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La sfida dei nazionalisti scozzesi al centralismo (britannico ed europeo)

Pubblicato il 20 aprile 2012 da Archie Gemmill
Categorie : Politica

Lo Scottish National Party alza il tiro e ci riprova: dopo il trionfo elettorale della scorsa primavera, quando ha sbaragliato la concorrenza e conquistato la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento di Edimburgo, prepara il rush finale per le elezioni amministrative del 3 maggio.

All’indomani dell’inaspettato successo del SNP dello scorso anno, lo Scotsman, quotidiano nazionalista e battagliero, aprì definendo “l’indipendenza, ora, inevitabile”: la realizzazione del sogno politico di Alex Salmond, e di tutti militanti del partito di cui è leader indiscusso, sembrava davvero a portata di mano, vicino come non mai dopo un Novecento passato a lottare per l’affermazione dell’Home Rule, conquistato nel 1999. Un anno di governo nazionalista ha risvegliato il genuino patriottismo degli Scots, affievolitosi dopo l’affermazione della devolution amministrativa, e ha riacceso il dibattito politico, e culturale, sull’indipendentismo tartan. L’SNP dai banchi del governo ha accelerato sull’organizzazione del referendum indipendentista ed ha trovato la comprensibile e ferrea opposizione di Westminster che proprio non riesce ad immaginare il Regno Unito senza la Scozia.

Il sogno indipendentista, innaffiato da fiumi di whiskey versati nei bicchieri, vivrà tra poche settimane un momento decisivo: dopo un anno di governo, infatti, l’SNP affronterà l’elettorato e capirà quando sferrare l’attacco finale all’Union Jack. Il Manifesto dell’SNP messo a punto in questi giorni parla chiaro: al centro dell’azione politica del partito di governo ci sono, e ci saranno, gli scozzesi. “Prima di tutto le persone” è l’assioma dal quale parte Salmond che, per nulla spaventato dalla crisi economica che attanaglia l’Europa e consapevole delle difficoltà dei cittadini, è pronto ad offrire al popolo scozzese gli strumenti per reagire. Trasparenza nella gestione dello Stato, assistenza per le famiglie numerose e il miglioramento dei servizi locali, sono aspetti brillanti del programma di governo che diventa esaltante con il blocco dell’aumento della tassazione lungo tutto il territorio scozzese.  Con il council tax freeze l’SNP prova a far breccia nell’elettorato per confermare il risultato politico che un anno fa ha segnato l’inizio di una nuova era politica.

In Scozia, insomma, è la politica a salire in cattedra per cercare risposte: attraverso il dibattito culturale e politico l’opinione pubblica scozzese è pronta per scegliere autonomamente quale delle tante possibili strade seguire, senza che, nell’Europa delle imposizioni, qualcuno decida per lei.

Di Archie Gemmill

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