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Politica (di G. Marocco). L’antifascismo di facciata e i club dei firmatari degli appelli democratici

Pubblicato il 13 febbraio 2018 da Gianni Marocco
Categorie : Politica

CalabresiSappiamo tutti che cosa furono, e le conseguenze che ebbero, il Manifesto degli intellettuali fascisti, pubblicato il 21 aprile 1925 sui principali quotidiani, il primo documento ideologico della parte della cultura italiana che aderì al Regime Fascista, redatto da Giovanni Gentile. Ed il successivo Manifesto degli intellettuali antifascisti, pubblicato il 1º maggio del 1925 sui quotidiani «Il Mondo» ed «Il Popolo», scritto da Benedetto Croce.

Acqua sotto i ponti ne è passata, ma, in periodo e clima pre-elettorale le iniziative di Fiano, le parole della Boldrini, di Grasso, di Saviano e molti altri,  ancora una volta conducono alla solita, arciconosciuta demonizzazione del “fascista”, vero o  inventato, avvivata dal “giornalisticume sinistrorso” di regime, in RAI specialmente. Il vero regalo propagandistico lo ha fatto ora ai predetti ed ai buonisti delle “porte aperte a tutti” lo scervellato Luca Traini in quel di Macerata, ove il “fascioleghista” ha preso a sparare – ferendone sei – sugli immigrati in strada con la sua Glock, pare per vendicare l’orrendo crimine di Pamela Mastropietro, il cui corpo era stato trovato in due valigie,  per presunta mano di Innocent Oseghale, un nigeriano con permesso di soggiorno scaduto, spacciatore e, tutto fa presumere,  feroce assassino.  Tutto serve, comunque, per una sorta di riedizione degli infami “Appelli Democratici ed Antifascisti” degli Anni Settanta, anche se la maggioranza di quei più o meno illustri “firmatari” è ormai passata a miglior vita.

Ha scritto Nino Spirlì, cinquantasettenne giornalista ‘non conformista’ di Taurianova, Reggio Calabria, non certo un ‘fascista’, e neppure un leghista, su “Il Giornale”: Italia invasa da delinquenti, lo scorso  venerdì 2 febbraio 2018.

 

‘Uno per tutti!… Per tutti i delinquenti che abbiamo importato negli ultimi cinque anni da ogni latrina del globo. Impastate a pochi poveracci (usati come specchietto per le allodole), sono sbarcate da pittoreschi barconi, che fanno tanto “fuga dalla povertà”, e da comode navi, modello “ventre di mamma ong”, decine, centinaia di migliaia di farabutti e assassini africani, mediorientali e asiatici. Brutti ceffi, spesso terroristi, che non scappano da guerre e pestilenze, ma da mandati di arresto stampati nei Paesi dove sono nati e dove hanno commesso chissà quale sorta di lurido delitto, chissà quale reato, chissà quale atrocità. Di essi non sappiamo nulla. Né il vero nome, né il vero luogo di nascita, né la fedina penale. Sappiamo solo che vengono bene in foto di gruppo, piangenti e imploranti mentre sono stipati su improbabili natanti salpati dalle coste libiche e diretti nel Paese di Bengodi, l’Italia puttana del terzo millennio. Questo residuo di Bel Paese, ormai ridotto ad un letamaio, nel quale ognuno fa legge a sé. Tutti, tranne gli Italiani, ai quali non è consentito altro che sopravvivere in silenzio. Ai quali, anzi, è vietato anche sopravvivere. Qui, gli Italiani devono morire e basta. …Siamo andati così avanti con le concessioni, che, quasi quasi, commettere reato è meno faticoso che fare la fila al supermercato. Sono centinaia, migliaia, le vittime di violenza “clandestina”. Solo poche trovano soddisfazione nella Giustizia. La maggior parte deve subire in silenzio il buonismo imperante e le sue conseguenze. Il perdono forzato, per esempio. Se l’assassino è negro, zingaro o mediorientale, i Codici vengono silenziati e deposti nell’abisso senza fondo della finta bontà. Anche i tribunali si prestano, spesso, a inspiegabili sconti di pena, che stanno demoralizzando gli Italiani. Ci siamo consegnati ai nostri carnefici, senza reagire’.

 

Ricordiamo quegli appelli, il cui precedente fu La famosa Lettera Aperta a L’Espresso sul caso Pinellicontro il commissario Calabresi, un documento pubblicato il 13 giugno 1971 dal settimanale, con il quale  numerosi giornalisti, politici, sindacalisti, ex partigiani, registi cinematografici, artisti e noti intellettuali chiesero la destituzione di Calabresi e di alcuni funzionari, ritenuti colpevoli di gravi omissioni nell’accertamento delle responsabilità circa la morte di Giuseppe Pinelli, l’anarchico milanese precipitato da una finestra mentre era in stato di fermo presso la questura di Milano, nell’ambito delle indagini sulla Strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, condotte dal commissario Luigi Calabresi.

Messo alla berlina, attaccato ferocemente dalla stampa e dalla politica di sinistra, il “commissario torturatore” fu assassinato 17 maggio 1972 da due sicari. Anni dopo si scoprì che i mandati furono Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri, allora leader del movimento “Lotta Continua” ed oggi collaboratore di “La Repubblica”.

giampaolo_pansaGiampaolo Pansa, che declinò l’invito a firmare l’appello, afferma che lo stesso “dette un avallo al successivo assassinio di Calabresi”. Peggio, una vera e propria  istigazione. Nell’ottobre del 1975 la sentenza sulla morte di Pinelli, dopo l’inchiesta, escluse l’ipotesi del suicidio e definì la morte come accidentale, a causa di un malore. Venne anche confermata l’assenza di Calabresi al momento della morte dell’anarchico.

Alcuni, molto pochi, dei firmatari della celebre, calunniosa “lettera aperta” hanno col tempo preso parzialmente le distanze dall’infame documento (Quilici e Toscani negarono di averlo sottoscritto, altri dissero di essersene dimenticati…) che fu, sempre secondo Pansa:

 

‘un veleno cucinato e diffuso dalle teste d’uovo della sinistra italiana: il meglio del meglio della cultura, dell’accademia, del giornalismo, del cinema. Signore e signori che per anni ci hanno spacciato un mare di bugie. Forti di un’arroganza che quanti di loro sono ancora in vita seguitano a scagliarci addosso…Rileggere oggi quell’elenco mi provoca un disgusto profondo per chi l’ha sottoscritto. Scorrere le firme una per una, ti induce a pensare che la “meglio gioventù” partorita dal Sessantotto aveva alle spalle il peggio del vippume di sinistra. Molte di quelle eccellenze sono scomparse, a cominciare da Norberto Bobbio per finire a Giorgio Bocca. Ma tanti big sono ancora in vita. E da ben poco venerati maestri seguitano a impartirci lezioni burbanzose. Qualche nome? Eugenio Scalfari, Umberto Eco, Dario Fo, Furio Colombo, Lucio Villari, Bernardo Bertolucci, Toni Negri, Dacia Maraini… Basta, mi fermo qui. Forse è vero che stiamo diventando un paese per vecchi, a cominciare da me. Ma un po’ di pudore non farebbe male a nessuno’.

 

Per la Chiesa cattolica, Luigi Calabresi è considerato un servo di Dio, martire per la giustizia e nei suoi confronti è iniziato anche un processo di beatificazione. Paradossalmente il figlio dell’assassinato, Mario Calabresi è oggi il Direttore di “La Repubblica” dopo esserlo stato de “La Stampa”.

 

Furono 757 i firmatari della lettera, il cui linguaggio, caratteristico di quegli anni di aspri e violenti scontri ideologici, era particolarmente accusatorio, riportati da Wikipedia in ordine alfabetico. I più noti non vanno dimenticati, credo, perchè firmarono – pur dopo l’assassinio di Calabresi – vari altri deliranti manifesti “democratici ed antifascisti”, almeno sino alla morte di Aldo Moro, costituendo una sorta di “Club” e, soprattutto, perché ancora oggi sono considerati da molti dei Maestri, dei luminosi esempi da imitare a seguire in vari settori. Ne leggo alcuni, credo i più conosciuti, risparmiando ogni commento e non negando certo il loro valore professionale o la loro storia personale.

 

Enzo Enriques Agnoletti, Giorgio Agosti, Nello Ajello, Gian Mario Albani, Franco Antonicilli, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti, Nanni Balestrini, Arialdo Banfi, Marcello Baraghini, Mario Baratto, Andrea Barbato, Mario Bardella, Mirella Bartolotti, Franco Basaglia, Vittorio Basaglia, Marco Bellocchio, Piergiorgio Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Marino Barengo, Gualtiero Bertelli, Bernardo Bertolucci, Laura Betti, Alberto Bevilacqua, Luciano Bianciardi, Walter Binni, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Cini Boeri, Pietro Bolognesi, Agostino Bonalumi, Giuseppe Bonazzi, Aldo Braibanti, Tinto Brass, Anna Maria Brizio, Bruno Brusati, Corrado Cagli, Giuseppe Caldarola, Nino Cannata, Ettore Capriolo, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Enrica Collotti Pischel, Furio Colombo, Luigi Comencini, Sergio Corbucci, Luigi Cortesi, Roberto D’Agostino, Guido Davico Bonino, Fausto De Luca, Tullio De Mauro, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Giulio Einaudi, Marisa Fabbri, Elvio Fachinetti, Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Ernesto Ferrero, Dario Fo, Luciano Foà, Franco Fortini, Emilio Garroni, Natalia Ginzburg, Giovanni Giudici, Vittorio Gorresio, Ugo Gregoretti, Renato Guttuso, Margherita Hack, Lino Jannuzzi, Vito Laterza, Francesco Leonetti, Carlo Levi, Primo Levi, Carlo Lizzani, Germano Lombardi, Riccardo Lombardi, Nanni Loy, Giancarlo Majorino, Dacia Maraini, Fabio Mauri, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Paolo Milano, Giuliano Montaldo, Alberto Moravia, Franco Mulas, Paolo Murialdi, Cesare Musatti, Toni Negri, Luigi Nono, Valentino Orsini, Enzo Paci, Giancarlo Pajetta, Ferruccio Parri, Pier Paolo Pasolini, Elio Petri, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio, Folco Quilici, Giovanni Raboni, Franca Rame, Carlo Ripa di Meana, Nelo Risi, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella, Marisa Rusconi, Carlo Salinari, Giuseppe Samonà, Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari, Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano, Pasquale Squitieri, Paolo e Vittorio Taviani, Giorgio Tecce, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Terziano Terzani, Oliviero Toscani, Bruno Trentin, Saverio Tutino, Lucio Villari, Corrado Vivanti, Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.

 

Loro, e tanti altri, fecero parte del “Club”.

Di Gianni Marocco

7 risposte a Politica (di G. Marocco). L’antifascismo di facciata e i club dei firmatari degli appelli democratici

  1. Articolo interessantissimo perchè apre una serie di domande: una per tutte : come mai che non è mai esistito invece un contro-club di firmatari agguerriti di manifesti ANTI-ANTIFASCISTI … Non me ne ricordo uno….

    Infatti mi chiedo ad es. perchè oggi ai proclami sguaiati della Boldrini/Fiano/Grasso/Orlando/Renzi/Bonino/ + intellettualoidi vari ed eventuali,
    i nostri cosidetti intellettuali organici non ci mettono la pubblica faccia non creano un Manifesto “ANTI-ANTIFASCISTA” ( … non sul ventennio a cui non frega piu’ niente a nessuno ma sulle tematiche critiche dell’ oggi SOVRANITA’/INDIPENDENZA/RADICAMENTO/DIFESA DEI VALORI/LOTTA AL MONDIALISMO) magari sostenuto dalle truppe cammellate istituzionali di Meloni e Salvini ?

    Bhè la risposta è semplice; ed è indipendente dall’opportunità o meno sotto campagna elettorale, stà ” nell’antropologia profonda nell’approccio comportamentale, nel modello.

    Come durante gli anni di piombo, rispetto alla sopraffazione dei borghesucci radical-sinistri-chic si insegnava ai gonzi militanti che bisognava/si doveva tenere ” un profilo basso ” , figuriamoci oggi dopo la caduta del muro, dopo Fiuggi e il Nazzareno, dopo gli inciuci con Monti e Letta, e in previsione della eventuale governabilità delle Grandi Intese ( compromessi storico 2.0) ; bisogna tenere ” il profilo ancora più basso “; questo perché tra i destri soprattutto istituzionali si è abituati in certe situazioni critiche a ” tenere il profilo basso ” ci si è abituati addirittura a non difendersi a non alzare la voce …

    Ricordo alcuni episodi vergognosi a fine anni 80 all’Università di Roma, dove ai ragazzi che spesso venivano aggrediti si chiedeva addirittura di non reagire mai e di rivolgersi ai giornalisti o alla polizia semplicemente per denunciare l’episodio .. già da allora si vedeva da parte di certi dirigenti “la muutazione” rispetto alle semplici leggi dell’agibilità politica … Ovviamente le cose andavano diversamente ( per fortuna …) ed i ragazzi conquistavano con la solita allegria spontanea la loro sacrosanta agibiltà a fare politica e mandavano invece le zecche a parlare con i giornalisti … ma dopo avergli spiegato che l’agibilità se me la neghi io me la prendo ….

    Poi ci si rivolge spesso agli elettori in modo troppo vittimistico, caricaturale, comico… ( maestra maestra quel bimbo è stato cattivo con me !!!) invece di andarsi a prendere la Piazza ( fisica e virtuale ), come sarebbe legittimo e naturale, indipendentemente da quello che pensa l’elettore ….

    Ed in questo devo dire che perlomeno la Destra Radicale ha mantenuto sempre un certo stile e non recede di un metro ….

    Perchè in fondo in fondo diciamocelo chiaramente a bassa voce ( ed è la cosa che mi fa più incazzare) , a destra non si è veramente ANTI-ANTIFASCISTI ma semplicemente e bigottamente ANTI-COMUNISTI POST-NEOFASCISTI …

    Per cui all’aggressività neo-occidentale di questi giorni degli attuali New-Global 2.0 sostenuta e protetta dall’Establishment , si risponde con parsimonia caratteriale, ” con il solito basso basso basso profilo “…. Per cui le Foibe passano sotto silenzio , meglio cosi’
    Sperando che questo paghi di più in seggi ed indotto stipendiato dalla politica.

  2. Verità mai dimenticate,che intristiscono,ancora di più,le cui conseguenze portano alla nostra realtà sociale odierna..COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO..

  3. Catilina diciamocelo chiaramente, i nostri cari “intellettauli” di riferimento, perlomeno quelli più in vista, quelli che scrivono sulle testate importanti, non hanno abbastanza attributi per esporsi, o forse hanno paura di perdere quel poco di rilevanza culturale che con fatica hanno acquisito negli anni,lasciando da parte i convertiti tout court all’ideologia occidentale… Su questo, bisogna riconoscerlo, altri intellettuali di altri tempi di un altra sinistra, penso a Flaiano, a Pasolini, criticarono sempre la retorica dell’antifascismo, si esposero nonostante fossero di sinistra… I “nostri” intellettuali invece, che dovrebbero proprio avere il ruolo di guida dell’area ed essere i primi a esporsi contro questo becerume antifascista, spesso si fermano solo ad una fase reattiva, sempre sulla difensiva… è anche vero, lo si deve riconoscere, che chi invece si è opposto con decisione, è stato completamente estromesso da tutto, insomma non è facile, se anche intellettuali come Veneziani o Fini per dire, che comunque hanno un autorevolezza riconosciuta anche da chi ha idee diverse, viene ostracizzato dai gendarmi del costume democratico senza nessuna remora ad ogni occasione… Il fatto è sempre quello, il pensiero unico non ammette chiunque sostenga valori o idee genericamente conservatrici, genericamente alternative e non conformi al nichilismo buonista liberal-libertario imposto come ideologia dominante nel regno della nuova Cartagine. Bisogna smettere di chiedere le elemosina, questo è sicuro, avere la faccia tosta di tenere le proprie posizioni e sbatterle in faccia al nemico,e farlo anche noi tutti nella vita di tutti i giorni, senza per questo smettere di cercare una sorta di trasversalità post-ideologica che secondo me è comunque necessaria, quindi non cedendo alla retorica dicotomica senza comunque rinunciare alle posizione nette e decise, una volta si diceva, prendendo a prestito il gergo militare, “fare quadrato”, ecco forse il problema maggiore sarebbe non dividersi in conventicole, non fare i bordighisti a destra, ma anche confinare i traditori che se la intendono col nemico individuabile in questa amalgama di sinistrume radical-chic libertario ed economicismo liberale della finanza apolide, in una parola l’ideologia occidentale, quella che anche a destra qualcuno si ostina a chiamare i “nostri valori” europei. Ecco questo il problema di fondo, i valori dell’occidente non sono i nostri valori, essi rappresentano l’ideologia della dissoluzione moderna, e vanno combattuti ovunque si manifestino, dal centro sociale antifa fino alle destre renzusconiane, atlantiste, anch’esse dichiaratamente istituzionalmente antifasciste ed anti-patriottiche in ogni loro azione.

  4. Stefano,
    come me sfondi una porta aperta perchè già sul tema ” i nostri valori ” alzo la mano e dubito per capire quali siano in realtà ….

    Apri ancora una porta aperta anche sul tema dell’inettitudine e della poca mancanza di attributi dei nostri cari intellettuali organici, che già sono per lo piu’ ostracizzati per cui non vedo cosa avrebbero da perdere ulteriormente nell’esporsi pubblicamente, ma capisco che il tema “del tengo famiglia” spesso abbia ancora il suo peso , per cui piu’ di tanto non riesco nemmeno a condannarli – Discorso diverso per i politici istituzionali del cazzo da finto arrembaggio televisivo , che invece sono tacciabili da almeno 25 anni di Alto Tradimento ….

    Ed apri perfino una porta aperta sul tema della ” TRASVERSALITA’ ” visto che ho passato tutta la vita a cercare di far ragionare e di dialogare con ” una certa sinistra ” ma spesso sulla pregiudiziale antifascista i giochi ed i discorsi si chiudono ancora prima di iniziare a parte alcune individualità “evolute” e non inclini all’omologazione beota ed acritica del classico orchetto antifa .
    Pure di queste poche individualità posso farti nome e cognome.

    Ricordo perfino un episodio in cui incontrai dopo una conferenza a Casa Pound “un personaggio di cui non faccio il nome” che addirittura era tra quelli che ci sparava addosso negli anni 70′ e che non è escluso che abbia avuto addirittura delle responsabili dirette in un episodio sanguinoso.

    Ma vado ancora oltre : per lottare ed abbattere questo Sistema farei accordi perfino con il Diavolo in persona se servisse a rompere schemi, accelerare i processi, confrontarsi e difendere il Lavoro, la Scuola, la Sanità i temi sociali, la lotta per l’autodeterminazione dei Popoli .

    Parli con uno che a 16 anni organizzava in Piazza le manifestazioni a favore dell’OLP e per i Sandinisti di Eden Pastora, e che ha accolto militanti nord-irlandesi ,
    e che ha militato avendo nel sangue ancora prima che nella testa ” La Disintegrazione del sistema ” ….

    Uno che ha letto e ditsribuito Orion di M. Murelli, C.Terracciano, C.Mutti, ed A. Colla dal primo numero che ha organizzato conferenze e presentazione di Libri con De Benoist ( … ha dormito perfino a casa mia a Roma) , Tarchi, M. Fini , E. Zarelli di Arianna Editrice che ha partecipato ai Campi Hobbit e viene da esperienze militanti radicali per almeno tre generazioni …

    Con me Stefano ci sono solo porta aperte sul tema del superamento, delle nuove sintesi , sulle nuove eresie ; ecco perchè faccio tana all’ipocrisia della destra “anticomunista di servizio da loggia e da salotto” e non sopporto nemmeno gli orchetti new global che ci sbarrano la strada e vorrebbero toglierci oggi come allora l’agibilità politica a chi manco se li stra-incula da quando sono residuali, servi ed inutili …

    Non sono da setta o da conventicola ma nemmeno da “omologazione plebea trasformista di massa ” quella che dal 1992 ha colpito tutto questo ambiente con lo scopo di renderlo liquido e malneabile alle strumentalizzazioni del ceto moderato, quello che per antropologia ed etica, è distante anni fiume da TRADIZIONE E RIVOLUZIONE.

  5. Caro Camerata lvC sono sempre con te!

  6. Dispiace vedere tra i firmatari di quell’appello ignobile grandi personalità come Fellini(soprattutto) e Pasolini.Ad oggi l’unico che abbia mostrato un reale pentimento è stato Paolo Mieli,con parole non di circostanza o banali.

  7. Catilina non posso fare altro che ringraziarti dell’ennesimo intervento che apprezzo veramente tanto, nulla da aggiungere, sottoscrivo in toto.

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