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Il caso Genova. La nomina di Luca Bizzarri e la miopia delle destre sulla cultura

Pubblicato il 9 agosto 2017 da Augusto Grandi
Categorie : Politica
Luca Bizzarri quando imitava in un siparietto di cattivo gusto i marò

Luca Bizzarri quando imitava in un siparietto di cattivo gusto i marò

La nomina del comico Luca Bizzarri al vertice di una prestigiosa istituzione culturale genovese ha scatenato le polemiche dei potenziali elettori del centro destra. Che, al contrario, dovrebbero essere grati a Toti ed al neo sindaco di Genova per aver fatto chiarezza. Il voto all’eventuale coalizione di centro destra non cambierà assolutamente nulla. La cultura, che è alla base della concezione della società, resterà quella di adesso, affidata alla sinistra politicamente corretta, quella del buonismo, dell’accoglienza, delle banalità e dei luoghi comuni. Toti come Burlando, intercambiabili, identici. Non ha alcuna importanza se il comico si rivelerà abile nel presiedere Palazzo Ducale. È la logica che ha portato alla scelta che deve far riflettere. O Toti e compagni sono semplicemente ignoranti e succubi di una sinistra intellettuale che rappresenta il vuoto cosmico ma che lo sa vendere bene, oppure il centro destra ligure non è in grado di esprimere una sola figura di intellettuale preparato. In ogni caso non si capisce perché si dovrebbe votare per un simile schieramento incapace di far crescere persone di cultura o incapace di valorizzarle e difenderle dagli assalti dei mass media di servizio. Non si sa cosa sia peggio. Si rinuncia consapevolmente a svolgere qualsiasi ruolo di indirizzo culturale. Ma di fronte a queste scelte diventa comprensibile il tentativo di riproporre la solita ammucchiata, con Alfano, Lupi, i ciellini e gli sciolti civici. Tutti insieme per conquistare le poltrone e garantire che nulla cambierà. Per avere un comico genovese in ruoli di responsabilità, basta Grillo. Non c’è alcun bisogno delle manfrine di Toti e dei suoi compagnucci della parrocchietta. Il centro destra punta a vincere solo grazie al disgusto provocato dal Pd. Per poi governare esattamente come il Pd. Senza neppure il coraggio di imitare Minniti ma, piuttosto, allineandosi con i catcom come Del Rio. Pronti ad accordi con il bugiardissimo, d’altronde le scelte sono le medesime.

@barbadilloit

Di Augusto Grandi

7 risposte a Il caso Genova. La nomina di Luca Bizzarri e la miopia delle destre sulla cultura

  1. Centrodestra e centrosinistra in Italia, formano il “Partito Radicale di Massa” di cui nel 1978 parlò il filosofo Augusto Del Noce, per cui non bisogna sorprendersi se una giunta regionale di centrodestra nomini un tizio come quello a capo di un’associazione culturale. Un tizio che è stato per anni co-conduttore assieme al suo socio, di un programma, Le Iene, che è una specie di programma televisivo che in molte occasioni fa molta propaganda progressista e antiproibizionista.

    Tutta la politica italiana è di fatto impregnata di ideologia radicale o radicalista, ovvero politicamente di sinistra (specie sulle questioni etico-sociali) e di destra sulle questioni economiche (iperliberista), un ibrido pericolosissimo e devastante.

  2. Si parlava qualche tempo fa, sempre su Barbadillo, di come fosse cruciale per il mondo che si oppone ai globalisti-immigrazionisti-internazionalisti iniziare a prendersi degli spazi nel mondo della cultura che conta, rompendo un’egemonia ingiustificata e che dura da troppo tempo.
    Beh, pare che fosse tutto fiato sprecato.
    Ritenevo Toti uno dei migliori in quel minestrone trasformista che è FI. Mi sbagliavo.

  3. Una volta in Inghilterra si diceva che l’unica differenza tra i Tories ed i Whigs era che gli uni si alcolizzavano con il vinho de Madeira, gli altri con il vinho do Porto…Perchè stupirci più di tanto…? La partitocrazia crea un abito mentale ancora più che alleanze ed interscambi di favori e complicità…

  4. Luca Bizzarri scrive anche per Il Foglio. Se è di sinistra, è di una sinistra intelligente e, quindi, più vicina alla destra effettiva che alla sinistra mediatica di Boldrini, Bersani, D’Alema & co.

  5. Su Luca Bizzarri si legge in Wikipedia: “Dal punto di vista politico, si è dichiarato più volte simpatizzante dei Radicali Italiani”.

  6. È ovvio che l’estensore dell’articolo ignori chi sia Luca Bizzarri.

  7. Pingback: Libera Opinione » La miopia delle destre sulla cultura

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