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La lettera. Perché la Meloni deve distinguersi da Berlusconi

Pubblicato il 17 aprile 2018 da Francesca Arré*
Categorie : Parola ai lettori
Giorgia Meloni alla Festa di Atreju

Giorgia Meloni alla Festa di Atreju

Siparietto dopo siparietto, il vecchio Berlusconi prova con energia (tanta, ne va dato atto) a trascinarsi ancora al centro della scena in preda ad una sindrome da primadonnismo tragicomica.

Le gaffe e gli show sono stati innumerevoli già durante la campagna elettorale, tutti cercavamo di minimizzare, di non dare importanza con la speranza che il sistema proporzionale potesse ridimensionare un ego smisurato come quello del Cavaliere. E, alla fine, il ridimensionamento alle urne c’è stato, ma a questo non è seguito quello del personaggio. Ed è forse per questo motivo che i malumori nella coalizione aumentano e la tolleranza diminuisce. Sarà pure vero che la pazienza è la virtù dei forti, regola sempre utile anche in politica, ma quando non hai i numeri dalla tua parte diventa tutto molto più difficile.

Il video di Berlusconi che mima quello che Salvini sta per leggere durante le consultazioni al Quirinale è tra i più visti, sui social meme ridicolissimi si sono moltiplicati a dismisura, ma per i ragazzi che come me amano la politica una scena del genere lascia davvero l’amaro in bocca.

Il suo intento era probabilmente quello di farsi passare come il regista, vista l’impossibilità di essere ancora attore protagonista e, tra l’altro, avremmo anche potuto crederci se al posto di Salvini ci fosse stata una creatura partorita dallo stesso Berlusconi, che so, un Alfano, uno Schifani o giù di lì, ma Salvini proprio no. E forse, se ne è accorto anche il Cavaliere che a Termoli, durante un evento per le regionali delle Marche, ha detto che se FI perde le elezioni regionali c’è il rischio che questa situazione possa dare vita ad un governo Lega Fratelli d’Italia che provocherebbe la fuga d’imprese, di capitali, il fallimento di banche e mercati, e la tragedia sarebbe così grande che sarebbero alle porte pure le carestie, la peste e le tempeste di meteoriti (ma la Lega e FDI non sono alleati di FI, e, allora, perché tanta acrimonia contro di loro?).

Insomma, Berlusconi dopo aver distrutto, con la complicità di tanti, la destra, sta tentando di fare lo stesso con la coalizione, accortosi, ormai, di non poter più fare il protagonista e, nella sua volontà, il padrone.

In questo scenario desolante, l’unico che si sta dimostrando all’altezza della situazione è Matteo Salvini e, allora, ha ragione Marcello Veneziani a incoronarlo leader attuale della destra. Dopo il grandissimo successo elettorale, prevedibile al Nord dove la Lega da anni governa bene i territori, ma strabiliante al Sud dove supera quasi ovunque gli alleati della coalizione. E non sono risultati che si ottengono per caso, anzi, sono frutto di mesi e anni di lavoro, lunghi periodi in cui Salvini ha girato (come fa ancora oggi) città per città in tutta Italia, tra la gente, da vero leader politico vicino alla gente (“populista” tanto per usare una parola con cui più volte si è voluto denigrarlo). Non ha avuto nemmeno paura di affrontare il Sud, che all’inizio non lo ha accolto nella maniera migliore, lui però ha saputo beccarsi gli insulti e gli sfottò per trasformarli poi in voti.

Ed è proprio questo che è mancato alla “mia” Meloni e a Fratelli d’Italia. Dico “mia” perché a me Giorgia Meloni piace tantissimo, è una donna forte, carismatica che ha idee brillanti ma purtroppo FDI nel complesso non riesce a scaldare i cuori degli elettori e, per certi versi, gela i cuori dei suoi iscritti, tra cui, in diverse occasioni, anche il mio. La Meloni non riesce a trasmettere il suo enorme entusiasmo e la sua forza, probabilmente per l’incapacità di trovare una classe dirigente valida ed efficace, che sia attiva e attenta sempre e non si svegli solo nelle vigilie elettorali, collezionando una serie di risultati discutibili. L’attenzione e la cura per i territori in tutta Italia è poi quello che fa la differenza, ed è questo che ha reso Salvini protagonista e il resto comparse.

Niente, però, deve essere dato per scontato e niente è definitivo, infatti, Giorgia Meloni ha ancora la possibilità di essere la protagonista di questa nuova destra ma deve agire in fretta, deve dare una scossa al partito e deve tornare a puntare meno sui dibattiti televisivi e più sugli incontri nei territori. L’occasione per dimostrare di essere pronta ce l’ha proprio tra le mani in queste ore: prendere decisamente le distanze – ma nel rispetto per Forza Italia – da Berlusconi.

*Vicepresidente provinciale Gioventù Nazionale Taranto

Di Francesca Arré*

4 risposte a La lettera. Perché la Meloni deve distinguersi da Berlusconi

  1. L’errore a mio avviso è stato fatto quando nel 2011 il governo Berlusconi cadde. Era allora il momento in cui Berlusconi doveva farsi da parte e affidare la guida dell’allora PDL a qualcun’altro. Tutto questo non è successo e Giorgia Meloni assieme ad Alfano e ad altri non hanno trovato di meglio che prendere baracca e burattini e andarsene via. E’ stato un errore fatale che ha spianato la strada ai Grillini e a Salvini all’interno della Lega Nord (il quale a sua volta ha fatto fuori politicamente parlando tutti quelli che potevano insidiare la sua ascesa a segretario della Lega, vedi Tosi, Zaia e Maroni) e oggi siamo nella situazione in cui ci troviamo a sostenere una coalizione che alla fine non ci rappresenta.

  2. Guida PDL a chi? Non c’era nessuno veramente valido.

  3. No le persone valide c’erano, c’era per esempio Tremonti, c’era Gianni Letta, anche Brunetta poteva essere un ottimo successore o lo stesso Bertolaso. Il problema è che Berlusconi aveva un ego grande quanto una casa tipico delle persone di spettacolo che non si fanno rubare la scena da nessuno per questo poi il progetto è naufragato, lo stesso ritorno a Forza Italia ha indebolito tutto il centrodestra e rinforzato la Lega

  4. Nessuno di quelli citati con carisma di leader, mi pare… Gianni Letta ha già compiuto 83 anni…

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