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Referendum. Caroppo (Sud in Testa): “L’autonomia farebbe bene anche al Sud”

Pubblicato il 12 ottobre 2017 da Pedro Pasculli
Categorie : Politica
Salvini e Caroppo mentre gustano un pasticciotto leccese

Salvini e Caroppo mentre gustano un pasticciotto leccese

Il tema dell’autonomia divide il quadro politico e registra adesioni anche nel mezzogiorno in vista del referendum del 22 ottobre in Lombardia e Veneto. Pro autonomia si dichiara Andrea Caroppo, leader del movimento “Sud in testa” e consigliere regionale della Puglia.

Caroppo, da dove nasce la novità dell’attenzione per l’autonomia territoriale?

“Il nuovo e crescente interesse per autonomie e regionalismo non è una novità per i popoli europei. Per oltre un millennio l’Europa (e l’Italia stessa) è stata la federazione di tante entità territoriali politiche indipendenti, accomunate da una visione del mondo fondata sul riconoscimento delle radici cristiane e sul rispetto del diritto naturale. La stessa tradizione istituzionale italiana affonda le sue radici non nello stato-nazione ma in 8.000 comuni con storie, lingue, dialetti, tradizioni, cucine, identità da preservare e valorizzare. L’Italia non è nata nel 1861, è lì che sbaglia la Meloni: l’Italia e gli italiani c’erano anche prima del tricolore e dell’inno di Mameli. La questione è, dunque, rovesciare la piramide centralista che vede al vertice Bruxelles e Roma e ripartire da ciò che è più vicino ai cittadini, alle famiglie, alle imprese, dai municipi”.

Federalismo e autonomia possono essere pericolosi per il Sud?

“Il Sud – che negli ultimi 10 anni ha perso il 10% del PIL e il 7% di occupati, i cui giovani al 40% sono “neet” e che è in piena crisi demografica – è stato distrutto dal centralismo, non dall’autonomismo. L’inferiorità del Sud – con tante eccezioni e con tante eccellenze – non è un dato di natura, esistito da sempre, è da una certa data che i suoi problemi sono cresciuti a dismisura. Il processo di unificazione è stato un processo forzato e soprattutto minoritario, nato nella testa di pochi, contro le masse popolari e violentando gli interessi del sud, incamerandone le finanze, prostrandone l’economia e provocando la tragedia dell’emigrazione. Le cose ormai sono andate così e nessuno mette in discussione l’unità nazionale.

Tuttavia la partita del Sud va giocata non contro il resto del paese, bensì utilizzando al massimo le risorse di cui disponiamo: il federalismo rappresenta un’occasione irripetibile per riqualificare le classi dirigenti meridionali, avvicinarle ai cittadini e rilanciare lo sviluppo.

Se il nostro ordinamento fosse realmente sussidiario, il Presidente della mia Regione, anziché nascondersi dietro il governo nazionale, dovrebbe dare conto ai pugliesi della mancata lotta alla Xylella, dei 220 milioni di € di mobilità sanitaria passiva (viaggi della speranza), del perché chiude ospedali, reparti e punti nascita anziché ridurre sprechi, inefficienze e clientele, dell’isolamento infrastrutturale e via discorrendo”.

Come la mettiamo con la diseguale distribuzione di risorse pubbliche Nord-Sud?

“Sono stufo del falso meridionalismo piagnone che si accontenta di denunciare torti per pretendere risorse pubbliche senza offrire efficacia, qualità e risultati. Da 50 anni, il ceto politico locale enfatizza la questione meridionale solo per legittimare la sua richiesta di soldi pubblici e per porsi poi come mediatore nella loro distribuzione clientelare. Non mi pare che il saccheggio della spesa pubblica abbia prodotto risultati all’altezza.

Va bene, abbiamo ricevuto meno negli ultimi anni, ma come lo abbiamo speso? E’ forse colpa del nord se anziché realizzare il collegamento ferroviario diretto, spendiamo ben 40milioni di € per collegare l’aeroporto e la stazione di Brindisi con un bus che porta alla stazione dell’Ospedale Perrino? E’ colpa del nord se chi ci ha governato in questi decenni non ha saputo scegliere e realizzare un porto hub del Mediterraneo perdendo investimenti, risorse e occupazione? E’ colpa del nord se non si riesce a realizzare una strada degna di questo nome che colleghi Lecce al capo di Leuca? Smettiamola…Cominciamo piuttosto a dimostrare di essere capaci di utilizzare fino in fondo le risorse disponibili.

Allora, se Ferrovie dello Stato utilizza il 19% di investimenti in conto capitale per il Sud è un problema e bisogna battere i pugni; ma se invece – come ha ben spiegato il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi – in tre asset come istruzione, sanità e giustizia, a parità di risorse e con un numero enormemente maggiore di impiegati pubblici, il sud rende meno del nord vuol dire che c’è un problema. Il federalismo autonomico può innescare un circuito virtuoso che avvicinando le scelte al territorio costringe a maggiore responsabilità gli amministratori.

Quanto alla questione del c.d. residuo fiscale, che in chiave solidaristica nessuno vuole azzerare ma ridurre significativamente, è facilmente superabile attraverso gli accordi “dal basso” tra regioni, tra enti locali, come già proposto da Maroni e Zaia. Alla Puglia, ad esempio, farebbero benissimo”.

La Lega sta giocando un ruolo nel porre al centro del dibattito queste questioni: può funzionare anche al Sud?

“Mi pare che la Lega di Salvini sia tornata alle origini: valorizzazione delle identità territoriali, autonomia e sussidiarietà, nella prospettiva di un’Italia e di un’Europa dei popoli. Nessuna spinta secessionista né indipendentista, nessuna pulsione antimeridionale, anzi, la consapevolezza che la autonoma ripresa del sud trainerebbe tutta l’Italia.

Su questo, a dire la verità, ho la netta impressione che la gente del sud sia più avanti degli addetti ai lavori, media compresi, alcuni dei quali si ostinano a dipingere la proposta politica della Lega come una minaccia anziché come un’opportunità.

Ho dato vita a una rete di persone, movimenti, associazioni e amministratori, tra Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, che si chiama Sud In Testa, all’insegna del meridionalismo consapevole che, puntando sull’automomia e sull’identità faccia in modo che il Sud diventi un altro centro abbandonando il ruolo di perenne periferia in cerca solo di risorse da distribuire. Ebbene proporre il nostro contributo di idee e di uomini al progetto di Matteo Salvini e della Lega ci è parsa la cosa più naturale, anche perché nell’attuale panorama ci pare che essi siano rimasti pressoché gli unici con un certo peso elettorale a declinare le parole chiave proprie della tradizione e del sentimento profondo degli italiani, meridionali compresi: difesa dei principi tradizionali e delle identità territoriali, sussidiarietà sicurezza, famiglia e libertà educativa, libertà d’impresa, lotta all’oppressione fiscale, merito.

E il popolo che rifiuta l’imposizione mondialista e omologante delle sinistre è vivo più che mai, anche nel mezzogiorno d’Italia, ma privo di interlocutori e rappresentanti: insieme a Matteo abbiamo voglia di parlarci e rappresentarlo”.

@barbadilloit

Di Pedro Pasculli

5 risposte a Referendum. Caroppo (Sud in Testa): “L’autonomia farebbe bene anche al Sud”

  1. “L’autonomia farebbe bene anche al Sud”: certo come no, alla Sicilia ha fatto benissimo, dove sprechi, ruberie e clientelismo la fanno da padrone. Da un certo punto di vista, Lombardia e Veneto hanno ragione nel pretendere di trattenere gran parte delle tasse pagate dai loro cittadini, perché lo Stato non gli restituisce adeguatamente e in proporzione a ciò che pagano.

    Ma la soluzione non è l’autonomia politica e fiscale, e il vero cambiamento lo deve fare lo Stato stesso: distribuire le proprie risorse finanziarie alle varie regioni in base a ciò che portano nelle sue casse. Ciò significa ad esempio, più risorse a Lombardia e Veneto che contribuiscono più di tutte nelle entrate fiscali, molte meno, se non nulla alla Regione Autonoma della Valle d’Aosta e alle Province Autonome di Bolzano e Trento, visto che godono di un regime fiscale vantaggioso che gli consente di trattenere il 90% delle tasse pagate in loco, e che allo Stato danno solo il rimanente 10%.

  2. Werner intervento lucidissimo, sottoscrivo tutto… Certo dichiarare che l’autonomia fa bene al sud guardando cosa produce in Sicilia è veramente paradossale…

  3. Subito l’autonomia. Ma per tutto, ospedali compresi. Ciò che produce il sud rimane al sud, integralmente, ciò che producono il Centro-Nord altrettanto. Ed ognuno si arrangi come può e sa. Per i servizi comuni (ferrovie ecc.)in base all’uso.

  4. @Stefano: ti dirò di più. Io sono per la soppressione delle Regioni, che si sono dimostrate Enti inutili e dispendiosi di risorse, tant’è che hanno contribuito a far innalzare il debito pubblico italiano. E su tutte, le prime da abolire sono due delle cinque regioni autonome: la Sicilia per i discorsi di cui sopra, la quale ruba a tutta l’Italia, perché gli sprechi e le ruberie di cui é responsabile, non li fa certo con soldi suoi, ma con i soldi dello Stato centrale; la Valle d’Aosta perché per via della sua dimensione territoriale e demografica, nonché per la poca incidenza della popolazione patoisans, non ha alcuna ragione per esistere, tantomeno con lo Statuto Speciale, e altro non rappresenta che un’imposizione fatta da De Gaulle all’italietta repubblicana nata dopo la Seconda Guerra Mondiale.

    Bisogna invece ripristinare le vecchie Province, che funzionavano bene e incidevano poco sulle casse dello Stato.

  5. La Valle d’Aosta è un’isola francofona inventata dagli italiani perchè quel vigliacco di de Gaulle voleva vincere con l’Italia, nel ’45, la guerra che la Francia aveva perso con la Germania nel ’40. I valdostani non parlavano francese, ma il patois. La classe colta parlava italiano e francese.

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