82

Focus Politica (di F.Cardini). Perché mi schiero con la Lista del Popolo con Giulietto Chiesa

Pubblicato il 4 gennaio 2018 da Franco Cardini
Categorie : Politica
Franco Cardini

Franco Cardini

Come diceva il buon Marco Antonio (o, quantomeno, come mastro William gli fa dire), “Ora, o malanno, tu sei combinato”. Non che il presidente Mattarella sia Marco Antonio (o, quantomeno a me, impenitente cesariano e quindi marcantonista, comunque antiottavianista, non sembra esser tale), ma la data del 4 marzo per le elezioni è fissata. Io non sono stato interpellato: d’altronde, non è che dovessi esserlo. Il fatto è che il 4 marzo sono obbligato a stare a Parigi, e votare è un diritto, non un obbligo. Verrò quindi meno a quello che considero comunque un obbligo morale: presentarsi al proprio seggio, ritirare la scheda elettorale e quindi riconsegnarla. Quel che ci scrivo o non ci scrivo dentro è affar mio. Forse sarebbe il caso di proclamare l’astensione dal voto per protesta: un dovere morale, a questo punto. Ma non sarebbe efficace: anzi, a meno che le astensioni volontarie dal voto per protesta non fossero ufficiali e di massa, superando il 50% più 1. Quello sì che sarebbe un vero Nuovo Giuramento della pallacorda, una Nuova Bastiglia: da lì comincerebbe la rivoluzione. Ma non ve ne sono le condizioni obiettive. Scegliamo quindi il male minore.

Farò di tutto per andare a votare. Non posso rimpatriare per l’occasione: ma, se la normativa me lo consentirà, voterò a Parigi. E, se voterò, non voterò scheda bianca come faccio da molto tempo non per partito preso ma per necessità, non sentendomi rappresentato da nessuna delle parti politiche in gara. Del resto, molto probabilmente voteremo di nuovo in autunno (a scanso di equivoci: non ho votato nemmeno per Renzi, quando divenne sindaco di Firenze: lo avrei fatto, feci campagna elettorale per lui, ma a quel tempo ero cittadino pratese e impossibilitato quindi a votare per le amministrative fiorentine; votai, invece, per lui al tempo del referendum, non perché il programma del “Sì” mi piacesse, ma perché ero convinto che interrompere la sua esperienza di governo, che per molti versi disapprovavo – jobs act, “buona scuola” eccetera –, fosse comunque per il paese un male peggiore che non consentirgli di continuare: in tempi normali (ammesso che questi lo siano) la continuità di governo mi appariva importante.

Dico tutte queste cose in quanto sto per darVi un consiglio elettorale: desidero, quindi, che sia chiaro da che parte esso provenga, e che a darVelo è un buon cittadino, comunque si giudichino le sue scelte.

In quanto tale, come tutti Voi ben sapete, ho da tempo scelto di appoggiare la “Lista del Popolo”, il programma della quale ho in qualche misura contribuito a costruire. Ho scelto altresì di non candidarmi: è bene che si candidi chi fa il “lavoro” del politico, o chi s’impegna a fare quello e solo quello almeno per il tempo delle legislatura in caso di elezione. Ciò costituisce, per ragioni che in buona parte sono strettamente personali e familiari e che per quelle professionali (e pubbliche) ho già chiarito su questo blog, una scelta moralmente e civicamente necessaria, quindi immodificabile e irreversibile salvo eccezionali circostanze. Io non sono un politico e non potrei mai impegnarmi a far solo quello sia pur soltanto per alcuni mesi. Io faccio lo studioso e il pubblicista: due impegni che in qualche misura si sovrappongono e che in tempi ordinari, con l’esercizio attivo della politica non sono compatibili: per ragioni di tempo e di libertà. Stimo di servire la causa comune di tutti noi meglio se mi tengo al di fuori (non al di sopra: per carità!) del ring elettorale che se accettarsi di accedervi con tutto il mio carico d’inesperienza e di riserve mentali. Meglio che ciascuno di noi faccia al meglio quello che sa fare. A proposito poi di ambizioni “pubbliche”, di “visibilità”, chi di noi non ne soffre, nell’attuale “società dello spettacolo”? Nemmeno io sono Biancaneve: ma valga il vecchio ne nos inducas in tentationem (se non addirittura l’altrettanto vecchio vade retro).

Appoggio pertanto la “Lista del Popolo”, riservandomi un eventuale giudizio sui candidati che essa proporrà (ma già sapendo che alcuni di essi godono della mia massima fiducia e se sarà il caso mi permetterò di segnalarVeli). La “Lista” non è un partito, né mi risulta abbia intenzione di diventarlo. Se lo diventerà, paleserò con l’onestà, la franchezza e la lealtà che mi sono abituali (sono tra le pochissime doti che mi riconosco e so per certo che nessuno può in buona fede contestarmele) quale sarà al riguardo il mio parere.

Vi presento quindi gli impegni-base, diciamo pure i 16 punti programmatici che approvo: alcuni incondizionatamente, altri comunque con piena coscienza e senza ragione per esprimere riserve su nessuno di essi, magari con la volontà di precisarli e di migliorarli.  Ovviamente, dove si parla di “economia del benessere” – espressione che potrebbe sembrar ambigua e indurre in errore – deve intendersi “benessere sociale”, quel che in inglese è welfare ma che nel latino di san Tommaso, derivato indirettamente dal greco di Aristotele, sarebbe bonum commune.

Ovviamente, questa è una base di partenza: ed è imperfetta, perché se si cerca la perfezione non si parte mai. In itinere, ci si corregge. Ma sia chiaro che per quanto mi riguarda non cadrò in due tipi di trappola: la questione confessionale e quella diciamo così civico-morale. Mi spiego meglio. Per quanto mi riguarda, finché l’esperienza della LdP rimarrà in piedi, non voglio sentir parlare né di rapporto fra cattolici e laici, né di questioni religiose di sorta. E’ evidente che l’adesione a una fede religiosa non è mai semplicemente una “questione intima e individuale” e che essa ha un immediato riscontro nel sociale e nel pubblico. Ma certe cose ciascun credente o non credente dovrà risolverle da solo, senza permetter loro d’intralciare pregiudizialmente un esperimento di rinascita civile. Stesso discorso per gli pseudoproblemi, ormai largamente nominalistici, tipo fascismo-antifascismo e comunismo-anticomunismo. Per quanto mi riguarda, e se dipendesse da me, il primo che nel contesto di LdP agitasse la pregiudiziale anticomunista e/o antifascista andrebbe cacciato a pedate; e, se ciò non avvenisse, mi ritirerei io dalla partita. Se essere antifascisti e/o anticomunisti è un valore, ciò si misura sul piano delle scelte concrete, non delle dichiarazioni di principio (anche perché sappiamo tutti benissimo che quei valori o disvalori o controvalori si manipolano come si vuole).  Esempio: io sono del fermo e inflessibile parere che in ogni scelta l’interesse pubblico debba prevalere senza eccezione alcuna su quello (-i) privato (-i). E non m’interessa affatto stabilire se questo principio sia o no antifascista o anticomunista. Il resto sono chiacchiere: punto e basta.

Vorrei infine precisare, a proposito dello spazio elettorale ragionevolmente prevedibile per l’affermarsi della LdP, che anche riguardo a ciò il primo obiettivo di chi l’ha concepita è di natura civica. “Togliere” o “strappare” pochi o molti voti ai partiti in lizza non è poi importante: fondamentale sarebbe agire sul più grande partito degli italiani, quello di chi non va a votare oppure ci va ma vota scheda bianca o nulla. Quando ciò dipende da una scelta derivante da insensibilità politica, nulla da eccepire: sappiamo tutti che le cose vanno male anche perché c’è una parte della nostra società che ragiona così e nella quale ignoranza e insensibilità prevalgono. Ma quando ciò accade perché – come in fondo anche nel mio caso – l’elettore non trova obiettivamente e onestamente chi lo soddisfi e possa ragionevolmente rappresentarlo, ecco allora che la LdP può rispondere a qualche esigenza o, più umilmente, può essere una carta da tentare. Molto dipenderà ovviamente da chi essa sarà in grado di schierare tra i candidati: la “squadra” è la vera grande sfida. Chi ben comincia è alla metà dell’opera: una buona squadra è già di per sé una mezza vittoria.

A partire dal prossimo MC, che sarà il primo dell’anno che viene, vorrei pubblicare le Vostre impressioni sui 16 punti programmatici della LdP, due a settimana (arriveremo pertanto, occupando otto settimane, alla fine del febbraio, esattamente alla vigilia delle elezioni). In particolare, vorrei ricevere ogni settimana i puntuali commenti – anche molto brevi – di: Silvia Agnoletti, Giovanni Armillotta, Alessandro Barbero, Ugo Barlozzetti, Marco Barsacchi, Alessandro Bedini, Anna Benvenuti, Massimo Bernardini, Daniela Bolognesi, Luca Bressan, Massimo Cacciari, Monica Centanni, Enzo e Guglielmo Cevolin, Luigi Copertino, Luigi De Anna, Manlio Dinucci, Fabrizio Fabbrini, Eleonora Genovesi,  Alessandro Fiorini, Amerino Griffini, Monica Guerritore, Alfonso Lagi, Luca Mantelli,  Massimo Miglio, Adolfo Morganti, Antonio Musarra, Peppe Nanni, Renzo Nelli, David Nieri,  Moni Ovadia, Irene Pivetti, Davide Riondino, Gloria Roselli, Francesco Ruocco, Ilaria Sabbadini, Mahmoud Salem Elsheikh, Franco Salerno, Marco Tarchi, Lucia Testi Goggioli, Sergio Valzania, Stenio Solinas, Alessandro Vanoli. Si tratta di una lista di persone che stimo e/o che mi sono amiche, senza riguardo alcuno né per l’indirizzo politico di ciascuno di loro, né per i loro reciproci rapporti (altre ve ne sarebbero, ma per motivi vari di opportunità preferisco non inserirle in questa lista). Gradirei che ciascuno di loro mi desse al riguardo un pregiudiziale assenso o declinasse l’invito. Pubblicherò volentieri anche commenti anonimi, o coperti da anonimato, purché corretti, pertinenti e non gratuitamente  elogiativi o offensivi (elogi oppure offese, qualora motivati, saranno ammessi). Vi ricapitolo i termini dell’iniziativa: entro il 7 gennaio attendo dai singoli sopra nominati un assenso all’iniziativa e un commento ai primi 2 punti del programma della LdP. Ovviamente pubblicherò – a mia volta senza commento – solo quelli che mi saranno pervenuti con esplicito permesso di pubblicazione (non pubblicherò quelli che mi perverranno con vincolo di rapporto solo privato con me). Quindi, nessuno si senta obbligato a nulla e tutti liberi di tutto.

Ecco pertanto il programma. Saluti ed auguri.

Il sito: http://www.listadelpopolo.it

@barbadilloit

Di Franco Cardini

82 risposte a Focus Politica (di F.Cardini). Perché mi schiero con la Lista del Popolo con Giulietto Chiesa

  1. Qué Dios lo coja confesado, disse qualcuno a proposito di qualcun altro che sta per smarrirsi definitivamente…

  2. “Lista del Popolo” quasi senza popolo, mi sa, come successe al Partito d’Azione, tanti anni fa…

  3. l’ennesima costoletta impanata uscita da quel calderone che riscalda la casetta del Fatto Quotidiano & co.

  4. Molte delle persone coinvolte nella lista si sono espresse in questi anni a favore dei vari “Mare Nostrum”,”Mare Sicuro”,etc.
    E del resto sull’immigrazione le parole nel programma sono molto vaghe,non si pensano a soluzioni immediate e concrete,ma si dice all’incirca che si risolverà il problema immigrazione quando si riuscirà a cambiare il sistema liberista attuale…Sì cioè tra qualche decennio,quando(con la media di arrivi di questi ultimi anni) diventeremo minoranza etnica nella nostra stessa terra.
    Personalmente,non appoggerei mai un movimento o partito(o quel che è),che non avesse una seria e chiara politica per ridurre i flussi migratori. E ciò al di là di quelli che potrebbero essere i riferimenti ideali,i paroloni,le ambizioni,etc.

  5. Cardini con Ingroia e vauro..da non credere.

  6. Già il fatto che si definiscono ‘sovranisti democratici’ la dice lunga ..
    Come voler conciliare l’inconciliabile…
    Il sovranismo può essere solo Nazionalista e deve avere una prospettiva Imperiale … altrimenti soccome ad altri imperialimi che utilizzano “la falsità democratica’ per opprimente e sradicare i Popoli…
    Caro Cardini di anticonformosa in questa posizione non c’è nulla come d’altra parte non mi sembra anticonformista Bergoglio….

  7. Lascia stare l’imperialismo, ci basterebbe con l’essere padroni a casa nostra…

  8. Il sistema liberista forse cambierà tra qualche secolo quando non ci sarà neanche più un italiano in circolazione, al massimo qualche mulatto e meticcio…

  9. Ha sostenuto Renzi, la buona scuola; non voleva che interrompesse l’esperienza di governo …
    Quos deus perdere vult, dementat prius.

  10. Mah, mi sembra il solito partitino che sparirà entro breve, soprattutto perchè formato da esponenti del mondo della cultura che come spesso accade non saranno capaci di prendere nessun voto, come successe per liste tipo Syriza dove più o meno erano gli stessi tra l’altro… Il programma mi smebra stilato in modo molto vago come dice Wolf ma penso che questa sia ormai una prerogativa di qualsiasi programma elettorale, devo dire però che molti punti mi trovano in realtà daccordo in linea di massima, anzi direi che ne condivido la maggior parte, sempre in linea molto generica e teorica… L’unica cosa che mi chiedo è cosa Cardini cerchi di fare, e se crede veramente a quello che dice e a costoro che sostiene, certo ma chi glielo fa fare di impelagarsi in queste avventure politiche di così dubbia riuscita non saprei proprio… Comunque sarei molto curioso di leggere i commenti in proposito di personalità come Tarchi, Solinas e Luigi Copertino..

  11. Il problema non è soltanto il fatto che il programma sia vago,ma il fatto che tale fumosita nasconda la precisa volontà di fregarsene di tale problema (neanche visto come tale probabilmente). Prima di risolvere la questione delle migrazioni di massa si deve sconfiggere il neoliberismo imperante ahahaha…tanto valeva dire chiaramente di non volere cambiare nulla della situazione attuale. E io dico ad andarci bene, perché se un Cardini ha sempre visto positivamente robaccia come “Mare Nostrum”, compagni di viaggio di questo progetto come Vauro vedrebbero bene addirittura il prendere i migranti direttamente dalle coste libiche, e non vicino alle coste.
    Negli ultimi tempi hai difeso spesso posizioni e progetti di Cardini, ma a me ha sinceramente convinto poco in questi ultimi anni (e non solo per la questione immigrazione…).
    Questo movimento è nato da poco, l’augurio è che tiri le cuoia presto (parlo sempre del movimento), perché di progetti fondamentalmente di sinistra che cercano legittimità (anche)tra elettori di destra(creando ulteriore confusione), ne ho visti già abbastanza(m5s docet…).

  12. Stefano, capisco che tu possa essere interessato (e lo sono anch’io) ai commenti di Tarchi,Solinas e Copertino (io aggiungerei anche Morganti, altro intellettuale molto interessante), ma immagina quelli di personalità ultraprogressiste come Ovadia e Guerritore (presenti nell’elenco di persone da interpellare secondo lo studioso fiorentino).
    Credo che oggi ci sia bisogno di chiarezza e non di ambiguità e confusione. E su certi temi non vedo fratture ricomponibili, mettendo insieme tutto e il contrario di tutto,

  13. Wolf daccordissimo con te, e non mi sogno proprio di difendere Cardini su tali posizioni e in tali avventure, se in passato l’ho fatto, era su tempi ben precisi e specifici su cui magari potevo essere in parte daccordo… Anche io penso che non ci debba essere confusione, e la ricerca di una presunta trasversalità si trasforma spesso in relativismo e conformismo, se non addirittura in complicità… Insomma condivido ogni parola dei tuoi interventi.

  14. *temi non tempi.

  15. E si bisogna lasciar perdere “l’Imperialismo” perché la facoltà di applicarlo è una proprietà “dei soliti noti” …

  16. Esprimo gratuitamente alcune riflessioni non richieste, visto che a Franco Cardini mi ha legato per trenta anni un’amicizia credo non dubbia e – perlomeno da parte mia – sincera.
    Fatico molto a riconoscere nel suo scritto e nei contenuti sottostanti l’uomo con cui ho avuto la fortuna ( e tale, sia chiaro, continuo a considerarla) di discutere tanto spesso di politica, di cultura, di valori fondanti, di identità e di globalismo. Questo trasversalimo zuccheroso, grondante di politically correct appena appena riverniciato da un pallido simulacro di sovranismo utopico (come altri hanno osservato un sovranismo che affronta in modo così reticente temi quale l’immigrazione selvaggia, è solo un gioco intellettuale non una cosa seria) non è né carne né pesce, ne coraggioso ne destabilizzante, ne seriamente programmatico né chiaramente identitario. E’ un videogioco obsoleto per gente in pensione che vuole fare finta di esprimere ancora un qualche protagonismo muscoloso, salvo potere spegnere in qualunque momento l’interruttore e tornare a occuparsi di ciò che conta davvero (nel caso di Franco, come dichiara abbastanza sinceramente, studi e libri).
    E poi, diciamoclo con la franche zza necessaria, qualunque espressione politica che assuma toni in qualche modo polemici rispetto al nostro presente e che – contemporaneamente – si dia come valore fondante la costituzione italiana, ha dei seri problemi di logica e consequenzialità.
    La costituzione vige da 70 anni, non ci interessa nulla di ciò che avrebbe potuto generare se declinata nella sua interezza o secondo le intenzioni (ammesso che qualcuno davvero le conosca) dei “padri fondatori”. Va presa per ciò che ha rappresentato per la storia di questo paese e per come ha contribuito attraverso la corte costituzionale a disegnare il corpo normativo che governa la nazione. E allora bisogna dire con spietata determinazione, che è uno schifo e ha partorito con persistente pertinacia un sistema che è ormai uno dei meno democratici dell’Occidente. Ha coperto governi non eletti da nessuno, un sistema giudiziario incapace di erogare giustizia sia livello penale che civile, con uno squilibrio di poterei fra magistratura e popolo degno della Corea del Nord. Ha sancito per tre quarti di secolo l’esistenza di italiani di serie a e serie b a seconda delle posizioni assunte durante l’ultima guerra da nonni e genitori, non è in contraddizione con una ignobile proposta di legge liberticida come quella avanzata da Fiano nell’ultima legislatura, consente politiche fiscali di pura rapina… Potrei continuare l’elenco per altre due ore. Quello che è certo è che richiamare la costituzione italiana come valore fondante mi pare già un elemento squalificante sufficiente ad accantonare la LdP come un gioco da tavolo presuntuosetto, ma superfluo.

  17. Se ne deduce che è un servo come quasi tutti gli intellettuali italiani. E dotato di senso della irrealtà.

  18. Mah non credo che Cardini sia un servo, semplicemente è abbagliato da questa specie di “sovranismo” di sinistra, ed il richiamo ai valori della costituzione mi sembra che cozzi con il suo passato sostegno al cambiamento della stessa, insomma insegue una strategia assolutamente ambigua basata su una specie di trasversalità di tipo catto-social-democratico, quella erede della tradizione della democrazia cristiana di sinistra e delle correnti moderate del Pci, il problema sarebbe capire il perchè di questa deriva, se sia veramente un adesione completa oppure una sorta di entrismo, rimane il fatto che è insostenibile da entrambi i punti di vista…

  19. L’insostenibile leggerezza del ” non essere più nulla ” …

    Questa è la malattia che frega i cattolici sul lungo termine;(ad es. rispetto ai protestanti che non subiscono rimorsi, per cui non esiste ” un perdono” e c’è una ” pre-destinazione acquisita ” ….

    Se alcune riflessioni del Prof. sulle cause mal-destre ed occidentalli dell’immigrazione erano a suo tempo pienamente condivisibili , ora il nostro Prof. ha contratto la Bergogliade e sembra aver perso la bussola.
    L’infezione buonista non risparmia nessuno.

    Dispiace dirlo ma è così …

  20. I cattolici da vecchi dovrebbero solo pensare all’anima, come Carlo V.

  21. Esatto Catilina pensavo la stessa cosa, il retroterra Cristiano-pseudo-francescano alla lunga ha prevalso sulle altre componenti della sua personalità… Direi che si tratta evidentemente, come hai ben detto, di Bergogliade, ad uno stadio avanzato…

  22. Quando ero studente universitario e frequentavo a Trieste l’indirizzo storico della Facoltà di Lettere e Filosofia il 99% dei docenti era comunista dichiarato(anche se si facevano una dura lotta tra di loro perchè -eravamo nel ’69- era importante accattivarsi le simpatie dei giovani divisi nei vari gruppetti “rivoluzionari” ma uniti nella caccia al “fascista”)e di studenti apertamente fascisti eravamo solo in tre!Pertanto,non ho nessuna intenzione di raccontare quante angherie eravamo costretti a subire(anche se in un altro intervento su Barbadillo ricordai il rifiuto del docente di Storia Contemporanea di accettare la mia Tesi di Laurea sulla interpretazione del Fascismo nella monumentale opera di R.De Felice)ma proprio per questo ritenevo, in quel tempo,F.Cardini un autentico Maestro e per anni,in seguito,studiai tutte le sue opere.Purtroppo,negli ultimi due anni leggendo i suoi interventi su questo sito mi sono,dapprima,sbalordito…infine nauseato.Dunque,non ho nessuna remora a sottoscrivere totalmente l’intervento di A.Voglino.

  23. Mi sembra una costante di molti intellettuali di destra: verso una certa età o abbracciano il cristianesimo oppure diventano radicali. Va detto pure che dall’altra barricata sta accadendo qualcosa di simile…tutti “eraclitei”: sentono forse bisogno di provare il contrario di ciò che sono stati per sentirsi completi?

  24. Dare una mano a FN-FT o Casapound no? Eh? Troppo complicato!

  25. Cardini e Tarchi con le destre radicali ?

    Purtroppo hanno preferito dialogare negli ultimi 30 anni con le sinistre intellettuali ed i ciellini invece di svolgere la ‘buona e logica ‘ azione di supporto sulla strada. Se avessimo avuto una ‘nuova destra più militante’ a supporto militanza destra radicale ci saremmo evitati tanti problemi di “mutazione’sia verso il basso che verso l’alto.

    È inutile nascondere che il livello culturale e politico delle basi militanti fino alla fine degli anni 80 era di un altro spessore.

    Poi i neodestri hanno iniziato a ‘esiliarsi’ a ‘sradicarsi’ a distinguersi dagli ambienti in cui erano nati, invece di combattere da dentro la buona battaglia .

    E se ne sono viste le conseguenze : derive pre/politiche in ambienti militante destro radicale (tipo skinhead per capirci ) ed ‘entrismo paraculo e deviato’ sul piano ideologico ed antropologico delle destre istituzionali ( AN Docet).

    Se Tarchi e Cardini se Solinas e tanti altri fossero rimasti a svolgere il ruolo formativo e di giusta interpretazione delle dinamiche di accelerazione del turbocapitalismo assassino da dentro, non avremmo avuto da ‘ queste parti ‘ un crollo vertiginoso di stile e modelli politici.

    E’ inutile dirlo ma il neofascismo pur nelle sue mille contraddizioni dal 1945 al 1990 è stato ben altro di quello che abbiamo visto nel nuovo millennio .

  26. Catilina quello che dici è verissimo e lo condivido quasi del tutto, ma faccio notare che anche De Benoist che spesso lodiamo ha fatto lo stesso percorso,e dialoga molto di più con certa sinistra nazionale che con movimenti destro-radicali(vedi Jean Claude Michea)… Allora dobbiamo capire se è nato prima l’uovo o la gallina, ovvero se le derive pre-politiche e/o paracule del neo-fascismo siano state causate dall’abbandono di Tarchi etc oppure se al contrario l’abbandono di questi intellettuali sia stato proprio causato dalla regressione antropologica dell’ambiente, io sinceramente qua non mi trovo daccordo con te e propendo decisamente per la seconda ipotesi… Quando vedi, già dagli anni 80, l’ambiente neo-fascista che da una parte vede schiere di “teste rasate” senza alcuna consapevolezza politica, figli di una deriva anglosassone e barbara, e dall’altra parte vedi gente come Fini,Tremaglia,Gasparri etc capisco che a quel punto venga naturale per i “nuovi destri” come Tarchi e De Benoist, cercare un dialogo altrove, considerarsi “diversi” da ciò che di quel mondo era rimasto, non mescolarsi più, anche perchè si erano mescolato e come in passato, e cosa hanno ricevuto? Cosa ha ricevuto Tarchi da quest’ambiente? Non è lui che se ne è andato, siamo noi in fondo che non l’abbiamo voluto, e aggiungo che predicare nel deserto dopo anni può anche stancare… Quindi va bene tutto, gli intellettuali hanno le loro colpe, ma ammettiamo anche le responsabilità del nostro ambiente, non mi pare che quando per esempio Terracciano e Mutti tenevano conferenze con Dugin e Preve ci fossero tutti questi militanti li ad ascoltarli, e ancora adesso, anche casapoundini etc in realtà pensano di più a Marinetti e Degrelle(quelli che sanno chi sono) che non alle nuove strategie di lotta,alle analisi degli intellettuali nn conformi, a nuove forme di Rivolta contro il mondo moderno…

  27. Stefano,
    purtroppo la tua analisi manca di alcuni passaggi essenziali che brevemente riassumo.
    1) Tarchi e la Nuova Destra rompono con la Destra Radicale già a metà degli anni 80 ben prima del trend delle derive prepolitiche e rompe sil tema della Tradizione come ‘Mito Incapacitante’. Tarchi rompe proppio con Terraciano con Murelli con Orin con L’Uomo Linero. Rompe anche con le basi giovanili del Fronte della Gioventù e con le organizzazioni extra parlamentari.
    Questa rottura motivata dal voler intraprendere il dialogo con la sinistra riformista in vista di non si sa bene che ha generato ‘una perdita di riferimenti gramsciani ‘ del cosidetto ambiente militante rimasto alla deriva.
    Con la caduta del muro e nell’apice della crisi si sono involute le due antropologie
    generando o un estremismo paranoico e l’entrismo paraculo e qui caro Stefano il danno va addebitato tutto alla Nuova Destra che con il suo Mito Incapacitante avera generato le condizioni per la mutazione antropologica ed ideologica della Destra Istituzionale. La nuova destra ( anche se non Tarchi che è rimasto fuori ) è stato il viatico alla Berlusconizzazione delle classi dirigenti con i Rautiani in testa.
    Ovviamente come effetto contrario abbiamo avuto l’estremizzazione delle basi giovabili cooptate dal modello della workongclass Inglese dal tema immigrazione. La frittata era fatta. Invece di avere un atteggiamento radicale di critica all’Occidente avevamo subito la sua crisi…
    Se FN e CASA Pound hanno un merito e di riavere latinizzato e italianizzato un modello sfuggito di mano verso tendenze neonazistoidi e nordiche spesso infiltrato dagli apparati dello Stato.
    Il problema è che nelle due formazioni maggiori sono mancati a metà strada anche i punti di riferimento culturali ed umani (tipo Morselli o Peppe Dimitri) che hanno permesso il generarsi (da Roma )la guerra per bande….
    Purtroppo siamo tutti responsaboli ed io per primo che mi sento la perfetta sintesi della Destra Radicale di Freda e Murelli con la Nuova Destra di Tarchi , Cardini e Veneziani per semplificare e capirci …

    Siamo rimasti schiacciati al ‘centro’ dalla incapacità estremizzante/velleitario e dalla malafede rautiana e destro/istituzionale pronta a riconvertire sul carro liberale.

    Potrebbe essere il prologo di un libro su come è morto il neofascismo in Italia..

  28. Si, ineccepibile quest’analisi Catilina, in effetti avevo saltato qualche passaggio che hai fatto bene a sottolineare,è vero Tarchi rompe sia con il gruppo intorno ad Orion sia con i gruppi giovanili, io avevo considerato solo questi ultimi, perchè la mia era più un analisi del rapporto fra intellettuali e base-ambiente che fra gruppi intellettuali diciamo alla pari… Infatti per me ad un certo punto si è rotto proprio il rapporto fra circoli “militanti” e circoli “intellettuali”, per questo ho citato anche Terracciano etc e lo scarso sostegno dei militanti… Sul resto non posso che concordare su tutto, in sintesi hai in effetti raccontato la parabola della destra e del neo-fascismo italiano degli ultimi 30 anni, veramente notevole,in particolare il passaggio in cui delinei perfettamente le cause della mutazione antropologica(da cui però escluderei Tarchi come hai accennato) e della consegunete, di riflesso, estremizzazione anglo-nordico-neo-nazistoide delle basi giovanili… Per quanto mi riguarda,a livello personale sentendomi da sempre vicino alla causa tradizionalista-eurasiatista per capirci, a vocazione mediterranea, ovviamente non mi sono mai sentito attratto ne dalle derive istituzionali neo-con ne dalle derive di certa radicalità moderna,facce della stessa medaglia, quindi in effetti più che schiacciato mi sono sempre sentito esterno a certe dispute, per il fatto che più che altro ero e sono rivolto altrove.

  29. Ti capisco perfettamente io nel 1985 leggevo su Orion che dai giovani ufficiali dell’Unione Sovietica sarebbe sgorgato il sangue della Terza Roma. Mutti Terracini e Murelli hanno profetizzato nel progetto di rinascita Euroasiatica l’inveramento sul piano politico de due libri che ci hanno consentito di ‘aprirci senza perderci’ :Cavalcare la Tigre di Evola e Il Trattato dei Ribelle di Junger.
    Due testi che da solo bastano a costruire il combattente politico del Terzo Millennio.

  30. Eh si Catilina, è esattamente così…

  31. “L’Atlantico però, nella geografia menzognera e parodistica che ci è stata imposta da oltre mezzo secolo, è diventato il Mare Nostrum dell’Occidente. Nel 1945 mezza Europa è diventata Occidente. Nel 1989 lo è diventata anche l’altra metà. E adesso, nell’ideologia dell’Occidente, il crociano “non possiamo non dirci cristiani” è diventato “non possiamo non dirci americani”.

    Al dogma occidentalista noi opponiamo una verità rivoluzionaria: NON POSSIAMO NON DIRCI EURASIATICI.”

  32. Per Stefano e “la vendetta di Catilina”.Non avevo alcuna intenzione di fare altri commenti ma il commento di Stefano e la successiva risposta di lvC mi hanno indotto a scrivere sulla mia eperienza personale nella “nuova destra”.Dopo il Terzo Campo Hobbit iniziai con Nereo Zeper a girare l’Italia ove lui cantava le sue canzoni( sia in concerti organizzati dal FdG sia da gruppi della destra radicale)ed io presentavo un progetto di costituzione di Comunità Organiche quale possibile via per abbandonare la sclerosi demo-elettoralistica che aveva paralizzato il M.S.I. dopo gli anni sessanta.Quando si era in Toscana,spesso M.Tarchi con altri camerati portava al concerto un centinaio di libri di autori a noi vicini.Per questa lodevole opera di divulgazione culturale (che nel M.S.I.era stata sempre rara ed assente-e che fu uno dei motivi per la mia uscita-creando una massa di giovani pronti all’azione ma refrattari allo studio)provai subito simpatia per M.Tarchi,tanto che quando promosse la “nuova destra”vi aderii con il mio gruppo di triestini. Così,partecipai al Convegno sul Cansiglio;eravamo un centinaio, giunti da tutta Italia.Tra gli invitati c’erano A.de Benoist e G.Accame.I loro interventi furono decisamente importanti , mi sentivo felice e speranzoso che,dopo decenni di astinenza culturale,finalmente ci si muovesse in quella direzione e che il progetto metapolitico di formare una “comunità culturale”idonea alla conquista delle “mentalità” avesse finamente inizio.Ma l’intervento di M.Tarchi che prese le distanze sia dai neo-pagani sia dai tradizionalisti evoliani e sia dal neo-fascismo mi lasciò avvilito.Senza dilungarmi troppo ,capii che anche quel sogno era svanito!Tuttavia,malgrado tutto ,continuo ancora oggi a restare un fedele abbonato di “Diorama”,di ritenere M.Tarchi uno studioso serio,anche se non rinuncerò mai a quelle idee che sostengo da una vita.

  33. Tullio la tua testimonianza è sempre molto indicativa e piena di valenze significative, evidentemente già al tempo Tarchi aveva ben chiara una sua linea, e questo in effetti sarebbe un ulteriore conferma di quello che diceva Catilina… Comunque ,aldilà di tutto ciò, anch’io continuo a ritenere Tarchi un intellettuale fra i più intelligenti e preparati in Italia, ovviamente leggerlo non comporta per forza di cose rinunciare alla propria visione, tutt’altro, è solo un modo di ampliarla, integrarla magari pur rimanendo fedeli alle proprie idee.

  34. Infatti caro Tullio la scelta di Tarchi fu devastante perché apri il fronte di scontro con i circoli e le case editrici della Destra Radicale e senza saperlo i volerlo promosse la mutazione in senso liberale delle compagini istituzionali che arrivarono a Fiuggi.
    Dentro AN c era tanta nuova destra figlia di Rauti Tarchi Solinas per non parlare delle secondo linee di intellettuali approdati al Berlusconismo tramite la corrente mennittiana di Proposta Italia.
    La destrutturazione ideologica e dottrinaria ha permesso la mutazione cancerosa irreversibile .
    Purtroppo questo è un danno tutto da addebitare tutto alla Nuova Destra…

  35. Sulla capacità e la buona fede di Tarchi nessun dubbio. Se ne resto’ fuori dai giochi e dalle combriccola e fece giustAmenta il professore universitario ma la causa scatenante della scissione della Nuova Destra dalla Destra Radicale fu proprio lui…. C’era ben poco di originale sul ‘ Proviamola nuova’ ( il convegno di cui parlava Tullio) ‘Al di là della destra e della sinistra’ alla fine c’è andato quel pensiero unico che Tarchi a sempre criticato , abbattendo le identità dottrinarie ed ideologiche e non creando la necessaria sintesi antagonista…

  36. Tarchi prese a suo tempo le distanze dai neo-pagani ecc. Ognuno la pensa come crede, ma come si fa ad essere oggi neo-pagani (non studiosi di miti, religioni, credenze comparate ecc.)? In chi si dovrebbe credere? Thor, Odino, streghe, Wicca ecc.? Tarchi fece allora un esercizio di realismo e pragmatismo. Poi chi vuole sognare sogni, s’innamori di solstizi e soli nascenti, di Evola e di Tradizioni a-storiche, ma senza presumere di far política…

  37. Felice Evola era buddhista non neo-pagano, non mettiamo come al solito tutto nel calderone… Anch’io sono molto critico nei confronti dei movimenti che si dichiarano neo-pagani e che spesso sono solo forme di new age neo-spiritualista, ma questo non significa evitare di riallacciare il filo con le Radici della nostra Tradizione Greco-Romana ovvero Italica, che è tutt’altra questione.

  38. Stefano. Ma in sincerità: che ecosa concretamente vuol dire sentirsi oggi “Euroasiatici”? Ammiratori di Putin e del suo ruolo di Potenza Mondiale rivendicato dalla Nuova Russia? Ci può stare, ma non si può barattare intanto una Porsche con una Lada (o come si chiama ora), tanto per semplificare… E Germania e Russia son destinate a non incontrarsi…

  39. Mai detto che Evola fosse neo-pagano, ma che politicamente non serve…

  40. Riallacciarsi alla tradizione greco-romana sarebbe ottima cosa, ma già abbiamo assistito al fallimento del fascismo, che pure aveva investito molte energie politiche e culturali in quella direzione… Al di là dei nomi di qualche città, di auto, di qualche edificio, scultura… molta retorica e poca sostanza. La realtà è, mi pare, che non si riallaccia un popolo a idee e credenze di 2 mila anni prima. Rimane un esercizio accademico, artificioso. Utopie…

  41. Evola politicamente serve e come, non solo per il lascito ideale e la costruzione di un pensiero seriamente di destra in Italia,che lo poneva già allora al centro del dibattito europeo della Rivoluzione Conservatrice, ma poi con i suoi testi prettamente politici che sono “Orientamenti”, “Gli Uomini e le Rovine” che è uno sviluppo degli “Orientamenti” e poi il suo testamento spirituale ovvero “Cavalcare la tigre” ha dato delle indicazioni precise e dei principi di organizzazione del militante, di un partito che si possa dire di Destra e anche dell’organizzazione dello Stato in senso “organico”, infatti mentre molti pensatori tanto celebrati nel 900 sono caduti nel dimenticatoio, Evola invece continua ad essere tradotto in moltissimi paesi,anche impensabili, e seppur in modo sotterraneo le sue idee sono arrivate ad essere prese come punti di riferimento in molti movimenti odierni, senza contare il suo apporto originale e profetico alla lettura di fenomeni moderni come la musica, le droghe, la sessualità etc etc, anche se era un tradizionalista fu un attentissimo osservatore e analista della modernità più avanzata… Sulle Radici Greco-Romane, esse sono sempre vive seppur in modo latente,riallacciarsi ad esse è un dovere per ogni europeo, italiani in primis, riallacciarsi non vuol dire tornare indietro a 2000 anni fa, ma contestualizzare nella realtà odierna quel lascito che è presente in Europa non solo a livello architettonico o linguistico, ma a livello che potrei definire di “inconscio collettivo” per abusare di un termine improprio ma che rende l’idea, perchè quei caratteri greco-romani sono in realtà precedenti e posteriori a qualsiasi civiltà, anche alla stessa civiltà greco-romana, e godono di perenne attualità.

  42. I tempi si fanno da sé. Se esiste una ragione nelle cose, questa prima o poi si riaffermerà. Nel frattempo si lotti contro le degenerazioni della modernità o quantomeno non le si assecondi e possibilmente si abbracci una “filosofia” di vita che dia la forza per sopravvivere a questa fase di declino morale e spirituale; penso sia questo il messaggio di Evola.

  43. Felice si vede che sei ‘alieno’ a certe tematiche e anche a ‘certi ambienti’ ( alieno nel senso che dai una lettura da esterno … ).Tarchi, in quell’occasione se non ricordo male ( corregimi Tullio perche io ho letto gli atti del convegno ma non ero presente ) entrò in contrapposizione con il nominalismo di G. Locchi, G.Faye e De BenoiSt e quindi proprio con la Nuova Destra francese da sempre neopagana rispetto a quella Italiana da sempre cattolica.

    Inoltre ruppe con il cosidetto filone Tradizionalista di Guenon ed Evola ritenendo tutta la loro visione un Mito Incapacitante.

    Ma ruppe anche con il neofascismo militante (praticamente laddove lui era nato ).

    Fu Tarchi a tradurre i testi di Guerra Occulta del Malynsky per conto delle ed di AR.

    Ora come tu dici ognuno fa le sue scelte ma è chiaro che rompendo con tute le componenti del la tua area di provenienza e ‘non finendo da nessuna parte’ (infatti gli interlocutori della sinistra comunque lo sentono tuttora alieno ) ti isoli e non vai da nessuna parte: ed il personaggio di cui parliamo ha un valore assoluto sul piano culturale ma come tutti i cosidetti intellettuali organici si sente purtroppo ‘una prima donna’.
    Di questa dimensione narcisista le file ‘destre’ ne sono piene.
    Qualcuno a suo tempo rispose a Tarchi che non esistono ‘Miti Incapacitanti’ ma semplicemente Individui incapaci di rendere viventi i Miti….

  44. E comunque abbiamo continuato nonostante tutto a leggere e distribuire Diorama e Trasgressioni le due riviste edite e curate da Tarchi. Il suo linguaggio nel tempo è diventato inaccessibile anche per gli ‘ addetti ai lavori ‘ .
    Fino al punto che ogni trasgresine sembra ormai ‘una variabile comune al tutto ‘ come ogni altra e cerca di conciliare l’inconciliabile proprio come nell’articolo di Cardini da cui siamo partiti ..

  45. Esatto,infatti alla fine il “mito incapacitante” si è dimostrato esattamente quello della destra moderna e degli intellettuali “organici”,altro che Guenon e Evola.

  46. I Miti non si resuscitano. O ci sono, esistono, e quindi vivono la propria vita, o diventano mero oggetto di ricerche erudite (o materiale di simbologie d’accatto)…

  47. Sulla necessità di salvaguardare le radici greco-romane dell’Europa non posso che essere d’accordo con tutti voi. Il problema che sì pone piuttosto è come mantenerle, visto che noi italiani ed europei ci stiamo estinguendo come gruppo razziale, e contemporaneamente stiamo subendo senza respingere, un’invasione afroislamica come mai è avvenuto nella storia d’Europa, permettendone pure il radicamento nel territorio. I barbari, ossia le popolazioni germaniche che causarono la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, almeno adottarono la cultura greco-romana, soprattutto dopo la conversione al Cristianesimo, ma i nuovi “barbari” già portatori di una “cultura” loro non potranno fare altro che cancellarla assieme ad ogni suo residuato.

  48. In realtà i centro africani che arrivano magari fossero islamici, in realtà sono già imbevuti di cultura occidentale, ed infatti non hanno nulla della loro cultura, sono occidentalizzati e quindi sradicati e globalizzati come noi, vogliono i nostri telefonini e la nostra modernità, non vogliono un occidente diverso, non vogliono la sharia… per quanta riguarda gli islamici veri invece non sono daccordo, perchè in realtà la cultura greco-romana è molto più presente nel mondo islamico che nell’Europa americana di oggi, primo perchè il territorio della Roma antica occupava quelle terre, secondo perchè l’Islam come cultura è più vicina a Roma della cultura occidentale(lo diceva anche Mussolini), senza contare la vicinanza fra la filosofia islamica e quella greca, che noi riscoprimmo grazie ai mussulmani… Ovviamente occorre distinguere, i persiani, i siriani o i turchi per esempio culturalmente non sono meno Romani dei francesi o dei tedeschi, mentre gli arabi wahabiti sono della famiglia giudaica a tutti gli effetti, sia etnico che ideologico..

  49. p.s. le nostre radici greco-romane le abbiamo cancellate e dimenticate noi stessi in nome del progresso, quelli che si ergono oggi a difensori dell’occidente in realtà sono i difensori di USraele e dei valori dell’edonismo liberista non dei valori greco-romani… ciò non toglie che dobbiamo difenderci dal punto di vista etnico, ma è proprio lo stesso liberismo occidentale che impone il meticciato, quindi dobbiamo difenderci prima di tutto dall’occidente per difendere la “terra di mezzo” europea…

  50. @Stefano: che siamo stati noi europei stessi a cancellare le radici greco-romane per aderire ai moderni disvalori di importazione yankee, è un dato di fatto incontestabile. Siamo decadenti esattamente come lo fu l’Impero Romano nel 476, sul piano morale, culturale e del costume. Convengo sul fatto che i persiani siano assieme ai siriani custodi della cultura greco-romana in Medio Oriente, ma non sui turchi, che professano un islam sunnita esattamente come i sauditi e i nordafricani, pur non essendo arabi: i turchi odierni nulla hanno in comune con i bizantini sul piano etnoantropologico. Il liberalismo è da considerarsi il più grande cancro ideologico di tutti i tempi, forse prima del socialismo, con cui condivide la stessa visione sui temi etico-sociali.

  51. Werner: pensala come credi, ovviamente, ma simile affermazione sul “liberalismo è da considerarsi il più grande cancro ideologico di tutti i tempi” non l’avrebbero sottoscritta neppure Pio IX o Lenin…Il liberalismo non impone nulla, semmai non interviene, il che non è la stessa cosa…Che poi la teoria del Gender Fluid, ad esempio, sia figlia del “liberalismo” è un’affermazione apodittica che vole come mille altri bla-bla indimostrabili. Non fare come Catilina, per il quale tutti i mali del mondo sono da ascrivere alla “destra”….

  52. Miei cari Amici: bastava vincere la guerra, ma la guerra l’abbiamo perduta o ve ne siete dimenticati? Ma l’Italia degli Anni ’50, ad esempio, io me la ricordo, voi non so perchè magari siete molto più giovani di me, ebbene quell’Italia era assai diversa da quella di oggi… Se poi vogliamo andare al 476 d.C. vabbè rileggiamoci Gibbon, Mommsen, Gregorovius…o sui mali del liberalismo Burke, De Bonald e tanti altri… Letture sicuramente penetranti ed edificanti, ma che non risolvono il problema se ti servono una Tomografia o una Risonanza Magnetica: devi pagarle cash o metterti in coda dopo centinaia di africani che ovviamente fruiscono in tutto della quota privilegiata per “afrodiscendenti”…

  53. “L’odio Comunista” – come è scritto su quella targa – ha ucciso i giovani camerati di via Acca Larentia e di tanti altri luoghi, così come nel ’45 ha ucciso tante ausiliarie di 13-14-15 anni, ha minacciato un’intera generazione “non allineata”, ha avvelenato pure i miei 20 anni, mi ha obbligato alla dissimulazione avvilente, mi ha comunque chiuso delle porte, ed ora voi mi venite a raccontare che il vero nemico è il “liberalismo” e vorreste pure essere creduti? Col cavolo!!!

  54. Felice la mitraglietta Skorpion che uccide ad Acca Larentia appartiene guarda guarda a Jimmy Fontana iscritto alla P2.
    Stefano Recchioni viene ucciso da un ufficiale dei carabinieri. Quell’odio comunista dell’estrema sinistra era ‘finanziato’da qualcuno da ricercarsi preferibilmente nella camera di compensazione/scuola di lingue Hyperion di Parigi ….
    Vatti a vedere chi la bazzicava …

    Tutta la pseudo cultura marxista degli anni 70 era già consumistica e nichilista ed era stata individuata bene da Pasolini e Del Noce :;i figli ricchi di mamma borghesia che giocano alla Rivoluzione Proletaria e che attendono di arrivare al vertice del potere per scoprire la loro maschera. Oggi ci siamo …
    La globalizzazione è una variabile neotroskysta abbracciata e fomrbtatsb da quei ragazzi cresciuti che giocavano alla Rivoluzione Proletaria Mondiale sparado sui loro coetanei …

  55. Quello che tu continui a chiamare ‘ Comunismo ‘ riferito in Italia agli anni 60/70 era una accelerazione neocapitalista fomentata dalla Scuola di Francoforte e partorita dai Campus Americani …. non da Mosca.
    C’è il neomarxismo marxista di Trosky che viene evocato ma avviene nelle università europee … non a Mosca ….
    Tutto la partita si è giocata tra due variabili occidentali l’una ‘progressista’ ( ti dice niente la Commision Trilateral ? ) l’altra atantico/reazionaria con la Cia ed il perenne Golpe Inglese attivo in area mediterranea.
    La storia tragica di quegli anni ‘va letta’attentamente ….

  56. @Felice: apparentemente non impone nulla, in realtà il liberalismo, soprattutto quello di sinistra, impone eccome e denigra chiunque non sì allinei al pensiero liberale etichettandolo come minimo come “fascista”, in senso dispregiativo.

  57. Il liberalismo mette la sordina alle idee forti, impone una cultura come creatività e svago e lascia carta bianca agli speculatori e agli industriali, unici signori del nostro tempo. È il regno del mercato, unico valore fondante; tutto il resto è svilito: persino l’idea di suicidio è svilita da pratiche “asettiche” come l’eutanasia. Si ride ormai di ogni cosa che abbia anche soltanto una minima parvenza di serietà.

  58. Per l.v.C :non volevo entrare nei particolari di ciò che accadde al Convegno.Tuttavia,ti confermo che M.Tarchi entrò in contrapposizione con il nominalismo di G.Locchi. Quanto a de Benoist fu costretto ad intervenire-pacatamente e con molto equilibrio- dopo il mio intervento in cui mi opponevo-forse con troppa vivacità-alla difesa ad oltranza che Tarchi faceva della “civiltà cattolica”.In quegli anni ed ancor oggi Tarchi era molto legato a de Benoist e quindi quest’ultimo-per smorzare i toni duri del mio intervento-prese la parola dicendo:”Non sono venuto qui,tra di voi,per accendere una guerra di religione….”continuò,poi,con tono equilibrato…-come d’altronde io mi aspettavo da colui che era tra i fondatori del GRECE(Groupement de Recherche et d’Etudes sur la Civilisation Europeenne)che ben sappiamo aveva come fine lo studio e la salvaguardia della tradizione culturale greco-romana.Ribadisco,ho citato questo episodio che,però,non vuole essere nè un pettegolezzo nè tantomeno una critica negativa verso M.Tarchi.Perchè eravamo e siamo in alcuni punti ideologici in disaccordo,ma in tanti altri-più attuali e contingenti-come:la lotta contro il”pensiero unico”;l’imposizione del “politicamente corretto”;la lotta contro il globalismo che cerca di annullare la nostra identità,ebbene siamo in totale sintonia.

  59. Per “felice”.Da tempo ti critico e non ho mai voluto rispondere direttamente ai tuoi commenti.Troppe sono le idee che ci separano così come il nostro vissuto(anche se ritengo apparteniamo alla medesima generazione).Se non sbsglio una volta hai affermato che all’Università di Torino simulavi di essere socialdemocratico per non soccombere alla violenza comunista.Ebbene io(ovviamente è questione di temperamento e di carattere)affrontavo quotidianamente i”rossi”a viso aperto,perchè era ben nota la mia adesione al neo-fascismo.Ma non è questo il punto di divaricazione-quasi assoluta-tra di noi.Il motivo principale e che non so su quali basi tu faccia delle affermazioni che sono offensive proprio per chi affronta certi argomenti, non con la superficialità fideista del “credente”,ma attraverso una ricerca pluridecennale nel campo del “sacro”.Più volte ho scritto che sono stato costretto a laurearmi in Storia delle Religioni, proprio perchè mi era stata rifiutata la tesi-già scritta- sulle interpretazioni del Fascismo di R.De Felice.Pertanto,scelsi uno storico che da tempo studiavo:M.Eliade.Questo,per dirti che quando vaneggi parlando del “Mito”,vuol dire che non hai mai letto due opere fondamentali di M.Eliade:”Mito e Realtà” e “Il Mito dell’Eterno Ritorno” Poi,io capisco che la tua vita-come altre volte hai scritto-sia basata sulla “felicità”(nomen omen)materiale e quindi,tutti gli aspetti ideologici su cui essa si basa siano da te privilegiati.Da qui la tua difesa accanita del liberalismo da cui discende il liberismo economico;la ragione;il pragmatismo;l’utilitarismo…e tutte le corbellerie che hanno portato allo sfaldamento della spiritualità in questo mondo moderno.Inoltre,termina di ricordare che abbiamo perso la guerra!Sì,è vero e con disonore,ma non vuol dire per ciò che dobbiamo diventare i servi adulatori della plutocrazia come fai tu.Basta;non aggiungo altro ma visto che irridi chi è più incline a considerare come validissima la “paganitas” in opposizione alla visione giudaico-cristiana vatti a leggere”Come si può essere pagani?”di A.de Benoist.

  60. Ho riletto recentemente “Il Mito dell’Eterno Ritorno”. Dopo molti anni. Lettura stimolante, ma per pensare politicamente bisogna per forza pensare pragmaticamente, per l’oggi e per grandi numeri, non per elette schiere, per simboli, per miti…Non si può poi far discendere una responsabilità omicida e neppure una filiazione ideologica da un mitra che appartenne ad un iscritto alla P2! Siamo seri. Nella P2 c’era di tutto. Come dire che la colpa di un’auto che guidata da un ubriaco travolge ed uccide un pedone è di chi ha inventato l’auto, 130 anni fa, o di chi l’ha costruita! Io non assolvo Mosca, la Dottrina Breznev, l’intervento del “Socialismo Reale” in Europa Occidentale ed America Latina ecc. ecc. proprio per niente. La “Scuola di Francoforte” è marxista. Io sono figlio della Guerra Fredda e dell’Odio Comunista, altro che chiacchiere sui mali del liberalismo! Per quelli leggo Chateaubriand!

  61. Trotski o Stalin o Lenin ed epigoni per me sono tutta kakka marxista e comunista, in ultima analisi la stessa roba distruttiva, nemica della libertà e di ogni approssimazione alla “pubblica felicità”, alla quale da illuminista ovviamente aspiro, pur scettico… Voi sognate masochisticamente Sparta e l’arrivo di piaghe bibliche, io spererei intanto in un aumento della pensione che la ciurmaglia vaffanculista vorrebbe invece ridurmi… Lascio a voi l’Empireo, torno in Purgatorio…Auguri!

  62. Tenuto conto che Felice ha ragione solo quando richiama tutti al pragmatismo, però gli altri ragionamenti non reggono. Delizioso il passaggio sulla p2, sacrosanto nelle premesse: ma a questo punto mi aspetto da lui che ci spieghi come i delinquenti immigrati siano tali come individui e non come massa. E se lo facesse avrebbe ragione sul serio.

  63. Certo che colpevoli sono gli individui! Sempre! Mica per essere figli di Sparta o di Atene… Essere immigrante o clandestino non è una colpa in sé. È un dato fattuale. Altrimenti facciamo come certi giudici del passato: Tu hai preso un caffè con uno che era stato iscritto nella P2. Ergo sei colpevole, come minimo di associazione per delinquere! E poi Jimmy Fontana era un cantante, mica un killer…

  64. Adesso ho capito perchè il sangue di San Gennaro continua impavido a sciogliersi. Per via dei difensori del sacro a tutti i costi!

  65. Mi permetto di rispondere a Frunngillo anche se non interpellato.. Gli immigrati come individui sono armi in mano ai liberals, ai liberals della destra economica e finanziaria, ed ai liberals della sinistra del cosmopolitismo libertario, edonista etc… Essi sono delinquenti perchè sradicati dalle loro comunità, e sradicanti per le comunità dove vanno ad innestarsi, per pretendere la loro fetta di globalizzazione… Essi sono l’uomo nuovo del neo-liberismo, non hanno più radici, sono l’esempio del modello del nomadismo apolide voluto dalla finanza, dove non esistono più patrie e frontiere, sia per le merci che per i corpi, essi sono infatti delle merci a tutti gli effetti, consumatori e beni di consumo… Ecco perchè non capisco come non si veda il filo rosso che lega tutto ciò, “Le “migrazioni progettate coatte” (coercive engineered migrations) si configurano perciò come un’arma non convenzionale che, al pari di altre armi altrettanto non convenzionali (terrorismo, manipolazione dei media, pirateria informatica, turbative dei mercati azionari ecc.), viene usata per combattere quella che due celebri polemologi cinesi hanno chiamata “guerra senza limiti“… chi finanzia questi migranti? Lo sappiamo tutti e non mi dilungherò a spiegarlo, sono le centrali del neo-liberismo e della “società aperta”(Open Society Foundations vi dice qualcosa?) “Le migrazioni progettate espropriatrici sono quelle in cui il principale obiettivo è l’appropriazione del territorio o della proprietà di un altro gruppo o gruppi, oppure l’eliminazione di tale gruppo o di tali gruppi in quanto minacciano il dominio etnopolitico o economico di coloro che progettano la migrazione (o le migrazioni); rientra in questo caso ciò che è comunemente noto come pulizia etnica. Migrazioni progettate esportatrici sono le migrazioni progettate per rafforzare una posizione politica interna (espellendo dissidenti politici ed altri avversari interni) oppure per sconfiggere o destabilizzare uno o più governi stranieri. Infine, migrazioni progettate militarizzate sono quelle effettuate, di solito durante un conflitto armato, per acquisire vantaggio militare contro un avversario – attraverso la spaccatura o la distruzione del suo centro di comando, della sua logistica o delle sue capacità di movimento – oppure per rafforzare la propria struttura attraverso l’acquisizione di personale o risorse aggiuntive”

  66. Nessuno obbliga nessuno ad emigrare! Certo la società aperta e cento altre cose conosciute…Quelli, in piena esplosione demografica e penurie economiche, vengono per stare meglio in Europa. Altri ovviamente se ne approfittano a vari livelli. Inutile girarci attorno. Se io mi drogo (non è vero) è una scelta mia, mica perchè qualcuno spaccia droga…Lasciamo stare manovre oscure, complotti, armi non convenzionali, Grandi Fratelli, Grandi Vecchi ecc. A me sembra tutto chiaro, maledettamente chiaro, ONG, Soros ecc. compresi, senza ricorrere ad astruserie… Altrimenti facciamo come argentini e brasiliani del 1890 che scorgevano nell’emigrazione europea un’arma di conquista ed occupazione…

  67. Quasi tutti i figli dei miei amici e conoscenti italiani studiano o lavorano all’estero, per scelta. Mia figlia era fidanzata di un olandese, adesso sta per sposarsi con un venezuelano. Mia moglie era uruguaiana. Ho avuto una lunghe relazioni con sudamericane…Ed allora? Per questo sono meno italiano?

  68. Mi sento cosmopolita come un libertino del Settecento. Ma attenzione! Quei libertini si godevano i piaceri dell’intelletto e dei sensi, non rompevano gli zebedei all’universo mondo, si mantenevano da soli soprattutto…

  69. La stessa legge deve valere per gli italiani. Gli “zebedei” nemmeno gli italiani devono romperli, che siano ricercatori o lava piatti. Piuttosto il suicidio all’emigrazione (estera ma anche interna).

  70. La vita ridotta a un parcogiochi e l’uomo a un transito di cibo sono le mostruosità del “nostro” tempo; e si emigra per avere più giochi e per ingurgitare più cibo. Ma non lo si deve dire, altrimenti finisce la favoletta.

  71. Mario: ma che sogni, il ritorno ad una visione cavernícola dell’umanità? Ma aspetta almeno che scoppino un po’di atomiche! Molti emigrano (ieri, oggi, ovunque) per pura necessità, altri, i meno, per “conoscere”, forse quella dimensione che ti fa paura…

  72. Mario, non sia così drastico. A volte si emigra proprio perché si è stufi di lasciare che altri giochino sulla tua pelle.
    Stefano, non sono del tutto d’accordo con la tua analisi. Credo che la figura del bandito (etimologico) non sia da identificare tout court con quella del immigrato e nemmeno del delinquente. Non fosse che per la sacertas che manca totalmente. Che siano dei poveri cristi usati da strozzini senza scrupoli, quindi vittime a loro volta, io credo.
    Da difendere, infine, credo sia rimasto ben poco. Le chiese sono vuote da quando hanno scelto il mondo al sacro, la civiltà occidentale è un Moloch che non esiste.

  73. Le Chiese son vuote da quando molti hanno scoperto la truffa dei preti… tutti… Il sacro è stata per millenni un’arma per governare i popoli ed abbindolare i gonzi… o sublimare misticamente pulsioni erotiche…

  74. Il sacro è l’esperienza per eccellenza e precede le religioni. È stupore, sbalordimento, che spesso diventa inquietudine o angoscia, davanti alla realità.

  75. Il sacro è ciò che vorremmo sapere e non possiamo.

  76. Che non sapremo mai, visto che nessuno potrà mai rispondere alla domanda “perché l’essere e non il non essere?”.

  77. Se il sacro è umano sbigottimento, angoscia o adorazione dello sconosciuto, da sempre storicamente padre degli déi, allora perchè girarci tanto attorno, costruendoci tante teologie e teodicee? Accettiamolo e basta… Il Cielo lo definiscono i cinesi e Confucio affermava che un uomo intelligente non può sprecare il proprio tempo pensando all’immortalità dell’anima…

  78. “Nomadismo apolide voluto dalla finanza” ?
    Demenza senile voluta dalla vecchiaia!

  79. Felice, ma quale demenza senile ahahahah vabbè no comment… Invece rispondo a Frunngillo, sono daccordo con te, infatti non volevo dire che tutti gli immigrati sono banditi o delinquenti, ho detto solo che tutti sono degli sradicati il che è diverso e che sono delle armi, in un certo senso anche delle vittime come dici, ma in realtà li ritengo colpevoli più che vittime,colpevoli almeno al pari dell’occidentale medio, ma sarebbe lungo da spiegare, i motivi di questa affermazione sono molteplici… poi potrei dire che sono delinquenti proprio perchè sradicati e abbagliati dalle luci dell’occidente che li sfrutta per i propri fini, infine potrei dire che molti di loro sono dei veri e propri rifiuti umani e andrebbero trattati come tali, non lo dico assolutamente in modo razzista, ma è chiaro che qui da noi arriva molta feccia e teppaglia africana e se fossimo in uno stato serio bisognerebbe chiuderli e fargli la chiave di cioccolata… E sono anche daccordo sul fatto che non c’è più nulla da difendere, infatti avevo scritto che dovremmo difenderci dall’occidente stesso, ma in realtà c’è ancore e ci sarà sempre da difendere qualcosa, un qualcosa di non tangibile che Mario ha evocato negli ultimi interventi, e lo si può difendere anche solo dentro se stessi, individualmente, per rimanere in piedi fra le rovine.

  80. Stefano. Nessuna attribuzione di demenza senile, ci mancherebbe. Volevo solo dire che per me parlare di nomadismo voluto dalla finanza sarebbe come parlare di demenza senile voluta dalla vecchiaia, un’ovvietà. I poveri che per secoli e millenni in genere non andavano al di là di un raggio di 30 chilometri in tutta la loro vita, che se non erano nati sulla costa mai vedevano il mare ecc. ecc. certo non erano afflitti da nomadismo edonista. Per il nomadismo occorrono quattrini. Però andiamoci piano nel vedere solo e sempre sfascio e decadenza. Conosco ragazzi che al posto di un Erasmus ad alto tasso alcolico, e bassissimo in apprendimento, in Spagna sono andati in Germania, in Olanda, Danimarca ecc. Non facciamo l’elogio del pauperismo obbligato e virtuoso. Ma bisogna difendere le conquiste, difendere la nostra terra, il nostro Welfare residuale. Essere durissimi con gli “emigranti”, fare campi di lavoro, non alloggiarli negli Hotel a spese di Pantalone ecc… La finanza internazionale se ne frega se i nostri figli studiano o vanno a drogarsi. Sta a noi scegliere la prima opzione per loro, recuperando una funzione educativa smarrita, tra le tante altre cose… Ma, ripeto, per me si pu`discutere di tutto, ma senza pensare a complotti, trilaterali, golpi inglesi (!) per fotterci. Normalmente nessuno più di noi è abile a fottersi con le proprie mani…

  81. Mi fa piacere che la mia osservazione abbia dato il via ad un dibattito tanto interessante, appunto cosi lontano da folclorismo e carrierismo, i due estremi da voi citati.
    Catilina ha citato appunto Terracciano, che ha fatto l’esatto contrario di Tarchi e Cardini. Carlo ha speso fino all’ultimo la sua vita per fare il militante, oltre le sigle. Ricordo ancora che venne a parlare ad una ventina di noi camerati, verso il 1999. Tenne una conferenza illuminante sulla Palestina con tanto di cartina; non volle ne’ acquisto di libri obbligatorio, nè rimborso benzina. A fatica lo si convinse a farsi pagare la cena.
    Eccco, questo per me è l’intellettuale dell’Area: uno che si mette a disposizione e mi viene a cercare, perchè ha un dovere verso chi ci ha preceduto e chi ci seguirà. I due professori universitari sunnominati non mi pare si comportino come Terracciano…..

  82. Terracciano per me è stato la più grande perdita intellettuale ed umana che ci sia stata nell’Area negli ultimi 30 anni se non di più… Per me rimarrà un punto di riferimento, le sue intuizioni sono ad oggi ancora più valide di quando vennero formulate… io lo ricordo sempre, e farò nel mio piccolo tutto il possibile per tramandare il suo pensiero.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>