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Difesa. Ufficiali PI e corsi di video editing per avvicinare le Forze Armate al pubblico

Pubblicato il 15 giugno 2017 da Marco Petrelli
Categorie : Cronache Cultura

1111E’ la WebTV dell’Aeronautica Militare ad annunciare lo svolgimento, nella seconda settimana di giugno, di un corso di formazione di fotografia, giornalismo e video editing alla Scuola Marescialli di Viterbo. Un corso articolato in tecniche di ripresa, studio e utilizzo di fotocamere e di videocamere professionali, apprendimento delle nozioni relative all’editing per garantire lo sviluppo di prodotti editoriali di sempre maggiore qualità a beneficio della Forza Armata.

Media Aeronautica che, ormai da alcuni anni, è presente sul web sia con sito internet e Tv streaming, sia con profili socials che macinano likes e followers, da Facebook a Instagram passando per Twitter. Ma non è l’unica a farlo, perché anche le altre FFAA hanno puntato sulla rete quale viatico per presentarsi e farsi conoscere al pubblico.

Giornalismo militare? Gli uffici di pubblica informazione e gli studi di produzione di materiale multimediale sono ormai una realtà consolidata nel mondo militare, capace di tessere relazioni sia con le altre istituzioni dello Stato, sia con gli organi di informazione. Esiste anche un premio di giornalismo internazionale per gli operatori dell’informazione in grigioverde, dedicato al capitano Massimo Ficuciello, ufficiale PI fra le 19 vittime della strage di Nassiriya del 2003.

War reporter e soldati Se la PI diventasse una specialità al pari del “corso pattugliatore scelto”, quale sarà il futuro dei media nei teatri operativi? La diffusione di smartphone e tablet ha già, di per sé, reso l’universo più piccolo: una connessione e qualche immagine ripresa velocemente ed ecco che, chiunque, può improvvisarsi reporter. Inoltre, in alcuni eserciti, testate giornalistiche come Stars&Stripes esistono da tempo e producono contributi non diversi da quelli dei giornali “civili” e che, al pari dei quotidiani che trovi in edicola, hanno una propria linea editoriale. Tuttavia, non bisogna dimenticare che a fare la  differenza è la qualità della news e il modo in cui viene confezionata, dunque nessun problema di concorrenza semmai soltanto un sano, democratico pluralismo dell’informazione.

@barbadilloit

@marco_petrelli

Di Marco Petrelli

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