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Cultura. Nasce la rivista “L’interesse nazionale”, l’intervento di Fusaro

Pubblicato il 20 maggio 2017 da Obafemi Martins
Categorie : Cultura

 

Diego Fusaro, filosofo i cui scritti trovano punti in comune con le battaglie di Salvini

E’ online, con i primi contributi – tra tutti – di Diego Fusaro, Alessandro Montanari e Claudio Messora, la rivista “L’interesse nazionale“, contenitore, laboratorio metaculturale e approdo sicuro di chi antepone il concetto di sovranità nazionale al resto. Chiara è la volontà di superare la storica dicotomia destra-sinistra in nome di un fine unitario e anti-establishment, critico verso il neoliberismo e la macchina del politicamente corretto. L’humus? Per il sito la soluzione è interpretare tanto Gentile quanto Gramsci in chiave di interesse nazionale, appunto.

Riportiamo l’intervento di Diego Fusaro, in difesa della lingua italiana:

“È ora di reagire all’imperversante tirannia della lingua inglese, emblema della mondializzazione dei corpi e delle menti. È giunto il momento di opporsi criticamente all’invasività dell’inglese coatto dei mercati e dello spread, della spending review e dell’austerity. Apoteosi dell’ “esterofilia” e dell’ “apatriottismo” – parole che prendo in prestito dal Gramsci dei “Quaderni” -, l’inglese operazionale dei mercati nulla ha, ovviamente, a che vedere con l’inglese culturale di Wilde e di Shakespeare: è, al contrario, un inglese aprospettico e asimbolico, che gli inglesi stessi, con giusto disprezzo, chiamano “globish”. L’inglese – si dice – dovrebbe servire a porre in dialogo le culture e favorirne il confronto: il suo obiettivo è, invece, oggi l’annichilimento delle culture e delle identità nazionali, di modo che sopravviva un’unica cultura, quella dello scambio e dell’economia. Che è, poi, l’annullamento della cultura, se è vero, come è vero, che essa può esistere solo nella pluralità delle culture in dialogo tra loro. Non v’è dialogo ove i plurali siano meri riflessi del medesimo, del consumatore apolide e asimbolico. Si crea, anzi, un monologo di massa fintamente multiculturale, che tutto riduce al “monocromatismo assoluto” (Hegel) della società a capitalismo integrale e a pluralità livellata. L’uso coatto della lingua inglese – diciamolo senza perifrasi – serve oggi a rendere subalterni i popoli, conferendo, come con il latinorum, un’aura di sacralità autorevole alle scelte irresponsabili delle politiche neoliberiste (spending review and austerity), presentandole come necessitate, sistemiche, oggettive e addirittura intrinsecamente buone. Riprendiamoci dunque la nostra lingua e, con essa, la nostra dignità sovrana: parliamo italiano e dialoghiamo con le altre culture senza obliare la nostra. Di qui occorre ripartire per un riscatto dei popoli. Nelle lingue nazionali, ce l’ha insegnato Herder, è da ravvisare lo scrigno in cui sono custoditi i tesori delle civiltà, i beni più preziosi del nostro passato”.

@barbadillo.it

ò

Di Obafemi Martins

24 risposte a Cultura. Nasce la rivista “L’interesse nazionale”, l’intervento di Fusaro

  1. È perfetto , ma questo intendimento, questa analisi perfetta tra Gentile e Gramsci deve essere sorretto da ben altro.
    A quando il motto ‘…mai mai più la mia gente dovrà soffrire, mai mai più senza fucile …?

  2. Temo che i numerosi interventi di Felice sul tema destra-sinistra gli diano ragione. Almeno dopo il fallimento del FN in Francia di sfondare a sinistra e che l’ha visto invece raccogliere ben poco di quel bacino elettorale. Ogni cultura politica ha la sua storia e, se è vero che destra e sinistra hanno nessun senso per i globalisti/mondialisti, è altrettanto vero che alla base ce l’ha eccome. Il fatto positivo è che si abbattano i muri delle divisioni ideologiche e si torni a dialogare senza preconcetti con tutti. Però temo che un fronte al di là della destra e della sinistra, sia inattuabile. Ciò detto faccio i migliori auguri a Fusaro e soci per la loro avventura, sperando riescano a smentirmi.

  3. Catilina purtroppo sono gli intellettuali stessi che facendosi Avanguardia, devono cercare l’egemonia attraverso la creazione di un “partito rivoluzionario”… Della serie che finchè non saranno loro per primi a mettersi in gioco non solo intellettualmente, ma anche praticamente e non intendo attraverso un partito diciamo parlamentare istituzionale, ma attraverso la creazione di una “fazione” rivoluzionaria, popolare e gerarchica allo stesso tempo e mettendo in campo una prassi rivoluzionaria coerente e attiva, trasversale ed aggressiva, allora non caveremo un ragno dal buco… Gramsci e Gentile non erano solo attivi in ambito intellettuale, è questo che manca agli intellettuali odierni, tante belle parole, tanti buoni propositi, ma all’atto pratico poca AZIONE.. Fusaro è un ottimo elemento, anche se non alla pari del suo maestro Costanzo Preve, però finchè si parla di leninismo, sovranità, egemonia etc senza mettere in pratica tali idee, rimangono discorsi fra di noi, fra addetti ai lavori, che non influenzano per nulla la realtà, anche perchè sappiamo bene chi sono i veri “padroni del discorso”… Ed oggi come ieri i fucili, se non coordinati ed indirizzati dall’alto, da un elite rivoluzionaria, servono a poco… Bisogna stringere alleanze internazionali, con i paesi che sfidano l’egemonia occidentale, e creare delle cellule di liberazione nazionale, un rete rivoluzionaria, dei movimenti ben organizzati e che richiedano una partecipazione non solo attiva, ma dettata da principi di fedeltà e rigore assoluti, come ordini religiosi, capisci cosa intendo… L’ultima Rivoluzione è stata quella in Iran, contro un potere sorretto dalle più grandi lobby e poteri internazionali, una Rivoluzione che fu guidata dall’esterno e dall’interno contemporaneamente, con l’uso anche di canali come quello delle cassettine audio, oggi magari ci sarebbero altri supporti tecnologici, ma l’impianto strategico dovrebbe essere lo stesso, nel “Taccuino persiano” di Foucault sono descritte bene certe dinamiche e di come si formò quella che lo stesso Foucault descrisse come la prima Rivoluzione religiosa della storia moderna, ecco questo secondo me l’esempio da seguire, se non si da un carattere diciamo spirituale, di qualsiasi tipo intendo, e se non si fornisce un MITO alla Rivoluzione che possa coinvolgere le masse, come per esempio fece lo stesso Fascismo ma anche il Comunismo, è difficile dare un senso, una direzione al “potenziale rivoluzionario” che purtroppo non vedo molto presente nella nostra insipida ed annacquata società… Quindi il Mito fondante della Rivoluzione deve essere ancora più forte di quelli del passato…

  4. Stefano è chiaro che la mia era ‘una provocazione ‘ so bene che senza una Élite senza una Avanguardia Rivoluzionaria motivata ideologicamente e culturalmente parlando non si va da nessuna parte. Ha ragione anche TarwaTer dicendo che il fronte destro/sinistro mondialista è molto più motivato e compatto del fronte sinistra/destra antiglobalista ed ha sicuramente più mezzi.
    La mia provocazione dettata da profonda nostalgia per gli intellettuali ‘armati politicamente’ del nostro 800 e 900 oggi mancano all’appello ma anche ve ne fossero mancherebbe la massa d’appoggio motivata al processo riloluzionario per come la intendevano Mussolini e Lenin.
    Ho usato le parole di un vecchio brano di Terza Posizione di fine anni 70 dedicato alla Rivoluzione Sandinista in Nicaragua per questa provocazione innocente. Qui da noi non vola manco uno schiaffo ne’ uno sputo,ed i fucili al massimo sono quelli ad acqua.

  5. I sandinisti del Nicaragua? Ladri matricolati…

  6. Invece il dittatore Somoza era un innocente filantropo che perseguiva solo l’interesse nazionale ..

  7. Il problema degli intellettuali (penso soprattutto agli scrittori, ai poeti, ma anche afilosofii e teologi) prestati alla politica è che dopo 50 anni si rivelano praticamente inservibili e comunque apprezzabili più per la loro produzione non attinente al campo politico. Junger ne è un chiaro esempio. Questo naturalmente non significa che l’intellettuale non possa e non debba portare avanti una critica etc Semplicemente non confondiamo intellettuale ed ideolovale. Del primo, se vale, resterà memoria, del secondo al massimo resterà un nome da citare o un idolo per conventicole.

  8. *ideologo, non ideovale

  9. Somoza non era un filantropo, ma con i sandinisti è arrivata l’impunità per i violentatori di minorenni, i ladri, i corrotti, gli amici degli “amici” piduisti di Catalina…Con Somoza Managua era una città moderna, adesso è il Terzo Mondo decadente comunistoide… Destra con destra, sinistra con sinistra sempre, no ai contuberni liberticidi fasciobolscevichi…

  10. Catalina. E non mescolare Mussolini con quella bestia di Lenin…

  11. Saper pensare “congiuntamente” quello che fino a ieri era pensato contraddittoriamente.
    A.De Benoist lo sostiense da metà degli anni 70 , Fusaro allievo di Costanzo Preve lo sostiene solo oggi.
    Il Fascismo invece di parlare di questa semplice verità , la praticava.
    Il Fascismo era Idea a Azione.

  12. Ah ah Managua con Somoza era una Città moderna ah ah.La peggiore oligarchie filo yankee che amava massacrare contadini e povera gente…Ma d’altra parte lo faceva anche Cialdini.
    Felice e contento, tieniti pure nel tuo Pantheon Somoza ,Reza Pahlaví, il Boia Videla,Bava Beccaris ecc.
    Io preferisco Sandino, Peron , la Rivolunione Khomeinista, ed ai tuoi militari autocritica e deideloggizzati perfino Gaetano Bresci ‘sterminatore di Re’…
    Io preferisco il Fasciamo Immenso e Rosso ai tuoi sproloqui reazionari di destra e mi piacciono o popoli armati e mobilitati…

  13. Dedicata al Padre di Sandino..

    270 Bis – Il poeta
    Lui parlava di rivoluzione con le parole più belle
    Noi eravamo stupiti nel sentirlo cantare
    Con le parole più belle, con le parole migliori
    I sentimenti che tutti noi sentivamo!

    Lui parlava di verdi colline e di labbra melograno
    E parlava di guerra come di fare l’amore
    Come fosse lo stesso, quasi fosse migliore
    E ci diceva di ammazzare i potenti!

    E io proprio non ci credevo quando lo vidi in teatro
    Agitare quell’arma e gridare alla platea:
    «È dovere degli uomini liberi uccidere i tiranni!»

    Tu non ci crederai, ma lo fece davvero
    E sorrideva davvero quando venne schiacciato
    Dalle guardie del corpo, da quei cani da guardia
    Sotto il calcio dei mitra, sotto i loro scarponi!

    Per vendicare il loro vecchio padrone
    E gli spezzarono tutte le dita perché non scrivesse canzoni
    E gli spezzarono i denti perché non potesse cantare!

    Ma restavano gli occhi e li potevamo vedere
    Lui li guardava e li lasciava stupiti
    Quando arrivò il capitano si svuotò la platea
    Ed io solo rimasi a fissarlo atterrito!

    Lui freddamente gli sparò nella nuca
    E per strada gridarono tutti: «Hanno ammazzato il poeta!»
    «Hanno ammazzato, hanno ammazzato il poeta!»
    «Hanno ammazzato, hanno ammazzato il poeta!»

  14. Invece di copiare incollare le scemenze da internet per farvi in conoscitori di chissà cosa è gente che fa funzionare il cervello vedete di capire che l’azione di personaggi come Fusaro come cinque stelle eccetera sono l’unica soluzione per un popolo che non in grado non solo di pensare in modo sociale evitando che i propri concittadini possono crepare di fame e altri problemi perché non hanno manco i soldi di pagarsi cure mediche, ma neanche di rivoluzionare il proprio modo di essere per dare un vero futuro ai propri figli senza tumori come la nuova nobiltà menefreghista che governa e tutti gli altri menefreghisti che pensano a sistemarsi sbattendo se ne altamente di chi prendono per i fondelli/ manipolano trattandoli anche come creature inferiori solo perché a loro differenze non hanno conoscenze e mafia a cui affidarsi per avanzare nella società… quando in futuro studieranno questo periodo ringrazieranno Dio di non esserci vissuti e ringrazieranno proprio i personaggi che malgrado tutti Inciocchi dissensi hanno permesso l’evoluzione degli italiani!!!

  15. risulta difficile pensare ad una prossima rivoluzione delle “masse”, in quanto il loro tempo è scaduto, l’occasione consumata dal tempo, dietro l’ambizione dei privilegi della terza classe.
    le masse sono inebetite completamente da anni di lavaggi di cervello, gli occhi fissi sullo schermo dello smartphone, insieme al dito, i cui movimenti scivolanti sul display, rimangono l’unica azione di audacia del homo sapiens sapiens.
    Un grande cambiamento ci deve essere, qualcosa di forte e inappellabile, ma scaturito dall’alto, manifestatosi magari con quell’ elitè di cui si parla.
    se dovesse spettarci qualcosa di proveniente dal basso, si darebbe luogo alle peggio ipotesi di futuri apocalittici, dove regnerebbe l’assoluta anarchia, nel senso più negativo del termine.
    non si esclude , ma non si spera, una tale degenerazione, come punto di non ritorno per il grande cambiamento.

  16. Piuttosto insegnamo l’inglese (quello vero) a tutti… Altrimenti sarebbe come vivere al tempo dell’Impero di Roma e non conoscere il latino…

  17. Catilina. Mi sa che tu del fascismo non hai mai capito nulla. Torna a cuccia…

  18. Felice a Cuccia torna tu, Felice e Contento che se c’era un posto ad Auschwitz era tutto tuo …

  19. X Rosen

    C’è un detto volgare del mondo cattolico che recita ‘ Aiutati che dio Ti aiuta ‘ …
    Dall’ Alto si manifesta ben poco se dal basso tali Forze non vengono evocate e solitamente servono Sacrifici. Inoltre tra Élite culturali e eventuali popoli mobilitati servono le cosidette cinghie di distribuzione ovvero i quadri militanti i recettori che sappiano veicolare verso il basso le analisi e le Idee Forza Evocate dalle Élite Intellettuali.
    Il dramma del nostro tempo è che ci sono le analisi ( Fusaro Veneziani De Benoit DUghin ) ci sono pure probabili Idee Forza ( la deriva populista ha il Sovranuata che può essere un ottimo viatico di liberazione ) ma mancano a parte poche giovanili formazioni i quadri intermedi e manca la massa d’appoggio mobilitata da sotto .Senza tute queste condizioni ‘ dio o meglio gli Dei ‘ non aiutano nessuno se non sei in grado intanto di aiutarti da te stesso … Negli ultimi tre secoli avevamo tutte queste condizioni… Oggi abbiamo troppe persone ‘Felici e Contente ‘….

  20. Sovranismo non ‘ Sovranauta ‘ …

  21. Catilina. Se ti afferra il fantasma dello zio Adolfo forse non ad Auschwitz, ma a Dachau ci finisci di sicuro. Poi vai a raccontargli dell’Euroasianismo, di Gaetano Bresci e di Lenin…

  22. Con tutto il rispetto, ma Diego Fusaro è un giovanotto laureato in Filosofia, non un filosofo….

  23. Zio Adolfo ai moderati di destra ha fatto fare una brutta fine la stessa che fece fare il Duce ai venticinqueluglisti a Verona …
    In quanto a Fusaro discepolo di Costanzo Preve e’ vero che è un giovane filosofo ma le sue posizioni sono condivisibili al 100 x 100.
    Serve qualcuno o più di qualcuno che renda quel pensiero ; e non solo quello di Fusaro semplicemente Azione…
    Ricordi Mazzini Pensiero e Azione …?
    Ricordi D’Annunzio e Marinetti ?
    Filippo Corridoni ?
    Cinghie di trasmissione verso il basso, linee di crisi portate alle estreme conseguenze e soprattutto Uomini della Tradizione che sappiano fungere da detonatore, non certo le mezze cartucce dei politicanti di professione ammalati di democrazia a cui le destre populiste si affidano ….
    Leggi un po’ di Junger che qualcuno a commentato come pensatore inconcludente.
    Lui che ha scritto le Tempeste d’Acciao mentre ballava sulle mine ….
    Ne avessimo di questi Intellettuali inconcludenti….

  24. Jünger, politicamente parlando, fu un riassunto di contraddizioni…

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