0

Cultura. La bellezza dell’Italia vista (meglio) dal finestrino del treno

Pubblicato il 11 agosto 2017 da Alfredo Incollingo
Categorie : Scritti

 

giovani treniChilometri e chilometri di binari attraversano il nostro Paese, tra la natura suggestiva e le vestigia del passato. Sono per lo più tratti montani, come ben racconta Paolo Rumiz in “Italia in seconda classe”, o solcano calde e assolate campagne del Meridione, come narra Angelo Mellone nel suo “Meridione a rotaia”. Ci sono i treni alpini, come quelli del Brennero, tra le nevi e i ghiacciai, e le linee ferroviarie che attraversano la pianura del Po e l’Appennino centrale. Il viaggiatore non ha modo di annoiarsi e passa le ore di viaggio ammirando il paesaggio. Purtroppo la maggior parte di queste tratte sono chiuse e abbandonate da anni: i binari arrugginiti e immersi nella vegetazione ricordano l’Italia del passato, speranzosa e gaudente. Le “strade ferrate” erano la speranza di quanti volevano tentare la sorte e vivere altrove la loro fortuna. Le linee ferroviarie all’avanguardia, diritte e sofisticate, affrontano la pianura e, paradossalmente, temono le salite e le montagne di più delle antiche locomotive a vapore. Gagliarde e ostinate le vecchie macchine a carbone sfidavano i venti, la pioggia e gli aspri pendii montani senza mai arrendersi. Per nostra fortuna da anni è in corso un lungo e estenuante lavoro di recupero di questo straordinario patrimonio umano.

 

L’alta ingegneria italiana nelle ferrovie

 

Senza togliere nulla all’Alta Velocità, le vecchie ferrovie sono il fiore all’occhiello dell’ingegneria italiana. Pensiamo alla “Transiberiana d’Italia”, la linea ferroviaria Sulmona – Carpinone, o alla ferrovia del Brennero. Teniamo presente che furono costruite tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. La tecnologia edile era ancora modesta, ma la caparbietà degli ingegneri e degli operai ha fatto sì che attraversassero imperterrite le montagne. Ponti, gallerie, viadotti e paravalanghe permisero alla modernità di arrivare tra gli aspri Appennini e le Alpi a bordo di sbuffanti e testarde locomotive a vapore. Oggi l’Alta Velocità collega in poche ore città distanti centinaia di chilometri, ma teme la natura e al minino ostacolo è pronto a fermarsi.

 

Alla scoperta della Bell’Italia

 

Non c’è solo l’alta ingegneria nelle ferrovie dismesse: il bello regna incontrastato. Queste ferrovie attraversano luoghi suggestivi. Borghi, parchi nazionali e monumenti antichi costellano il paesaggio che dal finestrino si presenta al viaggiatore. In poche ore si attraversano flore e faune diverse e i secoli di storia italiana. Il progetto di recupero delle ferrovie con potenziale turistico nasce dalla costatazione del loro valore materiale e ideale.

 

Il turismo ferroviario.

 

Per tali ragioni è stato indispensabile difendere e recuperare questo patrimonio umano che avrebbe rischiato di essere smantellato. Decine di associazioni culturali locali e nazionali hanno agito affinché si valorizzassero questi reperti dell’ingegno italiano. Il turismo su rotaia è in crescita e ciò è testimoniato dall’esigenza di regolamentazione. Era necessario non solo stabilire delle regole di gestione delle linee, ma anche un rapporto tra queste realtà associative e lo Stato per avere i mezzi e le risorse necessarie in futuro.

 

La legge sulle ferrovie turistiche

 

Il 2 agosto il Senato ha approvato il decreto legge 2670, che ufficialmente riconosce le ferrovie a scopo turistico: secondo una precisa classificazione è possibile individuare le tratte ferroviarie con valore archeologico o naturalistico. Con grande soddisfazione del Ministro della Cultura Dario Franceschini, la Camera e il Senato hanno soddisfatto le richieste di quanti chiedevano un’azione unitaria ai fini della promozione del turismo su rotaia.

 

Un progetto per il locale

 

La nuova normativa non ha una risonanza prettamente nazionale: a giovarne è soprattutto il locale. La legge certifica il ruolo fondamentale delle associazioni culturali nella gestione delle ferrovie a scopo turistico. Questa cogestione consente di mettere in risalto le caratteristiche naturali e umane del territorio. Lo Stato garantirà supporto logistico, ma ogni ferrovia esprimerà indipendentemente le proprie peculiarità.

@barbadilloit

 

 

 

Di Alfredo Incollingo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>