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Borussia Dortmund “über alles”. In Germania si vince puntando sulla linea verde

Pubblicato il 16 aprile 2012 da Elmar Bergonzini
Categorie : Pallone mon amour

Perfino Brian Clough, il tecnico più vincente della storia del calcio inglese, che riuscì a conquistare la Champions League con il Nottingham Forest, squadra che né prima né dopo avrebbe più vinto niente, nella stagione ’82-‘83 fu costretto a mettere le mani avanti, e a disilludere i tifosi che speravano in qualche successo, affermando che “Quest’anno nel Forest l’acne sarà un problema peggiore degli infortuni”. Una squadra troppo giovane per vincere insomma. Ma non tutto il mondo è paese evidentemente. Perché Jürgen Klopp, allenatore del Borussia Dortmund, è riuscito a portare i suoi ragazzi, anzi ragazzini (età media della rosa: 23 anni) alla conquista del secondo campionato consecutivo. Il Dortmund mercoledì scorso ha vinto contro il Bayern Monaco per 1-0 con gol di Robert Lewandowski, attaccante polacco di 23 anni capace di segnare 20 reti in campionato, e che in carriera è già riuscito a laurearsi capocannoniere in tutte le categorie professionistiche della sua nazione d’origine. Domenica scorsa però la squadra di Klopp è riuscita a fare addirittura meglio vincendo in rimonta il derby in trasferta contro lo Schalke per 2-1.
Complice una grave crisi economica il Dortmund ha dovuto vendere fra il 2004 e il 2007 tutti i suoi giocatori più forti per evitare il fallimento, ingaggiando sempre giovani sconosciuti venduti poi alle grandi d’Europa (come Tomas Rosicky all’Arsenal), ma ora la situazione è cambiata: i gioiellini comprati per pochi spicci (Shnji Kagawa, assist man della Bundesliga dopo Ribery, solo 300 mila euro), non vengono ceduti nemmeno per cifre astronomiche, come dimostra l’offerta ufficiale di 40 milioni di euro rifiutata all’Arsenal per il 19enne Mario Goetze, e la squadra ha la possibilità di crescere sempre di più. Superata la crisi economica per il Dortmund l’unico problema da risolvere resta l’acne giovanile che si accanisce sui giallo-neri, ma non possono bastare delle banali bolle a fermare la squadra di Jürgen Klopp, che per il secondo anno di fila si laurea infatti campione di Germania.

Di Elmar Bergonzini

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