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Idee. La crociata di Papa Francesco contro ipocrisia e linguaggio ‘ma-anchista’

Pubblicato il 4 giugno 2013 da Liam Brady
Categorie : Corsivi

papa francescoVi ricordate il “ma-anchismo”, la teoria attribuita al linguaggio del più politicamente corretto politico italiano, ossia Walter Veltroni, ma in realtà specchio più profondo del pensiero debolissimo? Bene, da oggi ha un detrattore in più che di nome fa papa Francesco. Non ci credete? «Avere il coraggio della verità, contro ipocrisia e linguaggio socialmente educato», giacché «l’ipocrisia è il linguaggio della corruzione». Non solo. Occorre respingere pure quella debolezza per cui ci piace che si parli bene di noi, quel «linguaggio persuasivo che porta invece all’errore, alla menzogna». Attenzione, dunque, alla «idolatria narcisista». Con queste parole papa Bergoglio si è rivolto nella sua omelia ai dipendenti della Biblioteca vaticana. Qualcosa di più di un semplice incoraggiamento da parte del vescovo di Roma che con questo discorso si è scagliato apertis verbis contro una delle tentazioni più diffuse della cultura contemporanea.

«Pensiamo bene oggi: qual è la nostra lingua? – ha chiesto il Pontefice – Parliamo in verità, con amore, o parliamo un po’ con quel linguaggio sociale di essere educati, anche di dire cose belle, ma che non sentiamo? Che il nostro parlare sia evangelico, fratelli! Poi, questi ipocriti che cominciano con la lusinga, l’adulazione e tutto questo, finiscono, cercando falsi testimoni per accusare chi avevano lusingato». Per spiegare il suo messaggio Bergoglio si rifà al dettato evangelico: «Questi che si avvicinano a Gesù tanto amabilmente, sono gli stessi che giovedì sera andranno a prenderlo nell’Orto degli Ulivi, e venerdì lo trascineranno davanti a Pilato». I farisei, insomma, si rivolgono a Gesù «con parole morbide, con parole belle, con parole troppo zuccherate». Ma è tutto falso. Perché, ha spiegato Papa Francesco, «questi non amano la verità» ma soltanto se stessi, «e così cercano di ingannare, di coinvolgere l’altro nella loro menzogna, nella loro bugia. Loro hanno il cuore bugiardo, non possono dire la verità».

Per chiarire fino in fondo il senso delle proprie posizioni papa Francesco ha utilizzato infine una delle più antimoderne tra le parabole: «E quando Gesù parla ai suoi discepoli, dice: “Ma il vostro parlare sia “Sì, sì! No, no!”. L’ipocrisia non è un linguaggio di verità, perché la verità mai va da sola. Mai! Va sempre con l’amore!». Insomma vita dura per chi pensava – con una lettura entusiastica e superficiale dei suoi primi “gesti”- a un Papa buonista. A maggior ragione seguace del “ma anche”.

Di Liam Brady

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