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Il commento (di M.Veneziani). Perché Mussolini è il personaggio del 2017

Pubblicato il 31 dicembre 2017 da Marcello Veneziani
Categorie : Politica
La prima pagina de Il Tempo, diretto da Gianmarco Chiocci

La prima pagina de Il Tempo, diretto da Gianmarco Chiocci

Il personaggio del corrente e morente anno 2017 è pelato, mascella volitiva, nascita romagnola, coniugato con svariati figli e qualche amante, professione giornalista, vocazione dittatore, ma un doppio segno particolare sovrasta su tutti gli altri: ha 134 anni, ed è morto da 72 anni.

Sono scaduti perfino i diritti d’autore.

Se non lo avete ancora capito, e sarebbe preoccupante per voi, sto parlando del cav. Benito Mussolini, in arte duce, inventore della malattia più grave e più attuale dell’anno, il fascismo.

Per fronteggiare il Pelatone e il suo virus letale, tutto il 2017 è stato dedicato alla sua profilassi, e guai a chi non si vaccina con l’antidux. Si sono fatte leggi speciali su leggi speciali, si è tentato di bonificare strade, piazze, iscrizioni, facebook e depurare tutti i social, movimenti, sezioni, case, spiagge e stadi che recavano segni inquietanti di quella malattia e del suo artefice.

Hanno mandato i ghostbusters perfino nella sua tomba, per profanarla e purificarla, a suon di divieti e telecamere. Il peccato originale e mortale della nostra società è l’apologia del duce e della sua creatura malefica.

È il male assoluto, disse un coglione assoluto che pure aveva campato sui residui tossici di quel male. Basta un portachiavi, una tazzina, un busto col suo capoccione, o un saluto romano. e vai all’inferno per direttissima.

Per chiedere protezione celeste da quella sciagura, è apparsa nell’aula sorda e grigia la Madonna dell’antifascismo, Santa Boldrina del Soccorso Rosso, fiancheggiata dai Santi Fiano & Ruffiano, che vegliano sull’insorgenza di ogni rigurgito ducista.

C’è un giornalone che fonda la sua attività sulla somministrazione di vaccini, unguenti, articoli protettivi, esorcismi e riti purificatori d’antifascismo, si chiama la Repubblica e si dedica alla pulizia etnica dalla razza fascista.

E poi c’è tutta una processione di personaggetti che vive alle spalle del ducione. In omaggio al duce, a Roma a piazza Venezia hanno eretto perfino l’albero di natale pelatone come lui.

L’effetto assurdo di questa campagna antifascista è che inavvertitamente si conclude con un corale: viva il Duce, Si, il duce viva per unire il paese, la sinistra, il governo, la cultura, i media, i tribunali e le piazze nel nome dell’antifascismo.

È l’unico collante che resta a questo scollatissimo paese.

Si riporta in vita il Duce per dare un mestiere, una missione, un senso a tanta, troppa gente altrimenti senz’arte né parte. Come camperebbe questa umanità, su cosa edificherebbe la sua legittimazione se non fossero medici, infermieri e portantini mobilitati contro il morbo del mussolinismo? E’ per questo che sono loro a tenere in vita il duce.

Quest’anno è stato dedicato interamente a lui, che dico, a Lui, Gli hanno dato la caccia più che a Igor e siccome non riescono a prenderlo perché è nascosto sotto terra, rinnoveranno la caccia anche l’anno prossimo, con i relativi contratti di assunzione per tutti i ricercatori del duce, compresi i cani lupo e gli speleologi del fascismo.

Eppure il 2017 era l’anno in cui ricorreva il centenario del comunismo, che nell’arco della sua lunga e interminata vita (pensate alla Cina), ha sconvolto più continenti, più epoche e ha ammazzato più vittime, per giunta in tempo di pace.

Ma il comunismo è passato inosservato, si è solo parlato dei dieci giorni della rivoluzione russa senza minimamente accennare ai settant’anni e più di orrori, mentre il fascismo col suo ducione è stato il tema dell’anno, del decennio, forse del millennio. Parlare per i settant’anni seguenti di un regime durato un ventennio, mi pare un’evidente sproporzione. Ma il duce resta il Bestione Espiatorio di tutti i mali nazionali. Lo accusano di tutto, perfino di avere i capelli incolti…

Certo, era difficile trovare nel morente 2017 il personaggio italiano dell’anno.

Renzi è caduto in disgrazia già l’anno precedente e quest’anno si è limitato a precipitare, i due giganti dell’anno, Diba e Alfano si sono ritirati lasciando un vuoto incolmabile nella storia d’Italia, Di Maio concorre per lo zecchino d’oro, l’altro Cavaliere, il Berlusca, è stato appena riesumato e rischia di competere per l’anno prossimo, la Nazionale è caduta, nuovi protagonisti non si vedono, Mattarella è solo il nome che abbiamo dato alla sede vacante, è il segnaposto della poltrona vuota; e Gentiloni è tutto meno che un personaggio.

Altri giganti non si sono visti, sicché di personaggi c’erano rimasti solo quelli del presepe.

A livello mondiale, se la battono il Papa, il Trump e il Kim, ma alla fine vedrete, vincerà Hitler. Intanto per dimostrare che marciamo a pieno regime, è rientrato perfino Re Vittorio Emanuele III in Italia, il piccolo re che accolse dal duce due doni: l’Italia di Vittorio Veneto e poi l’Impero. L’avranno invitato a rientrare per la festa a sorpresa al duce?

Ora ci aspettiamo da Mussolini il messaggio di fine anno a reti unificate. Un duce morto da più di settant’anni sprizza più vitalità del presidente in carica. (Il Tempo 30 dicembre 2017)

@barbadilloit

Di Marcello Veneziani

14 risposte a Il commento (di M.Veneziani). Perché Mussolini è il personaggio del 2017

  1. Condivido ed apprezzo il sarcasmo dell’articolo.
    Umilmente, con intento più de-mitologizzante che sminuente, mi permetto di sottolineare che il Duce fu condottiero nelle forme di seduttore delle masse, con propensione esteriore quindi , non con una virtù interna nobile.
    La presenza contemporanea del re ne impediva metafisicamente il manifestarsi di una qualsivoglia qualità Imperiale, semmai avesse avuto innate quelle virtù spirituali necessarie ad adempiere quel ruolo, e non le aveva.
    Il fascismo deve essere archiviato come cancrena stessa della democrazia, in cui ,si, ci fu la riviviscenza di qualità della “Roma Impero”, ma che di fatto naufragò nel borghesismo, impossibilitata com’era ad andare oltre quel super-uomo che di fatto rimane pur sempre tale(uomo).
    Se non si parte da questo assunto, mai si potrà preparare il campo per nuove Colture.

  2. Un saluto riconoscente e privo di retorica al ‘mancato console’ che avrebbe dovuto debellare e sradicare ‘Saboia e Vaticano’ dal tessuto nazionale e che per la Sua troppa bontà ed ingenuità fu ripagato con ‘il tradimento e la pubblica gogna assassina ‘ da quel Popolo che lui aveva amato.
    Che il suo Spirito ci perdoni, ci protegga e ci prepari alla battaglia per il nuovo anno.

  3. Bellissimo articolo! Grande Veneziani.

  4. A furia di sradicare le mani rimangon piene di lombrichi…

  5. Il povero Duce è finito male, lo sappiamo e deploriamo tutti noi, sinceramente. Epperò se la è pure cercata… Non parti per l’ultima resistenza (dove poi?) con l’amante, frignasse pure… non ti travesti da improbabile soldato della Werhmacht per farti tradire da un ufficialetto crucco ecc. ecc. Muori con le armi in pugno o ti spari un colpo in testa, perdio! Riposi in pace.

  6. Ma se lo disse Mussolini che “non esistono proletari, ma solo aspiranti borghesi”, da dove poteva saltar fuori quella eletta schiera di eroi e superuomini nietzschani? Dai frequentatissimi bordelli, dove Starace, pare, facesse meraviglie?

  7. Qualcuno disse che è la “potenza” ad essere conseguenza della “superiorità” e non il contrario.
    Chi ha bisogno di potenza di fatto è impotente.
    Detto questo l’azione del Duce è da classificarsi come titanica e non come olimpica.
    Non è una critica anzi un tentativo di analisi obiettiva, consapevoli che l’attualizzazione nell’epoca di cui si parla, di alcuni valori, forse non poteva dare altro che il risultato ottenuto.
    Se bisogna attingere a dei miti allora meglio attingere alle origini non a surrogati recenti.

  8. Rosen. Le uniche colture che ormai apprezzo son quelle dei pomodori e dei peperoni… Auguri! Buon 2018 a tutti!

  9. In effetti questo antifascismo militante ed ossessivo manifestato dalle sinistre e da associazioni come l’ANPI, ha avuto il merito di riesumare la figura di Mussolini, che mai come in questo periodo è stata messa al centro del dibattito politico come se fossimo tornati indietro di 80 anni. Detto ciò, Buon Anno a tutti alla redazione e ai lettori e commentatori di Barbadillo.

  10. Felice, non ci resta che coltivare il nostro giardino; in tutti i sensi. Buon anno a tutti!

  11. Condivido t0talmente l’ottimo commento di “la vendetta di Catilina”.Quanto a M.Veneziani la sua inesauribile ironia mi ha riportato agli anni de-l’Italia Settimanale- che leggevo con diletto.

  12. Per Gallarò:M.Veneziani é uno dei pochi intellettuali che, fin da adolescente, ha aderito al M.S.I.e non lo ha mai rinnegato.L’altro-altrettanto valido- era M.Tarchi ma da oltre 20 anni ha ripudiato il neo-fascismo e la cosiddetta “destra”.Preferisce fare l’accademico,senza dubbio di valore,all’Università di Firenze.Il “poveretto”M.Veneziani vive solo del suo onesto lavoro di validissimo scrittore e brillante giornalista.Almeno ne avessimo un altro centinaio di “poveretti” par suo nel nostro ambiente!Faceva talmente ombra a G. Fini con l’ottima rivista “Italia settimanale”che questi non lo sostenne in un momento di crisi economica (malgrado l’ampio consenso di lettori).E da quel momento perdemmo una valida guida di opinione politica anticonformista ed antisistema.

  13. Quali prebende? L’uomo di Montecarlo che è, uno statista di valore assoluto?

  14. Zolia in verità Tarchi fu costretto a lasciare perché il tanto decantato Almirante doveva trovare una poltroncina al signor fini.

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