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Appuzzuni. Francesco Fusco e la sua matita, un Hugo Cabret alla fermata del bus

Pubblicato il 1 giugno 2013 da Rosalinda Cappello
Categorie : Personaggi Scritti

fusco«Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!» Ricorda un po’ Hugo Cabret – il personaggio creato da Brian Selznick e portato sul grande schermo lo scorso anno da Martin Scorsese – Francesco Fusco quando ti racconta della sua storia e delle sue passioni. Autista dell’Atac – l’azienda di trasporti romana – per lavoro, fumettista e animatore per passione. Da ragazzino, l’interesse per i lavori manuali, per i meccanismi e i congegni,  lo porta a iscriversi a una scuola tecnica, grazie alla quale finisce a lavorare in una grande azienda della Capitale che costruisce componenti satellitari. Nel frattempo, frequenta la facoltà di Economia e commercio, ma poi arriva una delle crisi cicliche della nostra economia e Francesco è costretto a cambiar strada. Si mette alla guida di bus granturismo grazie al possesso di una patente presa in precedenza, perché non si sa mai e per via della sua tendenza a coltivare più interessi. Tra questi anche quello di arrampicare, un’attività in cui si distingue per diversi anni. Il lavoro, nel frattempo è stato assunto all’Atac, fisicamente estenuante per via di turnazioni serrate e mentalmente stressante – chiunque abbia preso i mezzi pubblici a Roma può immaginare che cosa possa comportare – lo impegna sempre di più e così deve fare alcune scelte e rinunce, ma non rinuncia al suo amore per il disegno e per il fumetto. E così, anche dopo una lunghissima giornata di lavoro, quando torna a casa, il primo pensiero è quello di sedersi al suo tavolo – affollato di disegni, tavole, colori – e si cala nel suo mondo fatto di fantasia, manga, dipinti e creatività. Un mondo che non rimane campato in aria e relegato a un semplice hobby, ma che piano piano diventa sempre più concreto. Prima con un laboratorio di pittura, che frequenta da anni, realizzando quadri che hanno preso parte ad alcune esposizioni nella capitale (a questo link alcuni dei suoi lavori: http://francescofusco.blogspot.it/) e poi con il diploma alla Scuola Internazionale di Comics. Una creatività incontenibile, quella di Francesco, che con ostinazione ha trovato la sua strada, anche se ogni giorno deve scendere a compromessi con il lavoro che gli dà da vivere. La sua prossima tappa sarà quella di trasformare questa sua passione e specializzazione nella sua professione, magari avviando un corso di fumetto e animazione tutto suo. Così a  poco più di quarant’anni, continua, determinato, un percorso non facile per  portare a compimento il suo progetto. Intanto, i primi frutti sono arrivati: la realizzazione con la scuola Comics di un cortometraggio di animazione in 2D dal titolo Tiberio (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=5MfBZrIEClY&noredirect=1) – un lavoro poetico dove via via prende forma e si anima un mondo ideale – realizzato con dedizione e minuziosamente in ogni momento libero della sua giornata di autista di bus a Roma. La sua paziente fidanzata scherzosamente dice che è un po’ ossessivo in questo, ma proprio la sua fissazione lo sta portando verso la concretizzazione del suo sogno, che prende vita progressivamente come i suoi disegni a partire da un vuoto foglio bianco su cui scorrono i tratti della sua matita.

Di Rosalinda Cappello

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