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L’intervista. Lo storico Canfora: “Vi spiego la Rivoluzione d’Ottobre e il realismo di Lenin”

Pubblicato il 14 novembre 2017 da Leonardo Petrocelli
Categorie : Cultura Le interviste
Un manifesto della rivoluzione d'ottobre in mostra a Milano

Un manifesto della rivoluzione d’ottobre in mostra a Milano

La Rivoluzione d’Ottobre compie 100 anni. Ne parliamo con Luciano Canfora, storico e filologo barese. Professore, iniziamo da dato storico. Come possiamo inquadrare tecnicamente ciò che accadde in quel 7 novembre?

“Ágnes Heller l’ha definito senza esitazioni un colpo di stato. La frase è priva di senso per due ragioni. Innanzitutto, se fossero davvero stati un pugno di uomini all’assalto del Palazzo d’Inverno non avrebbero mai vinto una guerra civile lunga e sanguinosa. C’era chiaramente una larga base. E poi, dopo la Comune e la rivoluzione del 1905, due giganteschi fallimenti, la tecnica della presa del potere era cambiata radicalmente, incardinandosi non più sulle barricate ma sull’organizzazione militare. In questo le competenze di Trotskij risultarono preziosissime”.

Sullo sfondo c’era poi la Grande Guerra…

“Lenin, così come Mussolini, capì che la guerra cambia tutto. C’è stata una fase in cui egli ha continuato a combattere contro la guerra con le altre minoranze socialiste. Dopodiché, intuì che la guerra porta alla rivoluzione. Niente di nuovo, l’aveva già compreso Mazzini: se i popoli non sono indegni della libertà, scriveva, devono cogliere l’opportunità rivoluzionaria offerta dal conflitto. D’altronde è ovvio. La guerra porta le masse alla fame, al disastro, alla ribellione contro gli ufficiali. In Russia successe esattamente questo”

Luciano Canfora, storico

Luciano Canfora, storico

Facciamo un salto di due anni. In una intervista rilasciata nel 1919 a due giornalisti americani, Steffens e Bullit, spuntata dagli archivi molti anni dopo e pubblicata dalla “Gazzetta” il 2 luglio del 1993, Lenin afferma: “Io non sono né marxista, né comunista. Io faccio in questo momento una esperienza di comunismo”. Che significa?

“Con quella frase Lenin intendeva: non sono un dogmatico, un ortodosso, uno che si comporta in omaggio ai sacri principi. Sono un realista politico. I suoi avversari di varie tendenze e soprattutto i suoi critici occidentali dicevano stai sbagliando tutto perché la Russia dovrebbe prima fare la rivoluzione borghese, poi creare un grande capitalismo, poi aspettare e infine procedere con la rivoluzione. Questo vuol dire essere un rigorosi marxisti, cioè gente che sta bene su una cattedra universitaria ma non alla guida di uno Stato nascente. Quella frase di Lenin è l’atto di nascita del socialismo in un Paese solo”

Come possiamo giudicare Lenin?

“Un tempo su di lui si facevano corsi di filosofia, ma Lenin non era un filosofo anche se nella storia del comunismo organizzato viene giudicato come tale. Ma si tratta di una leggenda. In realtà era un grande realista politico. La sua evoluzione sta a dimostrare che la cifra fondamentale è la capacità di prendere atto della realtà e muoversi con i piedi per terra, non per fedeltà astratte”

La storia non si fa con i “se”, ma proviamoci ugualmente. Se fosse vissuto più a lungo che sentiero avrebbe seguito?

“Lascio rispondere Isaac Deutscher, un serio trotstkista, il quale nel bel libro La Russia dopo Stalin (1953), pubblicato in Italia da Mondadori, sostiene che se Lenin fosse sopravvissuto oltre il ’24 avrebbe dovuto scegliere e avrebbe scelto ciò che ha fatto Stalin”

A posteriori, cosa ha significato la Rivoluzione per la Russia?

“La Russia è diventata un Paese moderno, industrializzato, alfabetizzato, urbanizzato, essenzialmente per effetto dei Piani Quinquennali e per l’impostazione duramente industrialista e illuminista del leninismo. Si tratta di meriti storici indiscutibili, riconosciuti sottovoce perfino dagli avversari, naturalmente nella considerazione di quanto di negativo tutto questo comportò, dai danni all’ambiente alla crisi dell’agricoltura”

E invece sul piano globale?

 “Possiamo citare il famoso articolo di Lenin ‘Meglio meno ma meglio’ del 1923 in cui egli afferma: in Europa abbiamo perso ma c’è tutto il resto del mondo. Il processo più importante nonché l’effetto più durevole innescato dalla Rivoluzione è stata la decolonizzazione. Sun Yat-Sen in Cina, Kemal in Turchia e Gandhi in India riconobbero quell’evento come la prima rottura del dominio mondiale anglo-francese”

Questa eredità comporta oggi una maggiore attenzione al centenario in realtà “periferiche” piuttosto che in Occidente?

“In Europa, il Paese che forse più ha colto occasioni di riflessione storica da quelle vicende è proprio l’Italia, dove la resa dei conti passa da Gramsci. In Francia non vedo grandi cose, in Germania timidi segnali dall’ambiente della Linke, ma poca roba. I cinesi sono invece come la Chiesa cattolica che non ha mai tolto il ritratto di un Papa dalla parete. Loro hanno cambiato tutto senza rimuovere mai nulla e , dunque, quello del ‘17 rimane l’evento capitale. Lo stesso potremmo dire di molti Stati dell’India per quali la rivoluzione è una cesura della Storia ancora operante. Per non parlare del Brasile. Se allarghiamo lo sguardo oltre il cortile di casa la prospettiva è un’altra”.

E la Russia contemporanea? Putin ha parlato di Lenin come di un personaggio divisivo. Perché secondo lei? 

“Nella Russia di Putin la continuità è soprattutto con l’età di Stalin, il grande vincitore della guerra, l’uomo del riscatto nazionale, della Russia grande potenza. L’accento cade principalmente sulla torsione nazionale del socialismo. Quindi Lenin c’è, ma sullo sfondo, un po’ in sordina”

E tuttavia, dal ’17 ad oggi, su un certo piano, non è cambiato molto. Nelle rappresentazioni mediatiche occidentali la Russia continua ad essere dipinta come un mostro sanguinario…

 “La russofobia affonda le sue radici in una lotta di potenza. Durante la Guerra Fredda, in virtù del comunismo, la Russia era presentata come l’Impero del male. Ma oggi quel sistema non esiste più e quindi è stato necessario cambiare racconto, inventando il ritratto di una potenza pericolosa. La verità è che, se la Merkel potesse, si alleerebbe con Putin per contrastare l’egemonia americana. La Nato serve proprio a questo, a tenere sotto controllo gli europei e ad impedire l’allargamento naturale dell’Unione alla Russia”.

*Pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” (7/11/2017)

Di Leonardo Petrocelli

45 risposte a L’intervista. Lo storico Canfora: “Vi spiego la Rivoluzione d’Ottobre e il realismo di Lenin”

  1. Lenin, uno psicopatico assassino.

  2. Il padre di tutti i disastri, nazismo compreso.

  3. Pur rispettando lo spessore culturale dello studioso, uno come il prof. Canfora davvero potevate risparmiarcelo !

  4. E perchè avrebbero dovuto risparmiarcelo? Perchè non risparmiarci Alemanno, Storace ,Salvini Etc? Visto tra l’altro la differenza abissale di cultura fra Canfora e codesti personaggi? Perchè sempre questa ottusità che ci fa essere le caricature di una “destra” così come la sinistra ci vuole e descrive? Tra l’altro non mi sembra che il pezzo sia in qualche modo criticabile per eccessiva partigianeria oppure soggettivismo, anzi mi sembra una delle analisi più corrette che abbia letto ultimamente a proposito. Quando avremo di nuovo un Lenin o un Mussolini fra di noi, allora potremmo parlare, per ora abbiamo Alemanno, Storace La Russa sarebbe meglio fare silenzio se è vero come è vero che ogni popolo ha la classe politica che si merita. Ora mi raccomando, datemi pure del leninista, ma poi fate a meno di leggere e commentare De Benoist per coerenza. Tra l’altro: “… l’anticomunismo era stato un elemento che aveva contribuito all’ascesa del fascismo, ma subito dopo la presa del potere l’atteggiamento del regime divenne altrimenti articolato, rimanendo attento nel preservare la distinzione tra ideologia comunista e stato sovietico. Nel primo discorso di Benito Mussolini alla Camera dei deputati, nel novembre 1922, quello in cui minacciava di trasformarla in un “bivacco di manipoli”, era anche presente una importante dichiarazione di politica estera: la determinazione a riconoscere de jure la Russia sovietica.

    Roma fascista mantenne un rapporto, sia politico che culturale, con Mosca. Per tutti gli anni Venti e fino alla metà degli anni Trenta, giornalisti, intellettuali, scrittori, si recarono nel “paese dei Soviet” con assiduità. E l’attività editoriale sulla Russia sovietica fu tanto fiorente quanto impressionante per il numero di opere pubblicate. Forse fu il periodo del Ventesimo secolo in cui si prestò maggiore attenzione a quel paese.”

  5. Analisi senza dubbio interessante, ma liquidare il negativo della rivoluzione russa a “danni all’ambiente” e “crisi dell’agricoltura” mi sembra un tantino riduttivo: immagino che qualche milione di morti nell’ex Urss avrebbe qualcosa da dire in proposito.

  6. Confrontare il prof Canfora con Alemanno e soci, francamente è un salto logico incomprensibile, se non per una vis polemica fine a se stessa. Ma perché mai per non essere” ottusi” bisogna dare spazio ai cantori del comunismo, posto che, salvo errore, nessuno di questi “maestri” ha mai concesso per reciprocita’ un minimo spazio a chi la pensava diversamente, sforzandosi anzi di contribuire alla creazione di veri e propri ghetti culturali. O forse questo avviene sull’ onda di simpatie (????) neo sovietiche ? “Fare silenzio” per sentire la voce del prof. Canfora ? Ma per favore ! Ma su quale barricata state ?

  7. La rivoluzione del Male Assoluto, questa fu la rivoluzione d’ottobre del 1917 in Russia. Il comunismo rimane la più criminale e anti-umana delle ideologie del XX secolo. Eppure per la Legge Fiano fascismo e nazionalsocialismo sono peggiori.

  8. Werner ha ragione. Mai la minima indulgenza con quella mostruosità criminale e paranoica che fu il marxismo-leninismo (ed i loro aedi).

  9. Caro Werner e felice
    Non nascondiamoci dietro un dito
    Se siete fascisti e nazionalsocialisti ditelo apertamente che X voi riapriamo i gulag volentieri

  10. Vacci tu e stai al fresco!

  11. Male assoluto,i milioni di morti, io in queste parole sento la stessa retorica liberal che i progressisti e gli anti-fascisti usano a proposito dei fascismi… Ed infatti l’anticomunismo ne è l’altra faccia della medaglia, quando si capirà che il “socialismo” non fu mai “sinistra”, ma fu sempre una “terza via” al di la di liberali progressisti e reazionari conservatori, un Morris, un Proudhon,un Sorel non avrebbe mai detto di esser di sinistra… Da qui nasce sia il Fascismo che il sovietismo, ma la storia delle idee evidentemente ancora si conosce poco… Certo il comunismo ha fatto cose criminali, così come le ha fatte la democrazia occidentale, l’americanismo, il nazional-socialismo… Forse il Fascismo fu fra questi il regime più umano, ma non si valutano i governi facendo la conta dei morti… Quando si capirà perchè oggi nelle parate Russe si sfila con la bandiera monarchica, insieme a quella del Pcus e il tricolore odierno, allora forse si capirà un pochino di più del presente e del significato che in Russia ebbe il socialismo, che poi è lo stesso che per noi ebbe il fascismo, e del resto basterebbe conoscere i rapporti fra Lenin e Mussolini per capire questo…La differenza è che in Russia c’è una storia nazionale e comunitaria condivisa, mentre da noi no… Lenin fu un Machiavelli del 900, al di là dell’ideologia, si deve leggere come il campione della prassi politica, se Lenin fosse stato marxista infatti, non ci sarebbe mai stata la rivoluzione russa.. Continuare a pensare all’interno di questi steccati ideologici, non porterà mai a nulla, se Mussolini avesse pensato in questo modo, nemmeno il Fascismo ci sarebbe stato… X Ivanhoe: Lei vede Canfora come “cantore del comunismo”, una vera e propria frase retorica, io lo vedo come un ottimo storico e conoscitore del mondo greco, lei vede in lui il comunista, io vedo in lui lo studioso… Fare la guerra alla cultura è sempre cosa becera, e dire che Canfora non abbia mai concesso spazio a chi la pensava diversamente denota una non conoscenza del personaggio… Ma ormai siamo delle molle, facciamo le stesse cose della sinistra, una mimesi evidente, si grida al fascista così come si grida al comunista e si fa il gioco del bio-potere post-moderno e post-ideologico, ed in fondo ci piace proprio quest’ombrello Nato… Ripeto, quando smetteremo di essere delle caricature di noi stessi?

  12. Lenin fu solo un gran pezzo di merda ed il comunismo un’ideologia folle e criminale, sempre, ovunque!

  13. Stefano: “socialismo” non fu mai “sinistra”, ma fu sempre una “terza via”… Ma non ti sembra di esagerare?

  14. Io sono decisamente anticomunista sia sotto il profilo ideologico sia per la mia storia familiare e sia perchè sono un esule fiumano.Altre volte ho scritto in questo sito che un mio zio fu infoibato;il nonno materno torturato dall’OZNA(polizia politica titina)morì per emorragia interna;mio padre fu deportato a Maribor(Slovenia)ove scontò tre anni di carcere duro e si salvò solo nel 1948 per intervento della Croce Rossa internazionale.Anche se volessi dimenticare, ho sempre presente la stampigliatura sul mio Atto di nascita”smrt fazismu sloboda narodu”.Pertanto,se queste sono le motivazioni familiari,altrettanto importanti sono quelle ideologiche.Infatti, sono fascista perchè tale idea si proponeva come “terza via”rispetto al materialismo social-comunista e quello liberal-liberista.Sono fascista perchè sostengo una società organica,ordinata gerarchicamente,disciplinata,con una visione aristocratica e protesa a vivere la propria esistenza in una solidarietà comunitaria.E’ovvio che il Fascismo storico non sia riuscito, in quei pochi decenni della sua esistenza, nè a creare l’Uomo Nuovo previsto dalla sua Dottrina(perchè troppi erano gli ostacoli strutturali:la monarchia,la chiesa cattolica,la forte borghesia industriale-agraria…)nè a modificare quella mentalità “servile”ed infida che per troppi secoli aveva corroso le antiche virtù indebitamente ereditate dagli antichi Romani.Tuttavia- e qui concordo con il caro amico Stefano-Mussolini come Lenin era uomo pragmatico,pertanto non confuse mai l’ideologia comunista(di cui era convinto avversario)con lo stato sovietico,perchè egli vedeva in quella titanica esperienza una similitudine con quella che egli sognava per la fondazione dello Stato totalitario fascista.Perciò,non devono esserci equivoci:nessuna affinità con il soviet plebeo,nè con il suo dichiarato ateismo,nè-soprattutto-nella sua visione “progressista”, stante il continuo richiamo del Fascismo alla “romanitas”.Detto ciò,ma tanto altro sarebbe da aggiungere,ho il massimo rispetto per lo storico antichista Canfora,nessuno per la sua dichiarata fede comunista!Vero è che io non ho mai letto una sua becera professione di fede antifascista come da 70 anni fanno i suoi colleghi.

  15. Tullio come al solito è evidentemente l’unico che ha colto la mia provocazione, e ne ha capito il senso.. Quando De Benoist insieme a Costanzo Preve ed ora a Jean Claude Michea, ma anche Thiriart o altri nel passato,oppure penso per esempio a parte del neo-fascismo italico(Mutti, Freda etc) hanno elogiato la figura di Lenin come pragmatico(sull’esempio di Mussolini che tra l’altro morì insieme al Bombacci,segno in qualche modo simbolico ed emblematico, mentre molti destri erano già passati dall’altra parte) lo hanno fatto non perchè comunisti, ma perchè studiosi di quello che fu al di là di assassini ed ideologia un grande uomo politico che teorizzò la preminenza della Praxis e che mise in piedi un impero che durò 70 anni, comunque la si pensi a riguardo… Così come i gerarchi sovietici venivano a studiare le imprese di Mussolini per esempio nell’agro-pontino, molti gerarchi fascisti andarono in Russia a studiare l’organizzazione dello stato e dei soviet, questa è storia non opinione personale.. Io ragiono in termini di Quarta Teoria Politica, per me le ideologie sono superate, il liberalismo ha vinto nella lotta fra le tre correnti derivate dall’illuminismo… Io ponendomi in un ottica tradizionale, non posso dirmi nemmeno fascista per coerenza, nonostante ritrovi nel Fascismo molta più Tradizione che nelle altre ideologie moderne, ma se si ragiona in termini post-ideologici e da Quarta Via, bisogna saper cogliere quanto c’è di buono in ogni campo, per strutturare una lotta al liberalismo post-moderno, che si pone come una super-ideologia che raccoglie tutte le forze democratiche, da destra a sinistra… Allora bisogna opporre una post-ideologia, ancora in divenire, che raccolga tutte le migliori esperienze della “società chiusa”, compreso i socialismi di tipo nazionale… Qualcuno si chiede come mai gente come De Benoist, Tarchi dialogano da anni con alcuni intellettuali ex-comunisti, o perchè hanno abbandonato il mondo della cosiddetta “destra”? Proprio per l’ottusità di certe vedute, ancora recalcitranti nello scorgere i cambiamenti del post-moderno e radicati nella vecchia idea degli “opposti estremismi” che tanti danni ha fatto nelle menti di molti militanti… Eppure già nell’Msi e nel neo-fascismo più illuminato c’era chi discuteva di Lenin o del concetto di egemonia di Gramsci, come anche di Mao etc(chi si ricorda i cosiddetti nazi-maoisti?)…Io essendo sicuro e convinto delle mie idee, non ho paura di studiare anche le idee del nemico, e di cogliere ciò che magari può essere utile o può essere assimilabile da un ottica opposta… Mussolini vinse perchè fece proprio questo, riuscendo ad unire anime diverse, dal sindacalismo rivoluzionario, all’anarchismo, al socialismo, alla destra reazionaria cattolica, ai rivoluzionari-conservatori etc… Il mio modello rimane appunto la Rivoluzione Conservatrice, un tipo di stato che si rifà al socialismo prussiano ed allo stesso tempo all’idea dell’Impero aristocratico, oggi la rivoluzione-conservatrice è portata avanti attraverso una rielaborazione dagli autori di quel che fu la Nuova Destra,dai teorici della Quarta Teoria politica(la nuova “terza via”) e da tutti coloro che hanno intenzione di usare qualsiasi arma a disposizione contro il vero mostro moderno, visto che il comunismo è morto e sepolto, il turbo-capitalismo che unisce la destra economica con la sinistra dei diritti civili, superando anche il vecchio liberismo, e che sta proletarizzando le menti e atomizzando la società al di là di ciò che ogni comunismo riuscì a fare colpendo i corpi e attraverso la repressione, mentre oggi il nuovo liberismo post-ideologico è riuscito a d ottenere un mondo di schiavi che essi stessi votano e desiderano la propria schiavitù… Quando ci risveglieremo dall’impasse novecentesca per guardare avanti al fine di elaborare un nuovo paradigma rivoluzionario? Chiudo riportando le parole di Mussolini a proposito della Rivoluzione Fascista:” ―Mi rifiuto di qualificare di destra la cultura cui la mia rivoluzione ha
    dato origine. Cultura di destra, del tutto rispettabile, è quella che fa capo
    all’Action Francaise. Cultura di destra è quella di cui la gente di Codreanu
    è fautrice. Cultura di destra è da considerarsi quella alla quale il mio
    amico inglese Mosley sta lavorando. Ma la cultura fascista, che recupera
    valori dell’intero Novecento italiano, non è di destra‖.
    Benito Mussolini (tratto dai ―Taccuini Mussoliniani‖ di Yvon De Begnac.)

  16. Caro Stefano,in occasione di precise date-28 Ottobre;21 Aprile;3 Gennaio- siamo usi,qui a Trieste,a riunirci a convivio e dopo una breve conferenza,una buona cena,ci uniamo(come i legionari di Codreanu)nel canto comunitario degli Inni del Regime e della R.S.I. Non è solo “nostalgia” ma rivendicazione di Onore per quegli Italiani che sono morti non rinnegando i nostri ideali.E per farti capire che non ci limitiamo a ciò ti dico il titolo della conferenza:”L’odio antifascista:analisi della sua origine e delle sue contraddizioni”. Dopo aver preso in esame le leggi Scelba,Mancino,Fiano,così concludevo:” Il vero nostro nemico é il globalismo,esso è più pericoloso,più subdolo per chi come fascista o sovranista o semplicemente anticonformista si oppone al”politicamente corretto”del pensiero dominato dalle sue occulte o manifeste parole d’ordine.Perchè:inquina le nostre menti,condiziona i nostri comportamenti,avvilisce il nostro orgoglio identitario,attenta alle nostre radici culturali greco-romane per creare un’uniforme mentalità serva del mercato detenuto dall’internazionale finanziaria.”

  17. Esattamente Tullio, sottoscrivo ogni virgola delle tue parole,proprio ciò che intendevo e ciò in cui credo…Bisogna sempre saper identificare il nemico giusto, ieri come oggi. Grazie.

  18. Stefano. Scrisse Benito Mussolini il 12 febbraio 1922 sul Popolo d’Italia: “La parte migliore della Nazione non va a sinistra, ma a destra, verso l’ordine, le gerarchie, la disciplina. Da tre anni chiede un governo e non lo ha. Il governo non c’è. La crisi attuale mostra l’incapacità della Camera a dar un governo alla nazione. Può essere che il grido di Bologna diventi, domani, il coro formidabile di tutta la Nazione”.

  19. Il fascismo è destra!!!!

  20. Felice il Fascismo è unicamente Fascismo,una “terza via”, ne destra ne sinistra… E poi personalmente ritengo il Fascismo italiano l’unico vero Fascismo, se poi parliamo dei “fascismi” allora sicuramente hai ragione tu, in quel caso si parla di “destra”, di reazione, di conservazione, cose nobili certamente, ma che non colgono assolutamente l’essenza del vero Fascismo, ovvero quello di Fiume,di Sansepolcro, del Manifesto di Verona. Fin dai propositi dichiarati da Mussolini si vede l’obiettivo di creare la “terza via” fra i due opposti poli al di sopra delle divergenti opinioni dei partiti, e sviluppandosi nell’ambito delle teorie moderniste sull’Uomo nuovo:
    « Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente » Questo Felice, fu il pragmatismo di Mussolini, al di la del bene e del male, al di la di destra e sinistra,questo è quello che cerco di far capire, questo è il solco in cui mi muovo.

  21. Benissimo STEFANO,hai fatto bene chiarire,ora ci siamo.Sai..e’una vita che si è sottoassedio e ci si è alquanto calcificati nel difenderci,ed in tale condizione è facile fraindendersi.

  22. Stefano e Fernando. Legittimo credere il qualcosa. Ma il fascismo, in Italia e direi nel mondo, non è mai stato di sinistra e la “terza via” una pura questione propagandistica e nominalistica. Del resto durante l’EL il fascismo l’hanno realizzato i Rocco, i Costanzo Ciano, se vogliamo pure i Grandi ed i Gentile, non certo i Rossoni (che peraltro il 25 luglio ha votato l’OdG Grandi…).

  23. Ma non perdiamoci in sofismi,che sono visioni personali legittime,che dipendono da fattori diversi(sensibilità,esperienze,fattori famigliai,etc. etc)Rimane il fulcro pulsante indelebile,che in questo momento oserei dire storico dovrebbe,deve essere aggregante e non dividente..la priorità deve essere pancia a terra e fare gruppo,propagandare con forza le nostre visioni per un’ITALIA migliore, dobbiamo avere un partito che ci rappresenti al 10% al parlamento,come base di lancio.Non sarà facile..

  24. Scusa Fernando quale è quel partito non anti-fascista che ci dovrebbe rappresentare con il 10% dei voti in Parlamento ?

    Se Ti riferisci a Casa Pound non credo che in questo momento non credo che in questo momento riuscirà a prendere il 10% dei voti …. Non capisco quindi chi altro …
    Oppure stiamo parlando di quel partito che a Ostia stà prendendo l’endorsement dal PD per battere i 5 stelle … ?
    Allora stiamo parlando forse di partiti antifascisti di destra, la cui svolta antropologica ed ideologica è alquanto acclarata da tempo ?

    http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/La-svolta-dei-fascisti/

  25. Una Casa Pound che inciucia con certi “personaggi” ad Ostia credo che non mi rappresenterebbe a prescindere(che siano antifascisti o meno).
    Su Canfora stima immensa per lo studioso(meraviglioso il suo ultimo libro “Cleofonte deve morire”,soprattutto per l’analisi del teatro politico di Aristofane),ed anche per l’intellettuale sì comunista ma assolutamente libero e anticonformista(non di rado alcune sue affermazioni hanno creato scompiglio in passato).Ciò non vuol dire esser d’accordo con tutto ciò che dice,ma i suoi interventi sono sempre preziosi e vanno letti con rispetto.
    Gramsci,Lenin,Trotsky,etc,sono dei brillantissimi politici,studiarli non farebbe male,sia per comprendere alcune mosse dei nostri avversari di “sinistra”(con molte virgolette),sia per usare queste stesse strategie contro di loro.

  26. “…che siano fascisti o meno…”

  27. Esatto Wolf, daccordo anke su Cp, se qualcuno magari lo ricorda dissi già molto tempo fa e lo scrissi in vari interventi l’ambiguità che da sempre pervade l’ambiente di Cp, che mai ho visto di buon occhio e che ora si conferma ciò che pensavo,ovvero un “gatekeeper” teleguidato dai soliti noti. Come del resto lo è FN e Fiore in primis, non è che critico CP per motivi settari insomma…

  28. Scusa il ritardo Catilina,sai sebbene viva in una grande citta convulsa overcrowded,non rinuncio ancora ad avere il mio tasso di curiosita e dinamismo,detto questo,per farla breve(sapendo delle tue lunghissime analisi storiche politiche)spieghiamoci””cosa vuol dire essere FASCISTA oggigiorno””MI sembre evidente che come lo proponi tu o cerchi di divulgarlo non fai altro di stimolare il becerume comunistoide dimenticando che hanno il potere vero in ITALIA,e certamente non lo molleranno facilmente(spero che tu sappia cosa voglia dire concio’)Non sarebbe meglio non menzionare continuamente ” fascismo”e cercare sotto altre sembianze implement alcune regole etiche di tali visioni sociali.Non dimenticando la realta’sociale odierna.Ho l’impressione che se tu non ci fossi(col tuo modo di fare politica)La boldrina bersani le associazioni spartigiane etc. etc ti crerebbero.Loro si continuano mascherandosi e noi sempre puri e duri e avanti con le chiacchiere..

  29. Canfora si sarà pentito dopo aver annusato tutto il letame che i suoi compari hanno gettato sulla cultura classica?

  30. I due è puri fascisti non ci sono piu,ma ci sono putroppo rimasti i trasformisti, i ciellini di destra mascherati da sovranisti , alemanniani e storaciani trombati che reclamano la loro fetta di torta , ci sono coloro che pur di mantenere poltrone ovunque pur avendo un ruolo marginale si fanno fare gli endorsent dal PD dei Tassone e dagli amici di Fiano e Boldrini (Ostia docet).

    Ho vogliamo ripulire con un bel colpo di spugna la decable della destra alleanzina che per 25 anni ha sputtanato per lungo e per largo con tutta la sua classe dirigente fedigrafa e abbuffata quel ‘poco’ che rimaneva ?

    Vogliamo andare a prendere la lista degli ex miNistri dei govreni berlusconiani inquisiti indagati e condannati…? Certo la capocciata data da uno zingaro coatto fa più effetto e riaggrega tutti allegramente dentro l’apparato da destra a sinistra in nome della non violenza e della democrazia …. ma a me non mi fregano…

    Caro Fernando nel profondo Fiano la Boldrini e Scalfari accettano di buon grado la destra ripulita e conforme , quella da cortile che dal 1995 argutamente ha saputo sopravvivere alle sue miserie …
    Quando delirano di antifascismo non hanno certo in testa la Meloni o Salvini…

  31. Un ultima cosa ..
    Il nostalgiamo e fuori dal mio DNA da sempre e riproporre la storia come commedia non è mai stato il mio obbiettivo , casomai quello era il retaggio delle missinerie neofasciste fuori tempo massimo già dagli anni 70.
    Ma ideologia e dottrina non sono sovrastrutture e per quso che mi trovo d’accordo con le analisi di Stefano che preferisce giustamente personaggi di spessore storico e tragico come Lenin e Mussolini (e senZa fare nostalgia canaglia ) alle attuali classi dirigenti di clown televisivi….

  32. X Wolf
    c”è un interessante articolo sul blog Ereticamente dell”ottimo camerata Umberto Bianchi sul tema Ostia/Spada/Casa Pound che Ti consiglio di leggere.
    Un saluto
    Un http://www.ereticamente.net/2017/11/il-caso-spada-quando-la-capocciata-si-fa-mafiosa-umberto-bianchi.html

  33. Voglio precisare una cosa, dato il tema introdotto da Catilina… Ho detto che non sono un estimatore di Cp, ma non per i motivi di indignazione per le loro frequentazioni ostiensi(del resto anche dalle mie parte il tipo dell’elettorato di Cp è esattamente quello,niente di nuovo) ma per ben altro non stimo Cp, in particolare le loro simpatie in fatto di politica internazionale(vedi gemellaggio con Pravy Sektor e questione Ucraina, collusioni con sionisteria, pidduismo,ex-Gladio e atlantisti vari…) La testata del “coatto” al giornalista paraculo-buonista di quel programma pessimo gliel’avrei data anche io, e di certo se fra di noi mi permetto di criticare anche aspramente Cp che non ritengo per nulla dei portatori del verbo fascista,anzi, allo stesso tempo bisogna essere consapevoli che non è Cp l’obiettivo, visto anche la “strana” simpatia di cui gode ormai questo movimento anche in persone non di certo “fasciste”, ma in realtà si attacca Cp per colpire ben altro, ed ottenere risultati che serviranno per sradicare quel poco di pensiero realmente “non conforme” ancora in vita, oppure semplicemente alzare tatticamente il livello dello scontro per gli stessi fini… Quindi la mia linea è: capire fra di noi che Cp, movimento per ragazzetti un po coatti, non può essere un punto di riferimento politico, e che non sono di certo loro i portatori di un nuovo verbo fascista, ma allo stesso tempo combattere all’esterno tutti coloro che attaccano Cp,di sinistra di centro e di “destra” non fa differenza, perchè in realtà colpiscono tutti noi non Cp… Sul resto del cosiddetto sovranismo centro-destrorso non mi esprimo, perchè ormai non ho più parole da sprecare per certi personaggi, e in questo non posso fare a meno di ritrovarmi con le parole di Catilina.

  34. P.S. Quando parlavo di “destra” caricaturale, che in fondo fa tanto comodo alla sinistra, perchè ne regge il giochetto buonista-antifascista interpretando al meglio la parte che la sinistra vuole che interpreti, mi riferivo anche e soprattutto a Cp, che nonostante alcune figure di indubbio spessore come Scianca, rappresenta esattamente un coacervo di stereotipi, di non conoscenza della storia, e di valori che per nulla hanno a che fare ne col Fascismo autentico ne con la Destra nobile di un Evola, di un De Maistre, di un Maurras, di un Codreanu etc. E parlo con cognizione di causa, visto che ho avuto amici e conoscenza diretta dell’ambiente,che una volta era solo un rifugio per Skinhead, curvaioli e piccoli malavitosi delle case popolari, senza offesa per nessuna di queste categorie, sicuramente migliori del borghese medio, “meglio teppista che borghese” diceva Junger.

  35. nicola bombacci!!!!!

  36. Bombacci, l’epitome del fallimento di un italiano.

  37. Cioè meglio uno che sfascia le vetrine di uno che lavora onestamente e mantiene la famiglia?

  38. Ma no Felice si riferisce a re pippetta al marchese Badoglio e alla loro ‘destra discendenza figlia del ‘ Golpe Inglese ‘… Edgardo Sogno e fratelli massoni pidduisti …

  39. Bombacci è rimasto fino alla fine col Duce, non si può dire altrettanto degli italici destri badogliani…

  40. Uno delle cose più pure del capitolo fascista, è stato il Manifesto di Verona, in cui c’è una mano determinante del Bombacci.
    Ovvio non riconoscere questo, non fa altro che palesare e chiarire tutta la situazione politica della destra odierna.
    L’RSI non fu destra, perchè non fu borgo, ma sacrificio volontario di onesti.
    La destra ha venduto l’italia rendendola colonia, mentre la sinistra giocava a fare l’eroina nascondendosi dietro alle truppe degli stessi anglo-cani.

  41. Senz’offesa, uno che cercasse i motivi dell’irrilevanza della dx italica li ritroverebbe tutti in questa conversazione. Ancora a parlare di bombacci. Mah.

  42. Massoni erano quasi tutti, da Garibaldi a Cavour, da Farinacci ai Quadrumviri, da d’Annunzio a Vittorio Emanuele III. Lo erano anche i Reali di Inghilterra e Svezia ecc. ecc… Ma dire massone è come dire vagamente cristiano. Figuriamoci poi un Paese come l’Italia dove si può essere contemporaneamente massoni, cattolici, fascisti, monarchici, repubblicani alla Licio Gelli…

  43. Rosen. Nell’Italia del ’45 non c’era nulla da vendere, perché non avevamo più nulla, solo la posizione geografica…

  44. “Con i baffi di Bombacci ci faremo dei cordini per legare i mocassini di Benito Mussolini” cantavano gli squadristi della Marcia su Roma…

  45. Per la verità chi ha mollato tutto e tutti, il 25 luglio e poi il 25 aprile, è stato purtroppo proprio Mussolini, fino al punto di farsi catturare nascosto dietro un pastrano dei tedeschi (che avevano già provveduto a concordarlo con i partigiani…).

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