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Libri. “La memoria del Leone” di Prosperi: una spy story da fantascienza

Pubblicato il 19 maggio 2017 da Max Gobbo
Categorie : Libri

COP_segret_extra_2_prosperi-coverCon il secondo numero della nuova collana “Segretissimo Extra”, Mondadori offre un romanzo da ritenersi interessante per vari motivi. In primis la firma cui si deve il libro, Pierfrancesco Prosperi autore di talento ed esperienza dotato di una notevole poliedricità essendosi destreggiato con successo in diversi generi letterari. Poi il tema affrontato dal romanzo che, nonostante il titolo e la collana di riferimento dedicata notoriamente al giallo, allo spionaggio, al thriller e al noir e brillando per la pronunciata carica d’azione, stavolta si pone in un’ottica piuttosto nuova. In effetti la storia, scritta e orchestrata con abilità da consumato narratore, presenta sì, tutti gli elementi dei generi di cui sopra, ma si prefigura, in modo dissimulato ma non troppo, come un romanzo dal carattere fantascientifico. D’altronde la bibliografia dell’autore non lascia adito a dubbi riguardo il suo genoma letterario di scrittore votato al fantastico con una predilezione per la fantascienza e in particolare per la sua branca detta ucronia.
E qui qualche aficionados delle trame tutte complotti internazionali e adrenalina potrebbe essere tentato di storcere il naso. Ma come, una spy story ad alta tensione dal retrogusto fantascientifico? Pur tuttavia la cosa non deve stupire più di tanto: d’altra parte in quanti film di James Bond il cattivo di turno alla guida di organizzazioni super segrete in stile SPECTRE ricatta i governi mondiali con dispositivi e armi che non sfigurerebbero in un episodio di “Star Wars” ?
Sta di fatto che non di rado il leitmotiv di tanti romanzi e pellicole appartenenti al filone di cui sopra, presentano elementi tipici della science fiction. Non fa eccezione, naturalmente, “La memoria del Leone” agile e scorrevolissimo (si legge d’un fiato) romanzo nel più puro stile spionistico che pare ammiccare appunto ai capolavori del genere, ma che ha l’indubbio pregio di presentarsi, all’interno di un filone dominato da anglosassoni, con un carattere spiccatamente italiano.
Infatti l’architettura del romanzo è quella d’una spy story del secolo XXI, caratterizzata d’azioni spettacolari condotte nei maggiori teatri di crisi del globo, misteri, e intrighi da far impallidire lavori congeneri targati stelle e strisce. In più, ma questo è uno dei motivi ricorrenti in questo filone, non mancano episodi pruriginosi tra l’audace e virile protagonista e la fascinosa e procace agente del controspionaggio che gli fa da spalla.
Tuttavia Prosperi non è tipo da lasciarsi ingabbiare dai cliché tipici dei generi su indicati. Infatti riesce a schivarli – quando inutili – con l’abilità d’un matador, ricuperandoli poi al momento più opportuno a vantaggio d’una narrazione a un tempo scaltra e accorta. Il risultato è un riuscito mix tra elementi usuali nelle storie di spionaggio, e caratterizzazioni fantascientifica e fantapolitica (due dei cavalli di battaglia dell’autore). Gli aspetti storici o meglio fantastorici non mancano. Prosperi tira in ballo personaggi che fanno il verso, chiaramente, a uomini politici contemporanei alle prese con una vicenda al cardiopalma. Di più, la sua fantasia portentosa, ripesca dalle pagine ingiallite di vecchi reportage e articoli giornalistici la figura controversa di Ettore Majorana, il famoso matematico siciliano collaboratore di Fermi, scomparso in circostanze misteriose nel 1938 (come noto, della vicenda scriverà anche Leonardo Sciascia nel suo saggio “La scomparsa di Majorana”, Einaudi, 1975). Sullo sfondo una crisi mondiale senza precedenti in cui le maggiori potenze sono impegnate in una partita a scacchi con un’organizzazione segreta e criminale che le tiene in scacco minacciando di annientare una metropoli con una bomba all’antimateria. Tra duelli mortali, agguati e scene da tenere col fiato sospeso anche il più scaltro e consumato dei lettori, Pierfrancesco Prosperi con i suoi personaggi, primo fra tutti l’imprevedibile agente segreto del MOSSAD Stefano Leone, già vittima d’un condizionamento in stile “Candidato Manciuriano”, inscena un thriller spionistico avvincente che per certi versi ricorda il famoso “Operazione Tuono” (“Thunderball”, 1961), del grande Ian Fleming. Che dire di più? Andate a comprarlo!

Dalla quarta di copertina
Stefano Leone, agente israeliano sotto copertura, è tornato. Dopo essere sparito nel nulla all’aeroporto di New York e poi riapparso su un peschereccio al largo dell’Uruguay, nella sua memoria resta un buco di ventiquattro giorni. Un’ipotesi plausibile è che sia stato tenuto prigioniero e sottoposto a trattamenti di riprogrammazione finalizzati a utilizzarlo contro i suoi stessi datori di lavoro. Per questo il MOSSAD non si fida al cento per cento e monitora ogni sua azione. Intanto le
forze di sicurezza sono in allerta a livello planetario: un’organizzazione è in possesso di un ordigno avanzatissimo, il cui impiego potrebbe trasformare un’intera regione in un immenso cratere, come per l’impatto di un meteorite. Se l’esplosione avvenisse non in una landa desolata, ma in un centro nevralgico, pulsante di vita, avrebbe conseguenze apocalittiche da cui nessun paese saprebbe risollevarsi. E sarà proprio lui, Stefano Leone, ad avere un ruolo insospettabile nell’intrigo mentre segue una pista per ricostruire gli eventi del suo blackout. Una pista che conduce all’arma definitiva, pronta a colpire al cuore il mondo occidentale.

Il libro contiene anche il racconto “Lex – Guerra intestina” di Errico Passaro, una vecchia conoscenza dei lettori di Segretissimo (“Lex- Inverno arabo”, 2014), nonché penna valentissima cui si debbono numerosi romanzi d’ottimo livello che spaziano fra più generi. La storia qui presentata (che fa parte dell’universo narrativo in chiave spionistica dell’autore) brilla per inventiva, suspense e scene d’azione; quest’ultime descritte, come pure i personaggi, con perizia magistrale.

“La memoria del Leone”, Pierfrancesco Prosperi, (pp. 182, Mondadori)

Di Max Gobbo

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