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Cultura&Tv. “Il Trono di Spade” e le simbologie arcaiche nel romanzo di G.R.R. Martin

Pubblicato il 22 maggio 2013 da Amanda Incardona
Categorie : Cultura Scritti Televisionando

il_trono_di_spadeSe è vero che riposano nella nostra memoria profonda i simboli universali del mondo magico, allora “Il Trono di Spade” di G. R. R. Martin (il cui bisnonno italiano si chiamava Massacola) è un modello molto ben riuscito dell’emergere vivido alcuni di archetipi in forma di saga.

Il successo di questa serie televisiva della HBO, che ha drammatizzato “Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, potrebbe essere attribuito alla capacità dell’autore di raccogliere molte delle immagini e delle figure che costituiscono l’ossatura del nostro immaginario collettivo e della nostra psiche. Innumerevoli gli esempi; il re usurpatore (Re Robert), l’eroe valoroso figlio illegittimo di re (Jon Snow), la donna-regina intrigante e maligna (Cersei Lannister); l’intelligenza acuta ed amorale del nano (Tyrion Lannister); i draghi, le rinascite iniziatiche dopo la morte (Daenerys rinasce dal fuoco ed Aeron Greyjoy dal mare), guerrieri nomadi e selvaggi, le ombre oscure ed i negromanti, le forze ignote che vengono dagli abissi marini.

Proviamo, gustando gli episodi della lotta dei regni di Westeros per la conquista del Trono di Spade, a distogliere la nostra attenzione dalla avvincente trama e proviamo a vedere personaggi, caratteri, luoghi e colori come simboli che evocano altre realtà. Di sicuro il mondo costruito da Martin è mosso da una prorompente e distruttiva volontà di potenza tipica dell’uomo moderno che brama l’egemonia assoluta dell’ente e dell’esistente. Per i personaggi ogni cosa può essere sacrificata in nome della conquista del Trono di Spade. Tuttavia è interessante vedere come l’immaginazione dell’autore abbia utilizzato simbologie arcaiche dell’immaginario comune in modo spesso indipendente dal suo stesso intento. Le cinque famiglie più importanti che si contendono il potere sono rappresentate ognuna da quattro animali totemici e collocate ognuna ai quattro punti cardinali ai quali si aggiunge la dimensione degli abissi marini.

Ad oriente i Draghi di Casa Targaryen, l’antica casata regnante di Re Aeon, nella quale l’elemento distruttore fuoco nasconde forse anche il riferimento all’elemento acqua, benevola e feconda come le dee che popolano l’aurora. Come la Principessa Daenerys feroce eppur materna e malinconica. Ad Ovest i Lannister, ricchissimi, ambiziosi ed alteri, hanno il leone nel loro stemma, simbolo di regalità tanto quanto l’Occidente, che custodisce il fuoco del Re. I Lannister non solo amano il potere, ma sono abituati ad utilizzarlo con una naturalezza priva di scrupoli: il capofamiglia Twin era Primo Cavaliere del Re Aeon, ma appoggia Robert Bartheon quando percepisce prossima la sua vittoria, dandogli poi in moglie sua figlia Cersei. A Nord i lupi della casata Stark: ogni erede del patriarca Ned Stark non solo ha il lupo nello stemma di famiglia, ma ne possiede uno. Al fianco dei giovani Stark cammina un alleato meta-lupo (vero lupo preistorico estinto). Questa caratteristica attribuita ad una famiglia che vive vicina ghiacci del Nord – Grande Inverno è detta la loro terra – non può che ricordare l’identificazione-alleanza sciamanica tra essere umano e forza animale. Similitudine confermata dal fatto che la casa Stark è seguace della religione degli Antichi Dei, la religione dei “Figli della Foresta”, che vede nelle forze naturali espressione di Spiriti e Divinità. A Sud-est  la casata Bartheon che ha deposto il Re Aerys II, casa regnante da trecento anni all’avvio della timeline della serie televisiva, simboleggiata da un cervo.

Al di là dello sviluppo della trama che vede in Re Robert Bartheon una figura dissoluta e priva di una sua centralità regale (incarnata invece dalla moglie Cersei Lannister), il cervo è simbolo di rinnovamento. Nella storia infatti la sua salita al trono segna non solo un passaggio di potere, ma anche un cambiamento di epoca: dall’era dei draghi della Casa Targaryen in cui era forte la magia, pur nera, e potenti i sacerdoti, all’era degli uomini, in cui prevale l’individuo politico ed il guerriero stratega. La casa Greyjoy, che domina le Isole del Ferro, ha come stemma un kraken, un mostro marino tentacolato che porta la memoria al mito di Cthulhu, inserendo nel racconto anche l’elemento della misteriose potenza oceanica. E proprio un componente della casata otterrà una sorta di iniziazione ai misteri delle Acque annegando in mare e rinascendo uomo nuovo, profeta della religione di un unico Dio. All’interno di questa struttura si snoda una trama molto articolata nella quale i personaggi hanno una storia lunga e spesso drammatica alle loro spalle, che sembra avviarsi, come in un dramma scespiriano, ad un devastante epilogo.

Si distingue dagli altri gruppi di potere una schiera di asceti-guerrieri che si battono nei ghiacci del Nord rappresentando il tipo del guerriero senza macchia devoto ad una sola causa. Sono i “Guardiani della Notte”, un ordine del quale entra a far parte il figlio illeggittimo di Ned Stark, Jon Snow. Loro sono la vera elitè, che presidiando La Barriera, garantisce l’esistenza stessa del palcoscenico sul quale si muovono tutti gli altri personaggi. Luogo quasi invivibile, soffocato dal freddo, la Barriera è una trincea di ghiaccio e magia che difende il mondo degli uomini da forme di vita inumane ed oscure. Al di à della Barriera vivono gli Estranei (Others in lingua originale); creature fredde che resuscitano i morti usandoli come soldati senza anima. Al di là della barriera c’è il non-essere, i demoni distruttori che i Guardiani devono affrontare, controllare, sconfiggere. Fuori dalla metafora utilizzata nel racconto potremmo anche immaginare la Barriera come un archetipo attualissimo e vivo. E non tanto per un suo supposto significato social-antropologico di confine che separa l’altro-da-sè, quanto per il fatto che la Barriera fisica potrebbe corrispondere a quella barriera interiore dell’Io che argina il dilagare di forze e pulsioni distruttive a volte, in un certo senso, “estranee” allo stesso essere umano.

Come ogni saga fantastica il mondo di “Games of Thrones” è un mondo vastissimo e colorato, un universo che potrebbe essere riempito di significati diversi a seconda della mente e del cuore di coloro che ne seguono le vicende. George Martin ha fatto galoppare la sua immaginazione e ci ha regalato un’altra occasione per scoprire che quasi sempre è la fantasia a svelare la Realtà.

@barbadilloit

Di Amanda Incardona

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