0

L’analisi. Rivincita di Tremonti sugli ‘eurottusi': chi predicava l’austerità costretto a rinnegarla

Pubblicato il 20 maggio 2013 da Michele De Feudis
Categorie : Corsivi Politica

tremontiGiulio Tremonti, tra una citazione letteraria sulla Montagna incantata di Mann e una analisi economica, si gode da osservatore l’immagine della nave del governo Letta che procede a passo lento tra gli scogli che l’ex ministro dell’Economia aveva individuato. E soprattutto assiste quasi divertito al paradosso dei paradossi: gli euro-integralisti, con il premier in testa, quelli che predicavano ossessivamente il rispetto dei parametri imposti dalle burocrazie continentali, sono adesso costretti a rinnegare le vecchie tesi oltranziste e a schierarsi dalla parte della crescita e dell’allargamento del cordone di spesa.

In una intervista al Corsera, Tremonti ha spiegato ad Aldo Cazzullo che la crisi “non è alle nostre spalle ma è davanti a noi” e ha messo in guardia dalla possibilità che ci sia una nuova bolla, richiamando l’immagine dei videogames, nei quali dopo aver superato e sconfitto un nemico, ne appare uno ancora più forte.

Per l’ex ministro dell’Economia, l’unico spread da considerare è quello della disperazione sociale, acuita dalla perversione di salvare il sistema immettendo denaro pubblico che arriva alle banche ma non al popolo: “Il paradosso è che l’enorme massa di soldi pubblici è andata alla finanza, non ai popoli. Il comunismo per Marx ha il denaro a tasso zero. Ci siamo vicini ma il denaro non è per famiglie e mutui ma per le banche. È un tipo nuovo di comunismo: il comunismo bancario. (…) Stanno male gli Stati e stanno male i popoli”.

Infine Tremonti ha ricordato l’autunno del 2011, quando il governo Berlusconi abdicò: “Habermas ha scritto che in Italia c’è stato allora un ‘dolce coup d’etat’”. Per scrivere la storia di questa vicenda ci vorrà del tempo e forse maggiore distacco, ma il politico lombardo con le dovute accortezze e con un lessico insolito e il ricorrente richiamo al ‘popolo’ sembra presagire che il prossimo spartiacque non sarà tra destra o sinistra come sono state intese finora ma tra sovranisti ed eurocrazia, tra cittadini degli stati europei e speculatori.

@waldganger2000

Di Michele De Feudis

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>