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La lettera di Marion Le Pen. Ecco perché lascio la politica

Pubblicato il 10 maggio 2017 da Marion Maréchal-Le Pen
Categorie : Esteri Politica
Marion Le Pen

Marion Le Pen

Cari compatrioti, cari militanti e amici,

Vi scrivo oggi per dirvi che non mi candiderò alle elezioni legislative nella 3ème circonscription de Vaucluse. Con questa lettera, vorrei spiegare direttamente le mie ragioni, in nome deilegami che ci uniscono. Legami di fiducia, di rispetto, di lavoro, di amicizie, che mi sono cari.
Alcune indiscrezioni sull’eventualità del mio ritiro purtroppo hanno suscitato la pubblicazione di articoli di stampa. Messa di fronte al fatto compiuto, non volevo in nessun caso nuocere alla campagna di Marine Le Pen e alla campagna nazionale, quindi ho preferito smentire la notizia. Volevo evitare a tutti i costi che questo annuncio influenzasse il dibattito presidenziale, facendo perdere un’ora preziosa per spiegazioni alla nostra candidata e ai nostri dirigenti e ai nostri militanti. Le mie intenzioni erano buone, spero che lo capirete e mi perdonerete.

So che la mia decisione comporterà dell’incomprensione e della delusione per alcuni, io non sono indifferente o lontano da qui. Sebbene sia una vera e propria lacerazione affettiva per me, non avrei mai fatto questa scelta se non mi pareva giusta e necessaria. La mia decisione si impone alla per motivi personali e politici.

Motivi personali

Marion Marechal-Le Pen

Marion Marechal-Le Pen

Motivi personali prima perché ho la responsbailità di un’anima da quasi tre anni. Nei primi anni di vita, così preziosi, le sono mancata tantissimo ed è mancata terribilmente anche a me. E’ essenziale che abbia più tempo da consacrarle.

Inoltre, non ho mai rinunciato all’idea di lasciare un giorno o l’altro il mondo politico per un’esperienza nella vita civile. Amo il mondo dell’impresa, non ho mai smesso di difenderlo durante il mio mandato e aspiro oggi a lavorarci. Questa aspirazione era presente fin dalla mia campagna elettorale nel 2012. Conoscete la mia storia, questo mondo politico è mio da sempre. Ho 27 anni e sono fermamente convinta che se non ne esco ora, non ne uscirà mai. Un certo numero di media mi presentano con  un destino simile nonché animata da ambizioni divoranti, ma rifiuto di rinchiudermi nel loro schema.

Ragioni politiche

Ragioni politiche poi, perché io sono come voi, credo che l’epoca dei politici disconnessi del reale con decenni di mandato elettivo alle spalle è finita. Se vogliamo restituire nobiltà alla politica, bisogna dimostrare ai francesi che esistono anche dei politici eletti liberi e disinteressati che rifiutano di attaccarsi a qualsiasi costo al loro status o alla loro indennità. Sono stata eletta molto giovane, e ho conservato alcune vostre difficoltà e inquietudini dal momento che non ho mai smesso di essere attenta ai territori. L’ idea che mi sono fatta è che per essere un buon capo politico è necessario vivere altre esperienze oltre quelle del successo elettorale o politica.

Potrei tornare in politica

Questa legittimità e questa esperienza acquisita, spero di poterla un giorno di nuovo mettere al servizio dell’impegno politico. Non rinuncio definitivamente alla battaglia politica perché amo il mio paese e il mio cuore non potrà mai rimanere indifferente rispetto alle sofferenze dei miei compatrioti. Ho anche un impegno morale con i militanti, valorosi e devoti della Francia patriottica che hanno combattuto al mio fianco e senza i quali io non sarei nulla.

Marion Le Pen

Marion Le Pen

Sappiate che rappresentarvi per cinque anni è stato un onore e un immenso piacere. Questa meravigliosa terra di Vaucluse, uomini e donne coraggiosi e lavoratori, questa cultura millenaria, sono stati i miei migliori alleati nella solitudine a volte pesante dell’assemblea.
Spero di essere stata degna della vostra fiducia e all’altezza delle vostre aspettative, voi che mi avete accolta e adottata calorosamente al mio arrivo nel 2012, voi che avete permesso al mio partito di arrivare al 51 % alle elezioni regionali, voi che avete ancora massicciamente appoggiato Marine Le Pen all’elezione presidenziale.

Niente si ferma, perché lascio dietro di me una federazione dinamica, decine di consiglieri comunali, due sindaci, sei consiglieri provinciali e cinque consiglieri regionali che continueranno la battaglia per voi e al vostro fianco.

Sosterrò i candidati frontisti al parlamento affinché il Vaucluse sia efficacemente rappresentato all’assemblea. La mia partenza non è né una rottura, né una provocazione. Sono convinta che i deputati Fn e i loro alleati Dlf saranno più efficaci per contrastare la politica nefasta di Emmanuel Macron e dei suoi alleati socialisti. Mi dimetterò dal mio mandato regionale nel giro di poche settimane, il tempo per me di organizzare la mia successione alla testa del gruppo e vi presenterò il mio successore nella 3a circoscrizione entro pochi giorni.

La lotta per la Francia continua!

Cari compatrioti, cari vauclusiens, cari militanti e amici, siate certi del mio affetto, del mio rispetto e la mia gratitudine.

@barbadilloit

Di Marion Maréchal-Le Pen

4 risposte a La lettera di Marion Le Pen. Ecco perché lascio la politica

  1. Lascia con eleganza. L’insistere sulla figlia non mi pare comunque il massimo, visto che poteva pensarci anche prima e che parla di nuove esperienze professionali che di certo non la manterranno nel ruolo tradizionale di madre, ciò di cui più soffre l’Occidente malato. Ma per quella “Rivoluzione” serve, forse, solo l’Islam…

  2. Della serie non c’è mai fine al peggio… comunque si, hai ragione Felice, lascia con eleganza la bella Marion, ma che rammarico a questo punto! Il Front sarà tutto in mano a Philippot, la peggiore delle ipotesi… Forse sono io pessimista, ma qua mi sembra che si andrà solo a peggiorare, non vedo vie d’uscita, perchè se nella forma le idee ci sarebbero anche(vedi tutte ste analisi su possibili sovranismi e quant’altro), è la sostanza che manca, mancano i contenuti, mancano le personalità e quelle poche che potrebbero esserci scappano giustamente da questa melma, dal marciume partitocratico, dalla gabbia orwelliana e non si può di certo biasimarli, penso facciamo fatica tutti noi a continuare a sopportare la situazione che ci circonda, questo soft power demo-totalitario e deviato, quando sei un personaggio pubblico credo sia ancora più complicato, pensiamo a quello che ha scritto Veneziani, insomma la tentazione di chiuderci ognuno nella sua torre d’avorio aspettando che tutto crolli con un buon bicchiere davanti, magari da un altra parte del pianeta o semplicemente darsi alla macchia, è tanta almeno per quanto mi riguarda… Comunque sia l’Occidente è ormai al capolinea, anche sforzandomi non riesco a vedere una via concreta di uscita, ed a questo punto o come dice Catilina si portano le fratture alle loro estreme conseguenze, oppure non ci rimane che credere come disse Heidegger che un Dio ci salvi, magari un bel Dio patriarcale, e su questo si sa come la penso. Ma come si dice aiutati che… insomma dobbiamo lottare senza compromessi e senza cedere di un millimetro al dominio di questa feccia, ne fisicamente ne intellettualmente!!! Ognuno di noi dovrebbe essere un Waldganger, un lupo selvatico nell’Era di Fenrir.

  3. Caro Stefano,comprendo la tua amarezza perchè la vivo quotidianamente, ma il confronto con i nostri avversari deve essere epico e quindi non dobbiamo cedere mai di fronte a questa melma incalzante.

  4. Assolutamente caro Tullio, è la stessa cosa che penso io, anche solo per spirito di rivalsa, per non piegasi mai alle logiche che ci impongono,alla psico-polizia del buonismo unico ed ai loro agenti, ed alla fine la nostra virtus, la nostra “dottrina aria di lotta e vittoria” avrà la meglio, di questo ne sono certo.

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