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Biotestamento. Oggi al Senato la mobilitazione contro il ddl sul Fine Vita

Pubblicato il 5 dicembre 2017 da Ernesto Chevanton
Categorie : Politica

4856617_6_d2a7_massimo-gandolfini-organisateur-du-family_b6e9e628833e0e948133160bcc23b7f3[1]A poche ore dalla possibile calendarizzazione in aula al Senato del ddl sul Fine vita, gli esponenti del fronte parlamentare contrario alla legge e del movimento della famiglie italiane “Family day”, oggi, martedì 5 dicembre, alle ore 12:30, terranno una conferenza stampa a Roma presso la Sala Nassiriya del Senato, per spiegare nel dettaglio le ragioni del “No” al provvedimento. Questo testamento biologico apre infatti a forme di eutanasia omissiva perfino per quei pazienti stabilizzati che non sono in una fase terminale della malattia,  condanna il medico ad essere il mero esecutore di volontà che egli può non condividere, ma soprattutto introduce il concetto che idratazione e alimentazione siano terapie come le altre che la struttura sanitaria deve interrompere immediatamente su richiesta del malato.

 In pratica sarà introdotta nel nostro ordinamento una forma dolorosa di eutanasia passiva, ovvero la morte per fame e per sete.

 Alla conferenza prenderanno parte Marco Centinaio, capogruppo Lega Nord al Senato, e il senatore della Lega Stefano Candiani; la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni; il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri; i parlamentari di Idea Eugenia RoccellaGaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi; il senatore di energie per l’Italia, Maurizio Sacconi e il senatore Gian Luigi Gigli di Democrazia solidale.

In rappresentanza del Family day interverranno l’avvocato Simone Pillon e il presidente del movimento Massimo Gandolfini, il quale parlerà come neurochirurgo ed esperto nelle condizioni di “disturbo prolungato di coscienza” e si farà portavoce delle istanze di migliaia di medici italiani. Sarà presente anche l’avvocato Franco Cavallo del Centro Studi Rosario Livatino.

@barbadilloit

Di Ernesto Chevanton

40 risposte a Biotestamento. Oggi al Senato la mobilitazione contro il ddl sul Fine Vita

  1. Ma approviamo una eutanasia attiva alla quale hanno diritto i cani dal veterinario, perdio!

  2. L’eutanasia si è sempre fatta ai cani proprio perchè erano cani, cioè animali, cioè esseri a cui mi si era riconosciuta la stessa dignità degli esseri umani. Se lei si sente a livello di una cane è un problema suo, ma siccome molti altri si sentono uomini, sarebbe il caso che non pretendesse di sancire la sua visione per legge

  3. No, ma morire senza inutili sofferenze non mi pare di chiedere la luna…

  4. La legge per un’ampia eutanasia non è di destra, né di sinistra. È una legge per la civiltà contro l’oscurantismo.

  5. Alla vita ed all’animaccia mia ci devo pensare io, solo io, nessuno Stato, nessuna Chiesa…

  6. In una società informata da valori come il coraggio e l’onore non avrei accettato l’eutanasia: perché sarebbe stato più eroico suicidarsi; ma dal momento che la nostra società è agli antipodi rispetto a una simile società e dal momento che gli uomini del nostro tempo sono individui fragili proprio perché non educati al coraggio e all’onore, credo che chi si batte contro l’eutanasia debba essere ritenuto responsabile di una nuova forma di crudeltà verso il genere umano.

  7. Coraggio, onore? Quando hai ottant’anni e sei semiparalizzato per un ictus da anni, ad esempio, prostrato in un letto di sofferenza per te e la tua familia, in che cacchio di modo coraggioso ed eroico ti vorresti suicidare?

  8. Ma scusate, la morte naturale non si considera più come possibilità? Io sono contro l’eutanasia, perchè è veramente una pratica barbara,che giusto quei tarati dei radicali promuovono con tanto zelo, ma allo stesso tempo condanno l’accanimento terapeutico, altra pratica barbara segno dei tempi, della volontà a tutti i costi di proseguire la vita terrena attraverso delle macchine… Ma la risposta è talmente semplice, ognuno dovrebbe morire quando la natura decide, non c’è bisogno ne di eutanasie ne di macchinari infami…

  9. Stefano le società di marca capitalista non hanno rispetto nè per vita né per la morte a meno che non siano entrambi ‘spendibili’ per il dio mercato , unico vero dio di questo tempo infame.

  10. La morte naturale poche volte arriva nel sonno o per un infarto acuto del miocardio. Il piú delle volte è preceduta da mesi o anni di strazio infinito ed inutile…Poi chi vuol soffrire lo faccia pure liberamente! Ma che c’entra il denaro, Catalina? Si tratta di un’iniezione, senza doverti buttare dalla finestra….Parole in libertà…

  11. Felice il denaro c’entra e come, infatti l’eutanasia oltre all’ ideologia che promuove serve a far risparmiare soldi allo stato, mentre l’accanimento terapeutico serve a far fare soldi alle multinazionali del farmaco… insomma alla fine tutto è merce, tutto è reificato e mercificato,i corpi, la vita e la morte, esattamente come dice Catilina… per questo non mi schiero ne con l’uno ne con l’altro fronte di questa falsa dicotomia, due facce della stessa medaglia, per me la dignità della persona, nella vita e nella morte, è altra cosa, per fortuna ho avuto degli esempi che nonostante le sofferenze non hanno ceduto ne alla vile iniezione ne alle infami macchine…

  12. Detto con somma tristezza e con avvilimento, quando la somma dei dispiaceri prevale su quella dei piaceri credo che un anziano debba avere la possibilità di togliersi la vita. Quanto agli altri, sono del parere che l’eutanasia vada applicata solo nei casi gravi: quando il dolore è atroce e nemmeno la morfina è in grado di attenuarlo. Ma in fondo, in una società atea, a cosa serve più il dolore? La Chiesa o i cattolici in genere sono contrari all’eutanasia, ma non dicono il perché; la loro giustificazione è che la vita è sacra. Ma dimostrino la loro religione nel concreto, facciano fare esperienza. Una religione priva di via esperenziale (esiste?) è solo rito e morale. Perché mi chiedo affrontare il dolore, se fino a prova contraria l’esperienza limite dell’uomo è quella dell’assurdo? Perché l’essere e non il nulla. Qual è la risposta al nostro essere “de trop”?

  13. Ma un tizio sarà padrone di decidere della sua vita o no? Allo Stato non deve interessare, basta clericocrazia

  14. L’unica dignità è quella che te la dà l’autosufficienza fisica e mentale. Il dolore normalmente incattivisce e non serve assolutamente a nulla, credente o no.

  15. L’eutanasia che fa risparmiare soldi allo Stato fa ridere. Già lo Zio Adolfo dovette ai suoi tempi smentire che lo Stato volesse applicare l’eutanasia volontaria legale agli anziati, invalidi ecc.(il T 4 fu altra cosa ed era limitato ai malati mentali gravi o handicappati severi a carico delle Pubbliche Amministrazioni). Proprio oggi che in genere si campa fino a 90 ed oltre? Adesso qualche avanzo di sacrestia tirerà fuori che era una diabolica e perversa invenzione nazista ed il solito repertorio…

  16. Quanti novelli Kirillov che ci sono! Quanti neo-libertari per i diritti dell’individuo atomizzato! Eutanasia per tutti ma si! E perchè no allora, droghe libere, maternità surrogata, nozze gay, libera circolazione di merci e corpi, basta con queste barriere e limiti, basta con questa ingerenza dello Stato(etico?) nella vita delle persone, diritti per tutti, perchè l’individuo è al di sopra di tutto, l’uomo è la misura di tutte le cose e “Se Dio non esiste, tutto è permesso”…
    P.S. Felice sei dalla stessa parte dei sinistri che dici di odiare, proprio adesso c’era Bersani a “Porta a porta” che parlava in favore del bio-testamento(e dello ius soli), mi raccomando non negargli il voto… A proposito, sentirti parlare di eutanasia citando Adolfo è veramente l’apoteosi… Un po di Cavour,un po di Adolfo e un po di Pannella, a pensarci bene è una sintesi interessante…

  17. Ma che c’entra lo ius soli col biotestamento? Ma che c’entra la maternità surrogata con l’eutanasia? Ma che c’entra Cavour con Pannela o Hitler? E Bersani, lo sconfitto dai taxisti romani?….Perchè fai di queste insalatone gigantesche: prendere tutto o rifiutare tutto? Non ti hanno spiegato che la vita e la realtà sono fatte di tante diverse sfumature, di tante opzioni che non si possono legare sbrigativamente le une alle altre? Ma chi ti starebbe bene? Un Evola che non fosse gay?

  18. Jünger si drogava, come Freud, D’annunzio ed infiniti altri. Con il proibizionismo si è ottenuto qualcosa? sì, di far arricchire narcotrafficanti piccole e grandi, + tutte le DEA del mondo unite…ecc. Ed allora un male che non riesci a debellarlo, non è meglio cercare di controllarlo e realizzare risparmi e tante nuove tasse, oggi della malavita, banche e…vabbè ci siamo capiti…?

  19. Certo che fra votare Gandolfini o Bersani il dubbio sarebbe veramente amletico ed angoscioso…

  20. Quest’irrazionale difesa a oltranza delle posizioni cattoliche è incomprensibile nell’ambito di una certa destra che rivendica di non essere di destra. Se togliersi la vita è peccato mortale o atto di vassallaggio al capitalismo galoppante, vi prego: non parlate più di Mishima, Venner e Catone. Si dirà che quella non è eutanasia, volendo confinare la pratica all’ambito medico e allora, stavolta, non parlate più di Monicelli che, stanco e distrutto, si gettò di sotto perché gli negarono la possibilità di morire in altra maniera. Io credo fermamente che lo Stato debba farsi i cazzi suoi su temi che riguardano la persona, vergognoso – come accaduto in Veneto – che due genitori che hanno perso la figlia di una brutta malattia si siano trovati persino indagati! Trovo incompatibile con la destra che si rifà alla tradizione, la negazione così recisa e totale di un minimo senso di pietas.

  21. Sono d’accordo con Frungillo !

  22. Si porta sempre l’esempio di Mishima… Quello è un atto del tutto diverso e spiego perchè. Il seppuku è un atto rituale ben inquadrato nella Tradizione nipponica, è un atto che va compiuto in maniera certosina, con passaggi anche molto complicati dal punto di vista pratico e non solo, e può essere compiuto solo in particolari circostanze, se un “Samurai” facesse seppuku per evitare di soffrire sarebbe l’esatto contrario del seppuku, è questo che non si capisce, il seppuku non è un atto per sfuggire ai “dispiaceri” della vita, è un atto virile che serve a cancellare l’onta di un disonore, è una purificazione, ma qui Tullio può dirvi di più di me sicuramente… L’eutanasia non è un problema del singolo,è un problema comunitario, perchè se si stabilisce il principio che chi è sofferente può avere diritto a farsi uccidere, perchè di questo si tratta, allora apre ulteriormente delle “fenditure dal basso” nella società già ampiamente de-virilizzata e sfaldata, rompe dei legami, favorisce ancor di più una deriva dirittumanista che è proprio ciò che vogliono quelli che da sempre promuovono tali pratiche, non vi chiedete come mai radicali e sinistrume vario lottano da anni per questo? Qui prodest è sempre la domanda da porsi… io sono tutto tranne che un clericale, non difendo assolutamente un punto di vista Cattolico visto che per me il bigottismo ed il moralismo sono la rovina del cattolicesimo ghibellino come lo intendo io, io difendo i sani ed eterni principi della Tradizione contro la deriva individualista,edonista, materialista della post-modernità. Stessa cosa vale per le droghe, non sono contro le droghe in se, sono contro le droghe per tutti, perchè questi sono dei privilegi per pochi, e non possono essere dei diritti per tutti. Felice leggiti Junger, e vedi se egli avrebbe promosso la diffusione delle droghe a tutta la società, anche Evola fece uso di droghe, ma non si è mai sognato di favoleggiare un uso popolare di esse. Se non si capisce questo punto di vista, che io chiamo Aristocratico, allora non si può capire il mio discorso. Su Venner io non ho mai condiviso quel gesto, e lo ritengo tutt’ora un atto sbagliato ma non dal punto di vista morale, ma dal punto di vista intellettuale, nonostante ciò non lo condanno perchè ne capisco le intenzioni, ma come si dice la strada dell’inferno ne è lastricata…

  23. Invito a rileggersi il monologo di Kirillov ne “I Demoni” di Dostoevskij, li c’è in sintesi tutta l’ideologia faustiana e antropocentrica sottintesa alla promozione dell’eutanasia.

  24. Io resto sempre un po’ straniato da ragionamenti del tipo “siccome la chiesa è contraria io sono a favore”. E allora? Le categorie elementari di giusto e sbagliato sono diventate così astruse?

  25. Le argomentazioni di Stefano, così interessanti, pure prestano il fianco a qualche critica. Non viviamo (purtroppo aggiungo) nella dimensione di Stato comunità. Ma sia questo Stato che quello dovrebbero fare un passo indietro davanti alla sofferenza dell’uomo e alla sua libertà, che può essere anche quella di farla finita. Non condivido il ragionamento sulle fenditure dal basso: lo stesso sarebbe dirsi contro le pensioni perché potrebbero indurre elementi levantini di una società scollata a rendersi falsi invalidi: alla lunga ciò finisce per giustificare le posizioni in stile Raggi che non vuole le Olimpiadi a Roma “sennò rubano”.
    Su Mishima e sulla tradizione, invece che smentirmi mi dai ragione ancora una volta: la tradizione è libertà, che è responsabilità. Non si può pensare all’eutanasia come a una fuga lisergica verso altro, come se chi decidesse di uccidersi fosse un tossico che scappa dalla realtà. Anzi, è un atto definitivo che richiede quelle che in altri ambiti si chiamerebbero palle, spesso una testimonianza (come Mishima, Venner, Catone) termine sinonimo di martirio ma questa, come capirai sicuramente, è solo una provocazione.
    A proposito di Tradizione, siamo pieni di esempi tradizionali di gente che decide di darsi la morte per motivi “medici”: bastino solo quei vecchi greci che si lasciavano, volontariamente, morire di inedia. Che facciamo, diciamo che Atene e Sparta furono l’anticamera del capitalismo mollaccione?
    Ciò non toglie che le storture sarebbero da condannare, ma allinearsi su posizioni altrui acriticamente è forse uno sbaglio.
    Pmf dice che rimane stranito da ragionamenti che cita. Ha ragione, e dico di più: io resto stranito dai ragionamenti “siccome il Pd è a favore, io sono contrario”.

  26. Io sono contrario perché è sbagliata. Non me ne frega nulla né della chiesa né del PD.

  27. Esatto Pmf, porre chi è contro l’eutanasia alla stessa stregua di un difensore delle posizioni clericali, è una reductio che non accetto, perchè tende a squalificare l’interlocutore in modo sofistico, e nel mio caso non funziona perchè non parto assolutamente da posizioni catto-clericali, tra l’altro vi confondete visto che proprio El Papa l’altro giorno ha aperto all’eutanasia, quindi al massimo sono gli eutanasisti che si allineano alla nuova linea della Chiesa “aperta” e sinistrorsa, anche io potrei rivoltare la reductio in modo molto semplice… x Tullio: Caro Tullio non avevo letto il tuo commento, ti invito però a ragionare su quello che ho scritto nei commenti sopra, e pensare al fatto se in questo momento storico è più importante combattere l’influenza cattolica(ma quale di preciso?) o l’influenza delle forze della disgregazione, ti prego di non confondere la mia posizione con quella dei cattolici per il “diritto alla vita”, io non difendo posizioni cattoliche essendo anche contro l’accanimento terapeutico, difendo il diritto della morte naturale più che della vita a tutti i costi, difendo il Dharma e il Karma per dirla in altri termini, poi sarebbe facile per tutti evadere dal dolore di qualunque tipo con un’iniezione indolore in stato d’incoscienza che non ha nulla a che spartire con un suicidio rituale, è proprio questo ciò che il Mercato vuole,la pietas, bel concetto, ma per come la intendo io non ha niente a che spartire con l’eutanasia. Saluti Tullio.

  28. Frunngillo il tuo ragionamento non è sbagliato in se e per se, è sbagliato se applicato all’eutanasia così come viene intesa,pensata ed applicata… Non puoi mettere l’eutanasia alla pari della morte socratica, catoniana etc, non è la stessa cosa, anzi dirò di più, ne è il suo rovesciamento, la sua sovversione moderna…

  29. Lasciate perdere il capitalismo, che non è il babau e che non c’entra nulla con l’eutanasia…

  30. Jünger tra l’altro non è nemmeno un buon esempio visto che finì pacifista.

  31. X Nadia

    Junger finì pacifista visto gli effetti inutili e nefasti della guerra moderna …
    Chi ricorda il capolavoro cinematografico di A. Kurosawa
    Kagemusha – L’ombra del guerriero ?
    Cosa ha comportato l’introduzione delle armi da fuoco nella concezione tradizionale della Guerra in Giappone …
    Bene : Junger ragionava nella stessa identica maniera , ma il fatto di aver denunciato la guerra moderna non significa che non coltivasse il sogno della ” giusta guerra alla modernità ” ….

  32. I suicidi-martirio-testimonianza sono ovviamente inutili, perchè se le considerazioni rispettabili che inducono all’atto supremo erano estese e forti, scaturite da un ambiente avverso, distratto, insensibile, lo stesso ambiente non ne esce poi certamente cambiato o ridimensionato… Possiamo anche avere 20 Venner che si sparano in 20 chiese. E poi? Poi non succede nulla… Si è trattato, almeno nel caso di Venner, di un atto che personalmente giudico prossimo all’eutanasia, anche per l’età dell’autore che poco poteva ancora chiedere alla vita. Scelta nobile, non mi pare specialmente coraggiosa, ma che non muta nulla. I morti sono como i non-votanti: non contano.

  33. Riservare diritto per sé, in nome di una supposta autoconsacrazione pseudoaristocratica, e negarla al popolo becero, non è difendibile in una società di massa, che piaccia o no, non si può assolutamente cambiare nei suoi fondamenti… Come negare la luce elettrica e tornare ai lumini ad olio, la radio per i segnali di fumo, un’anestesia con una bottiglia di acquavite ed una botta in testa…

  34. Secondo me le palle ci vogliono per lasciarsi morire in modo naturale, come i vecchi greci che cita Frunngillo o gli Hindu che ad un certo punto della vita si ritirano dal mondo, e che non si suicidano andando in una clinica e pagando 15000 euro per l’iniezione, che tra l’altro non tutti si potranno permettere… Se uno vuole suicidarsi, i mezzi già ci sono e sono naturali, sennò accetta la naturalità delle cose, della vita e della morte, non serve fare una legge che istituzionalizzi un principio ed una pratica senza nessuna portata umana e civile, io non vedo ne libertà ne responsabilità in questa scelta. Poi chi vivrà vedrà,rispetto le posizioni altrui e non voglio convincere nessuno, apprezzo sempre la discussione se tenuta su toni appropriati. P.S. L’esempio della guerra che fa Catilina,giustissimo, è equivalente a ciò che cercavo di dire a proposito della differenza fra i suicidi rituali ed il modo di concepirli nel passato e l’eutanasia odierna.

  35. Puntualizziamo, prego: i genitori hanno fatto morire la figlia negandole una cura con ampie probabilità di successo. Affidare se stessi a uno stregone è follia, ma affidarci una minorenne è reato.

  36. Caro Stefano, la tua descrizione del seppuku è perfetta:nulla da aggiungere.Il suicidio di Venner(di cui sto leggendo il bellissimo libro”Il secolo del 1914″ te lo consiglio ,se non lo hai ancora letto)si deve ascrivere al rito romano della “devotio”.Infatti,così ha lasciato scritto nella sua ultima lucidissima lettera lasciata sull’altare di Notre Dame (pertanto invito il “saccente” Felice di andarsela a leggere invece di scrivere le sue solite cretinerie!).Dunque,ritengo il suicidio rituale coerente con la Tradizione.Inoltre,ci sono alcune culture,per esempio quella esquimese degli Innuit,in cui-in caso di penuria di cibo-gli anziani escono dall’abitazione comune e si lasciano morire per assideramento.Restano i casi odierni in cui delle persone contraggono malattie devastanti ed incurabili che li riducono ad uno stato letargico-vegetativo.Siccome,ne ho conosciuto personalmente due casi,ed il dolore riportato è stato profondo:che fare?Tu lo sai che non sono mosso dalla pietà cristiana bensì dalla “pietas”romana che lega strettamente il Padre al figlio,credo dunque che sia legittimo il suo intervento letale se il figlio non è cosciente,ancor più se è quest’ultimo a chiederlo.Sono d’accordo con te che è preferibile una morte “naturale”ma cosa è naturale oggi?Come sempre un abbraccio.

  37. Tra una pistolettata e un suicidio rituale non vedo alcuna differenza; il suicida è un eroe perché ha il coraggio di estinguersi, che in effetti il fine di ogni religione. I cristiani aspettano la fine del mondo perché sanno che il mondo è male. Perderemo ogni cosa e di noi non resterà che polvere. Chi desidera una vita nell’oltretoma è solo un egoista attaccato alla sua pellaccia.

  38. Tullio, la tua posizione è limpida e da Uomo della Tradizione, gli esempi che porti sono esattamente in accordo con quello che penso anch’io, infatti non credo che ci sia disaccordo fra noi riguardo il suicidio in se e per se e per come lo intendiamo noi, forse l’unica differenza è che io non legalizzerei l’eutanasia così come viene immaginata da chi la propone, e per gli scopi per cui viene proposta… Sul resto condivido in pieno e ti ringrazio per il consiglio di lettura… Un abbraccio anche a te.

  39. Per il Buddhismo liberarsi dal giogo della rinascita è attingere il Nirvana. Quindi l’estinzione è un premio, non una condanna…

  40. Stefano: 15000 euro per l’iniezione si pagheranno adesso che devi andare in Svizzera. Con la legge l’avresti gratis, come “cambiare sesso” (ipocrisia suprema perché il sesso non si può cambiare mai…).

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