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Il caso. “Adult Baby Nursery”: asili nido per adulti come segno del tramonto occidentale

Pubblicato il 10 marzo 2017 da Silvia Valerio
Categorie : Cronache
Foto dal sito nostrofiglio.it

Foto dal sito nostrofiglio.it

L’ultima novità è che se un bel giorno vi rompete le palle dell’ennesima litigata in ufficio o del diverbio con la morosa potete stare tranquilli. Adesso finalmente c’è un’alternativa alla corsa defatigante, allo sfogo con l’amico o alla seratina al cinema. Adesso potete contattare un numero o scrivere un’email e lasciarvi tutti i problemi del mondo alle spalle. Il giorno stabilito varcherete una soglia anonima, qualcuno vi infilerà un pannolone e finalmente per un po’ di tempo potrete fare pipì e pupù distesi, farvi imboccare di gustosi omogeneizzati, giocare a quattro zampe e vivere senza pensieri alla maniera di un fagottino di pochi mesi.

Vorrei tanto dirvi che è uno dei miei soliti quadretti lisergici partoriti in un momento di vuoto ma purtroppo no, è tutto vero, e che, vi piaccia o no l’idea di vivere come un fagottino di pochi mesi, la cosa certa è che il servizio è attivo e lavora benone. Il nome tecnico è ‘Adult Baby Nursery’, ha sedi a Roma, Milano, Verona – per essere esatti si tratta di ‘associazioni culturali’ -, dove si organizzano delle giornate in cui ci si può prenotare per vivere allegramente il proprio regresso insieme a maestre pronte e attente a tutti i bisogni – e bisognini. Organizzatissimi, gli addetti infatti propongono tra le altre cose anche il kit: due pannolini bianchi a strap, un cuccio sterile, un biberon con tettarella e un bavaglino pulito e stirato. Tutto al modico prezzo di 35+20 euro. E pare che l’impresa proceda alla grande, visto che la sede di Verona, per la data stabilita, ha fatto il tutto esaurito.

Lasciando stare che a me, fin da piccola, ciucci sterili e bavaglini puliti e stirati mettevano un certo nervosismo e che ricordo l’asilo come una sorta di girone infernale, devo dire che il risultato dell’aver appreso la notizia è stato uguale e contrario allo scopo che la nursery si prefigge. Altro che la tranquillità e la mente sgombra dalle preoccupazioni. Altro che pace.

La cosa più pacifica che mi è venuta in mente sono state le seguenti fantasie. Nell’ordine:

Scrivere una serie di lettere anonime ai partner e ai colleghi degli interessati con le fotografie di quando sono impegnati a farsi cambiare il pannolino.

Sequestrare una vera maestra d’asilo, travestirmi e poi sculacciare furiosamente tutti i presenti in sede.

Avvelenare il latte.

Legarli stretti con la rafia per fare i lavoretti e costringerli a tornare a casa a quattro zampe.

Riempirgli le sigarette elettroniche di borotalco.

Annegarli nei loro bisognini.

Cucirgli il pigiamino con del fil di ferro.

Contattare un team di psicologi del Sert e organizzare una retata. Ma no, questo no perché forse avrebbero il coraggio di tirar fuori discorsi sul bambino interiore.

Insomma, quello di cui davvero ci sarebbe bisogno, e di cui nessuno si cura, siamo noi. Perché a nessuno importa quanto ci stressiamo a leggere certe cose? Quanto siamo traumatizzati, giorno dopo giorno? Credono che ci scivolino addosso come acqua adozioni, operazioni, transessuali di tredici anni, gente che fa centodieci interventi per trasformarsi in un alieno e ora imprenditori cinquantenni che pagano per attaccarsi a un biberon? Ci vuole ben altro che una maestra d’asilo per farcela passare.

Che qualcosa in questo mondo si sia rotto ormai è evidente – e non sto parlando solo della parte più preziosa di voi amici maschi. Si è rotto quel filino delicato e misterioso che segna il confine tra realtà e immaginazione, tra mondo umano e inumano, tra intelletto e follia, tra bellezza e obbrobrio, tra normalità e deficienza, tra ritegno e perversione, tra vita e morte, e ovviamente tra maschio e femmina. Ormai, quando vediamo una coppia di omosessuali che si bacia appassionatamente in piazza corriamo a baciarli in bocca pure noi: stanno diventando la cosa più normale che offra la casa.

Stiamo viaggiando allegramente verso un futuro in cui la gente si farà togliere il pisellino e impiantare la farfallina e poi tornerà al pisellino di prima perché sarà possibile anche ripensarci o fare un po’ e un po’. Perché forse non è vero che ciascuno di noi ha delle giornate in cui sente prevalere la parte maschile e altre quella femminile? Non dovrebbe essere possibile rispettare anche questa libertà individuale, e trascorrere il lunedì a comprare tende oscuranti Tupplur all’Ikea e il martedì in un lurido pub attaccati al culo di una cameriera?

Ci dirigiamo a gamba tesa verso un mondo di ibernazioni, ovuli mutanti, ovuli fotografati in prima pagina, duplici organi sessuali, triplici organi sessuali, zero organi sessuali. Tra un po’ per le strade correranno cani che prima erano gatti e gatti che prima erano topi cacceranno topi che prima erano gatti. E tutti potremo tenere in casa criceti che prima erano anaconde, che invece di affannarsi come stupidi sulla ruota ci si dondoleranno sopra e faranno comunella con pesci rossi che prima erano tartarughe, che finalmente si faranno ammirare come dio comanda perché non si muoveranno mai dal loro centimetro cubo d’acqua. Inviteremo a pranzo, che prima era cena, nostro figlio che prima era padre. Ci cucineremo la pasta con pentole che prima erano teloni da circo, insieme a pesce che prima era carne, e la condiremo con del sale che prima era pepe. E speriamo che vada sempre tutto bene, perché altrimenti dovremo andare da un medico che prima era un serial killer e a questo punto della storia bisognerebbe chiedere a un esperto come potrebbe andare a finire…

silviavalerio2@libero.it

@barbadilloit

Di Silvia Valerio

7 risposte a Il caso. “Adult Baby Nursery”: asili nido per adulti come segno del tramonto occidentale

  1. Sig.ra Valerio, le faccio i complimenti, perchè finalmente ho avuto la possibilità di leggere qualcosa di cinico fuori dal politicamente corretto per una civiltà che ha lo “scorretto” per religione, peggio che per quella degli Aztechi, dove almeno nel loro decadere, conservavano un retaggio di tradizione, anche alla millesima testa mozzata che rotolava per le scale del Tempio.
    Si fa fatica a non godere per questi invertebrati che giocano a ritornar bambini, per scappare dalla vita asfissiante della morale borghese. “Il mondo che va’ sempre più a rotoli” non è una minaccia, ma ci accompagna alla “fine”. Ciò che dovrebbe minacciarci è l’inconsapevolezza per questa gente, che le cellule hanno memoria. Ogni qual volta si compie un’azione (giusta o sbagliata non esiste) si abitua il corpo e ancor prima l’anima a quella tendenza e decadenza. Figuriamoci a cosa si abitua il nostro Sé, al cambio pannolino o al ciuccio imboccato. Forse quando si moriva per nulla, quando la vita di un fante di 14 anni si infrangeva sui campi di battaglia, paradossalmente quella Vita aveva più senso, o almeno ne acquisiva uno diverso, superiore, più elevato.

  2. È una perversione sessuale diffusa soprattutto negli USA, Diaper Lovers, con tanto di pannolini, biberon e sculacciate sul sederino nudo, più diffusa tra gli uomini che le donne. Rierntra nel BDSM soft.. Basta andare a vedere in Google…

  3. Per fortuna moriamo tutti. Peccato che questi non se ne vadano prima degli altri.

  4. La morale borghese non c’entra nulla! Sono come quelli che godono ad essere calpestati da una mistress con i tacchi alti o …peggio! Per questo si chiamano perversioni e sono sempre esistite, solo che oggi c’è Internet ed hanno più adepti e visibilità. Se piace a loro, a me che importa?

  5. Anche costoro chiederanno il contributo dell’UNAR per farsi cambiare il pannolino a spese nostre?

  6. Direi che è l’ultimo dei problemi di oggi. Come, ad esempio i clubs per scambisti o quelli sadomaso etc… Chi non è interessato non ci va e tutto finisce lì… O vogliamo ridare ai parroci il controllo della pratica sessuale?

  7. “Morale borghese?”. Linguaggio marxista-leninista…

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