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Boxe. Usyk, campione WBO e punta di diamante della scuola ucraina

Pubblicato il 14 settembre 2017 da Wladimir Klitschko
Categorie : Boxe Sport/identità/passioni

21733482_242955392895467_917682983_oUn mese dopo l’androide Lomachenko nella categoria superpiuma, un altro ucraino si è confermato campione mondiale WBO: si tratta del peso cruiser Oleksandr Usyk, un mancino molto tecnico, da soli quattro anni nei professionisti e con un palmares di tutto rispetto tra i dilettanti. Egli infatti può vantare un oro mondiale nel 2011 ed uno olimpico a Londra 2012, costato l’argento al “nostro” Tatanka, Clemente Russo. Sabato scorso nelle World Super Series of Boxing, ha dovuto difendere il suo titolo in Germania, nella tana dell’esperto Marco Huck, ex campione EBU e per cinque anni detentore della cintura che oggi l’ucraino custodisce gelosamente ai suoi fianchi.

IL DOMINIO DELLA SCUOLA UCRAINA

Sin dalla prima ripresa Usyk ha iniziato a mostrare le sue notevoli qualità tecniche, quelle cioè che hanno permesso alla scuola ucraina di distinguersi nella boxe olimpica degli ultimi anni: eccellente “footwork”, grandi capacità difensive e rapidissimi jab e diretti. Infatti, nonostante i numerosi tentativi di Huck, sono stati pochi i colpi di quest’ultimo ad andare a bersaglio: a parte qualche jab o diretto destro di rimessa che ha sorpreso Usyk, molti dei ganci e montanti al volto o al corpo sono stati smorzati dalla guardia dell’ucraino o addirittura schivati. Già dalla terza ripresa però la supremazia del trentenne di Sinferopoli iniziava a manifestarsi con combinazioni di diretti destri e sinistri al volto del tedesco, arrivando al nono round in un crescendo di intensità che ha costretto diverse volte alle corde un Huck sempre più in difficoltà. Alla decima ripresa l’arbitro è stato costretto ad interrompere l’incontro per KO tecnico, vista l’incapacità di Marco Huck di rispondere alla foga dei montanti e ganci del terribile Usyk.

MACCHINA DA KO

Con quest’ultima vittoria salgono a 13 i match vinti da Usyk, ancora imbattuto tra i professionisti. Ma è soprattutto la percentuale di KO ( 85 % ossia 11 match su 13 ) a rendere l’ucraino uno dei pugili più interessanti per i prossimi anni nei pesi cruiser, e forse il più vicino a raccogliere ( sebbene non rientrante nella categoria dei massimi ) l’eredità lasciata ai boxeur ucraini dal “Dr. Steelhammer”  Klitschko, fresco di ritiro da una carriera agonistica ai vetrici per circa un decennio.

Di Wladimir Klitschko

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