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Il caso. Mattia Feltri spiega chi era Claretta Petacci (e la vergogna di Gene Gnocchi e Dimartedì)

Pubblicato il 21 gennaio 2018 da
Categorie : Scritti
Il volto di Claretta Petacci tumefatto dalla violenza dei partigiani e nel tondo il presunto comico Gene Gnocchi

Il volto di Claretta Petacci tumefatto dalla violenza dei partigiani e nel tondo il presunto comico Gene Gnocchi

Mattia Feltri, commentatore principe della Stampa, ha dedicato la sua rubrica “Buongiorno” al caso della incivile battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci, accompagnata dal riso complice del giornalista Giovanni Floris

Tale era la vergogna che quando Claretta Petacci, la donna di Benito Mussolini, fu issata a testa in giù in piazzale Loreto, e dalla camicetta le uscì il seno, e la gonna scese a mostrarla senza mutande, una staffetta partigiana porse una spilla da balia a don Giuseppe Pollarolo e il prete con la spilla rimediò.

Tale era la vergogna che non si è mai saputo, o confessato, perché Claretta fosse senza mutande. Tale era la vergogna che esistono dieci o quindici versioni diverse sulla fucilazione di Claretta, come su quella del Duce. Tale era la vergogna che in Mussolini Ultimo Atto, il film del 1974 di Carlo Lizzani, partigiano e comunista, si racconta che si fece di tutto per allontanare Claretta dal plotone d’esecuzione, e infine fu uccisa quasi per accidente. Tale era la vergogna. Tale era per una donna che seguendo Mussolini nella ridotta di Valtellina credeva solo di aver vinto la sua guerra, lei amante, contro le altre cento amanti, e contro la moglie Rachele. Tale era la vergogna che Sandro Pertini, uno che per antifascismo si era fatto il carcere e il confino ed era stato condannato a morte dai nazisti, e ne scampò evadendo da Regina Coeli, e infine votò per l’esecuzione di Mussolini, ecco, tale era la vergogna che nel 1983 Pertini disse: «La sua unica colpa è di aver amato un uomo».

Tale non è più la vergogna che l’altra sera, facendo umorismo sul maiale fotografato a Roma da Giorgia Meloni, Gene Gnocchi ha detto che quel maiale è femmina, «si chiama Claretta Petacci». In studio tutti a ridere. E stavolta neanche una spilla.

7 risposte a Il caso. Mattia Feltri spiega chi era Claretta Petacci (e la vergogna di Gene Gnocchi e Dimartedì)

  1. HO SCRITTO NEI MIEI APPUNTI (SINOSSI): CLARETTA PETACCI COLPEVOLE SOLTANTO DI AVERE AMATO QUELL’UOMO. FACENDOGLI SCUDO CON IL PROPRIO CORPO AL MOMENTO DELLA FUCILAZIONE, CLARETTA, CON LA SUA MORTE, RISCATTò L’AMORE INNOCENTE DELLA SUA GIOVINEZZA E DELLA SUA VITA.

  2. CLARETTA NON AVREBBE MERITATO UNA SIMILE INFAMIA. UA VERGOGNA PER L’ITALIA

  3. Pertini sì che aveva delle vergogne da farsi perdonare…

  4. Articolo agrodolce forviante,sorvola per lo piu’sulll’essenza della barbaria comunista.Menzionando il quasi candore morale di lizzani e di pertini,due comunisti.Chi se ne frega delle loro opinioni,che cacchio dovevano dire,se non giustificare in qualche modo l’infamia.Anche feltri essenzialmente cerca farlo per il demente gnocco..

  5. Brutto articolo

  6. Se in italia la pacificazione dopo la guerra civile tra fascisti e comunisti non c’è mai stata, lo dobbiamo a gente come gene gnocchi, vauro, ferrero e company che con le loro parole continuano a fomentare rancori che dopo 70 anni dovrebbe essere sepolti.
    Queste persone,siccome non hanno la capacità di pensare a quello che dicono ed ai danni che producono, sono solo dei poveracci che non rispettano nessuno, tantomeno le donne e i morti.

  7. La pacificazione non ci poteva essere perché bisogna essere in due a volerla ed i rossi non han mai voluto niente di simile. Solo qualche rintronato di destra.

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