evola.

Sandro Consolato, docente di Lettere e latino, ha scritto un libro essenziale essenziale che riporta, nella sua essenza, Dante visto da Evola nell’ambito della Tradizione. Uno studio di rilievo perché chiarire e approfondire l’orizzonte intellettuale, religioso e imperiale di uno dei massimi poeti della storia dell’umanità, non è mai inutile viste le spesso fuorvianti interpretazioni prodotte negli ultimi anni.

*Evola e Dante, di Sandro Consolato [Arya edizioni, Genova, pagg. 93, euro 18]

@barbadilloit

Di Manlio Triggiani

2 risposte a Segnalibro. Il sommo poeta Dante Alighieri era un tradizionalista come il filosofo Julius Evola

  1. Semmai Evola in alcuni punti riprendeva il pensiero di Dante… Comunque l’ “Impero” del ‘De Monarchia’ di Dante non appare concettualmente molto diverso dal ‘Monarquía española’ di Tomaso Campanella, di secoli dopo…un prodotto teorico (nel caso di Campanella pure per captatio benevolentia dopo molti anni di detenzione) entrambi più un excursus filosofico che uno strumento di carattere politico.

  2. captatio benevolentiae…

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