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58 giorni. Mentre la politica romana rimane nel caos entrano in scena i Ciancimino

Pubblicato il 30 maggio 2013 da Giovanni Marinetti
Categorie : Cronache Cultura

cianciminovitomassimo30 maggio 1992. È passata una settimana dalla strage di Capaci: gli studenti conquistano la scena. Palermo, Torino, Genova, Roma e altre città italiane sono invase da cortei, sit-in, manifestazioni in ricordo del giudice siciliano.

Gli investigatori palermitani fanno il punto sugli elementi a disposizione con gli agenti speciali dell’Fbi (della scientifica ed esperti di mafia siculo-americana) giunti per indagare sulla strage. I colleghi più vicini a Borsellino, intanto, “concordano” con lui un appello che sarebbe stato reso pubblico il lunedì successivo: avrebbero chiesto a Borsellino di rimanere a Palermo e rifiutare l’invito a concorrere alla Superprocura. Borsellino – così dai ricordi dei colleghi – avrebbe aderito; un modo per uscire dalla complicata situazione in cui era stato ficcato dai ministri Martelli-Scotti.

A Roma, nei palazzi del potere, la situazione politica è sempre complessa. Leggere i nomi di chi ambisce alle più importanti cariche in gioco – e chi poi le conquisterà – chiarisce molti punti oggi oscuri. Il presidente della Repubblica, Scalfaro, vuole accelerare i tempi e non vuole aspettare che la Dc risolva il problema del segretario.

Scrive “Il Messaggero”: “La Dc, divisa fra una maggioranza che non c’è e una minoranza che non vuole essere tale, stenta a prendere decisioni, tanto che non è stato ancora convocato, da parte di De Mita, il Consiglio Nazionale che a norma di statuto dovrebbe eleggere il successore di Forlani”. Per Palazzo Chigi, i nomi più in voga sono: Craxi, Spadolini, Scotti; a seguire: De Mita, Forlani e, con molte meno speranze, Segni. Il Pds invece annuncia che sceglierà a maggioranza il presidente della Camera da indicare e in corsa sono Napolitano e Rodotà.

A Fiumicino, nell’area del check-in, si incontrano per caso Massimo Ciancimino, figlio del democristiano Vito, e Giuseppe De Donno, capitano del Ros. Dopo un viaggio insieme, De Donno chiede a Massimo un incontro non ufficiale, ma in veste confidenziale, con il padre da fare assieme al suo superiore Mario Mori. Quella di De Donno è una mossa investigativa che potrebbe fruttare informazioni molto importanti. Ma chi si sta muovendo in altro modo?

Di Giovanni Marinetti

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