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Il caso. Oscurantismo liberal: se una storica del New Yorker ci chiede di abbattere l’Eur

Pubblicato il 7 ottobre 2017 da ***
Categorie : Corsivi Politica
L'articolo sul New Yorker

L’articolo sul New Yorker

Una forma di oscurantismo ottuso si diffonde sempre più a macchia d’olio sui media globali. La storica Ruth Ben-Ghiat (in Italia pubblica per Il Mulino), dalle colonne della rivista americana The New Yorker, si domanda perché in Italia ci sono ancora così tanti monumenti fascisti. Insomma auspicherebbe una moderna forma di iconoclastia applicata alle realizzazioni architettoniche realizzate nel Ventennio. Dopo l’abbattimento delle statue del Generale Lee, ora toccherà al Colosseo Quadrato e al Foro Mussolini?

In altri tempi, una presa di posizione simile sarebbe stata considerata al pari di una boutade, ma questo approccio antistorico dilaga sugli organi di informazione, e non tiene conto che anche l’architettura è misura di come si sedimenti il vissuto dei popoli. Con quali effetti? L’antifascismo, in assenza di movimenti che abbiano caratteri politologicamente ascrivibili al fascismo, è uno strumento usato in maniera spregiudicata e velenosa, per nascondere i limiti delle politiche liberiste globali e la crescita delle diseguaglianze sociali nell’attuale scacchiere mondiale. Per paradosso, dai monumenti si passerà poi ai libri, riproponendo i roghi di “Fahrenheit 451″, immaginati dal romanziere Ray Bradbury? Siamo convinti che questa deriva, ricorrente, risulti indigesta anche per tanti spiriti liberi, di destra, centro o sinistra, che ammirano la bellezza del Colosseo Quadrato e ritengono che   auspicare l’abbattimento di monumenti in paesi stranieri non sia solo una violazione della sovranità popolare ma soprattutto una proposta priva di buon senso.

@barbadilloit

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11 risposte a Il caso. Oscurantismo liberal: se una storica del New Yorker ci chiede di abbattere l’Eur

  1. Nessuno peggio, in quanto ad intolleranza, dei liberal sionistoni newyorchini…Vogliono riscrivere la storia, distruggendo quanto a loro non piace, mettendosi al centro con il loro smisurato strapotere finanziario…

  2. Staremmo tutti meglio senza americani.

  3. Come ben delineato da Costanzo Preve (in “Elementi di Politicamente Corretto”) l’antifascismo in assenza di fascismo è uno dei pilastri del Pensiero Unico.
    E come ci ricorda Ceronetti:
    «Nei reni del Pensiero Unico si annida [sempre] una violenza totalitaria e metastasica, impaziente di qualsiasi ostacolo (legale, tradizionale, nazionale, ecologico), adattabile ad ogni tipo di regime, che – bene o male spacciandosi per neoliberalismo economico – trova il suo micidiale strumento in un linguaggio politico che non ha fondamento reale e non significa che se stesso.»
    Questo mi è venuto da pensare ieri, quando ho letto, orripilato ma non stupito, il pezzo del New Yorker che è – se ce la fate a leggerlo – è di una incredibile arroganza, violenza e ignoranza insieme.

  4. Non bisognerebbe mai confondere due cose diversissime: l’economia di mercato è vecchia come la storia dell’uomo e non ha sostituti validi. Lo strapotere del capitalismo finanziario di Wall Street, padre del “pensiero unico” un centinaio d’anni o poco più…

  5. Sono d’accordo sulla necessità di distinguere ma direi che la distinzione non è tra una generica “economia di mercato” e un “capitalismo finanziario” quanto piuttosto tra il capitalismo classico, “industriale e agricolo”, e il capitalismo finanziario.
    Laddove, sempre citando Preve: “il capitalismo finanziario è incentrato sulla creazione (tendenzialmente infinita, realizzata con metodi contabili, sganciata da valori reali) e distribuzione di mezzi monetari, cioè di simboli di ricchezza, non di ricchezza reale (beni e servizi); mentre, molto diversamente (anche ai fini degli investimenti e dell’occupazione) il capitalismo industriale e agricolo era incentrato sulla produzione e vendita di beni e servizi reali – quindi aveva interesse ad aumentare la produzione, i consumi, i percettori di reddito, cioè alla crescita, alla distribuzione di ricchezza reale”.
    È questo nuovo finanzcapitalismo – speculatore, senza limiti, senza frontiere, globale, che non riconosce più alcun limite se non se stesso: niente Stato né Patria né Impero né Religione né Tradizione né niente, solo la legge cieca del Mercato – il vero padre (anche nel tempo e nello spazio: inizio Novanta, Stati Uniti) del pensiero unico Politicamente Corretto, cioè, in altri termini, del pensiero del Nulla.

  6. Chiedo scusa. La citazione di cui al post precedente era estratta da:
    http://marcodellaluna.info/sito/2016/02/07/capitalismo-estintivo/
    (autore e sito molto apprezzabili) che citava Preve..

  7. Quoto gli interventi di caneoccidentalista.

  8. Uno storico che chede la demolizione di edifici e monumenti del passato non è uno storico è un ciarlatano.
    Gli anglofili si riempiono la bocca con insulti alle nostre università, ma se questa cialtrona è il prodotto tipico dell’università USA, teniamoci strette le nostre università.

  9. Abbattiamo piuttosto quella merdaccia progettata da Meier per la sinistra stupida di casa nostra, che ha indecorosamente sostituito la teca dell’Ara Pacis all’Augusteo.

  10. Del resto la sinistra è quasi sempre stupida.

  11. caneoccidentalista. Sembri esserti dimenticato di due Guerre Mondiali, di chi le ha vinte, di chi le ha perse e perchè. Il mondo attuale è quello che è, piaccia o meno. Ma non dicono nietzschani ed evoliani che occorre “cavalcare la tigre”? Non invocare tradizioni perdute. Se si sono perdute, una darwiniana ragione ci sarà pure. Oppure un maxi-credente potrebbe dire che è una misura di Dio per punirci dei nostri peccati…

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