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Aeronautica. Avieri di leva con la “piatta”. Il comandante Vai: “A Viterbo siamo la VAM”

Pubblicato il 29 maggio 2017 da Marco Petrelli
Categorie : Cronache Cultura
A sinistra: il colonnello pilota Roger Michele Vai, comandante la SMAM, stringe la mano ad un esponente dell'Associazione Arma Aeronautica nel corso del Raduno VAM.

A sinistra: il colonnello pilota Roger Michele Vai durante l’incontro con gli avieri della VAM

Ancora oggi è difficile che un tassista sappia dove si trovi la Scuola Marescialli Aeronautica Militare; diverso se la si chiama col suo vecchio nome: la VAM. Sì, qui a Viterbo la si conosce così, segno del legame profondo che c’è stato fra Vigilanza Aeronautica Militare e la città” commenta il colonnello pilota Roger Michele Vai, comandante della Scuola Marescialli Aeronautica Militare, introducendo il 7° raduno degli iscritti ANVAM (Associazione Nazionale Vigilanza Aeronautica Militare).

Un’idea, quella di ritrovarsi ogni anno, nata qualche tempo fa:

“Venne ad alcuni di noi nel 2011 – spiega Oscar, recluta nel 1967 – poi, l’anno successivo, era già in linea la ANVAM e oggi eccoci qui, a celebrare il settimo appuntamento nel luogo che un tempo era il centro di addestramento della VAM. Sì, è un po’ cambiato: restano uguali ingresso e casermone a lato; per il resto molte delle cose che trovi qui, ai miei tempi non c’erano proprio!

Evoluzione dell'uniforme: a destra, la divisa degli Anni Sessanta.

A destra, la divisa degli Anni Sessanta.

A metà fra base militare e campus universitario, la SMAM di Viterbo è un luogo accogliente per essere, in fondo, una caserma: molto verde, strutture nuove, pulizia, serenità e i “maresciallini” (come li chiamano gli avieri di leva) che passano a cadenza di marcia, alcuni in tuta da ginnastica, altri in uniforme di servizio.

Un grido: “i VAM hanno la piatta, non il basco!” Ogni gruppo umano ha le sue tradizioni e, anche in seno alla medesima comunità, il rivaleggiare e lo sfottersi sono elementi che proprio non possono mancare. Ma cos’è la piatta? Dalle informazioni carpite è il berretto con visiera che, fino a prima dell’adozione del basco grigio-azzurro, era indossato in tutti i servizi e non solo in quelli d’onore o nella libera uscita. Si impara molto a frequentare i militari di leva, detentori di un piccolo tesoro di conoscenze che ha rischiato di scomparire insieme ai grossi centri di addestramento oggi riconvertiti o, in altri casi, caduti in disuso come accaduto a Falconara Marittima (AN) alla Caserma CAR del Reggimento “Venezia” dell’EI e al vicino distaccamento aeroportuale dell’AM… Ma anche a questo servono i raduni delle associazioni combattentistiche: a Viterbo, infatti, non mancano familiari, amici e giornalisti

L'attestato firmato dal colonnello pilota Roger Michele Vai consegnato da quest'ultimo ai "radunisti".

L’attestato firmato dal colonnello pilota Roger Michele Vai consegnato da quest’ultimo ai “radunisti”.

che si trovano immersi in una atmosfera a tratti surreale. Infatti, memori dei brutti racconti di ex militari e cronisti sulla leva, pensare che per questi “ragazzacci” la coscrizione obbligatoria sia stato così importante aiuta a isolare, nella mente, i pregiudizi dalla realtà. Certo, episodi violenti allora non mancarono ma il servizio fu, almeno per i convenuti, la prima esperienza fuori casa in tempi in cui internet era fantascienza e il low cost una parola aliena. Un viaggio, dunque, che per gli avieri della VAM non si è interrotto nel 2005 perché lo spirito di amicizia, di cameratismo e la voglia di stare insieme li ha spinti a ritrovarsi ancora e non solo all’appuntamento annuale. Qualche giorno fa, infatti, all’Air Show di Pisa l’Arma Azzurra ha coinvolto gli Avieri in congedo dell’ANVAM nel garantire l’ordine pubblico. Fiducia che nasce dal rispetto, rispetto che affonda le radici in una professionalità allora scandita dal “passo!”, oggi rilanciata da un sonoro “Ghere Ghere Ghez… GHEZ”!

@barbadilloit

@marco_petrelli

Di Marco Petrelli

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