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Destre. La Lega (non più) Nord riuscirà a federare le forze identitarie?

Pubblicato il 12 agosto 2017 da Francesco Filipazzi
Categorie : Politica
Matteo Salvini a Porta a Porta con Bruno Vespa

Matteo Salvini a Porta a Porta con Bruno Vespa

Cosa succederà il 17 settembre a Pontida? Anticipazioni e indiscrezioni si sprecano e convergono tutte verso la stessa direzione: Salvini celebrerà l’inizio di una nuova era per la Lega Nord, togliendo dal simbolo la parola “Nord”. Non si sa ancora come si chiamerà il partito, ma sembra scontato che il nome “Lega” rimarrà. Lega dei popoli? Sembre secondo le voci di corridoio, nel simbolo ci sarà anche il nome Salvini e rimarrà la sagoma di Alberto da Giussano.
Dunque, il futuro di questo soggetto lo deciderà il segretario, forte di un’esposizione mediatica e di una forza nei sondaggi senza precedenti nella storia del movimento.
D’altronde il leader ha bisogno di una svolta, di dimostrare di avere una forza maggiore e non localizzata solo al nord, in virtù della sfida apertissima per la leadership del centrodestra. Berlusconi avrebbe gioco facile nello scavalcare un Salvini relegato a fare il Re del Nord.
Quali altre forze politiche potrebbero avvicinarsi dunque alla costruenda (e per ora ipotetica) Lega dei popoli? Al momento Fratelli d’Italia è il partito che appare più alleabile a questo progetto, schierato su posizioni molto simili a quelle di Salvini. Il partito post missino sarebbe una garanzia, anche perché è presente su tutto il territorio nazionale. C’è poi il movimento fittiano, principalmente pugliese, oltre a vari gruppi locali.
E la base storica della Lega Nord Padania? Quelli che della secessione avevano fatto una ragione di vita, probabilmente non la prenderanno bene, anche se la linea salviniana è identitaria e mantiene molti dei cavalli di battaglia della storia leghista, sicurezza e contrasto dell’immigrazione in primis.Va inoltre sottolineato che il 22 ottobre in Lombardia e Veneto andrà in onda un referendum consultivo sull’autonomia regionale, promosso da Zaia e Maroni, ma sostenuto anche dagli altri partiti, fra cui gli stessi Fratelli d’Italia. La linea federalista del movimento salviniano non è quindi in discussione.

@barbadilloit

Di Francesco Filipazzi

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