0

L’analisi. De Turris: “Da Kabobo a Brescia: l’Italia dei pregiudizi vive di eterno doppiopesismo”

Pubblicato il 24 maggio 2013 da Gianfranco de Turris
Categorie : Corsivi Scritti

bresciaCi fosse ancora qualche dubbio che l’art.1 della Costituzione “più bella del mondo”, come gongola Benigni, sia ormai “L’Italia è una repubblica fondata sulla regola dei Due Pesi Due Misure”, ce li tolgono definitivamente alcuni fatti recentissimi. Dove si dimostra ancora e sempre che quel che la Sinistra di varie sfumature fa, non lo può fare la Destra di varie sfumature, e quello per cui viene condannata la Destra lo si concedere alla Sinistra & Affini. Che il punto di vista ognora prevalente e che detta regole e valori resta quello cosiddetto progressista, anche se ha torto marcio alla luce dei semplici fatti.

Ecco questi esempi:

1)  Un ghanese, tal Kabobo, che si dichiara “perseguitato politico” non si sa con quali prove, se ne va in giro all’alba per le strade di Milano armato di spranga e piccone e fa strage di italiani dalla pelle bianca, ammazzandone selvaggiamente tre e ferendone altri. Vendetta razziale? Rancori politici? Pazzia improvvisa? Non si sa ancora, il problema non sembra pertinente, ma sta di fatto che nessuno ma proprio nessuno si è posto la domanda di chi magari siano i “responsabili morali” o i “cattivi maestri” dei suo gesto, lucido o folle che sia. Magari gli stessi  italiani che non lo  hanno accolto con i dovuti rispetti e non gli hanno dato immediatamente uno stipendio… Sul fatto, atroce e allarmante, nessuna presa di posizione di chi lo avrebbe dovuto fare per dovere istituzionale, come la ministra italo-congolose (così si p definita lei stessa) dell’Integrazione voluta dal PD. Almeno a me non risulta.

Come che sia, il giorno di Santa Lucia del 2011, un ragioniere toscano, Gianluca Casseri, noto nel mondo della fantascienza e autore di due libri, fornito di regolare porto d’armi nonostante fosse un depresso cronico, prende la pistola e a Firenze ammazza due venditori ambulanti senegalesi, poi si spara. Un comportamento standard per una depressione mai o mal curata: omicidio e poi suicidio come in moli altri casi precedenti. Ma qui la questione è diversa perché si scopre che è una persona di destra: i morti poi sono negri e non bianchi, quindi è razzismo, quindi si devono cercare i “mandanti morali” e i “cattivi maestri”, con conseguente caccia alla streghe guidata da l’Unità e da Gad Lerner. Risultati, ovviamente zero, ma si innesca un clima assurdamente inquisitorio al fine di condannare un certo ambiente culturale di destra. Resta lo sputtanamento di cui nessuno pagherà la colpa.

2) Alla manifestazione del PdL di Brescia centri sociali e militanti di SEL hanno accolto le donne che vi partecipavano al grido di “puttane” e “troie”. Solidarietà da parte di gruppi, partiti, associazioni di Sinistra così attenti alla “dignità femminile” oltraggiata? Nessuna. Interventi di donne che ricoprono cariche importanti? Nessuno. Proclami delle istituzioni, segnatamente della Presidenza della Camera retta da una donna, Laura Boldrini, eletta nelle file di SEL, e sempre pronta a scendere in difesa dei deboli e del sesso cui appartiene soprattutto se offeso via internet? Nessuno. Solo la reazione della stampa di centrodestra e poi del PdL, la induce a fa emettere un comunicato dal suo capoufficio stampa (certo Natale a suo tempo capo dell’Usigrai, e quindi si può capire come fosse oggettivo e indipendente il sindacato interno Rai) con due-righe-due di condanna del tutto generica.

Ben diverso il comportamento se vengono sfiorate le signore sinistre, magari solo con insulti a distanza sul web… E poniamo il caso che qualche becero di destra appelli il segretario di SEL, Vendola, come “brutto frociaccio” o semplicemente “frocio” o “recchione” o “culattone”, e  poi vedrete che reazioni ve ne saranno, e come!. Scommettiamo?

3) Il vicepresidente del consiglio Alfano partecipa a questa manifestazione del suo partito? Indignazione come se piovesse. Ilo presidente del consiglio Letta partecipa alla riunione per votare il nuovo segretario del suo partito, il PD? Tutto normale, nessuno ci fa caso.

La situazione è assolutamente intollerabile non solo per il suo aspetto ingiusto, quanto soprattutto per l’ipocrisia in mala fede di cui è palmare manifestazione. Vent’anni di “alternanza” fra centrodestra e centrosinistra bene o male al potere, non ha cambiato di un millimetro la situazione di pregiudizio e faziosità. Alla Sinistra è consentito tutto, e quel che non va lo si tollera, giustifica, lo si assolve, lo si minimizza. A Destra non se ne fa passare una anche se sono lo specchio delle cose di Sinistra. Non c’è alcun equilibrio e la bilancia dei giudizi è taroccata. Il fatto è che la cosiddetta “opinione pubblica” che prevale nella condanna o nella assoluzione non è’ quella della gente comune, ma quella che creano con i loro pareri e prese di posizione politici, giornalisti, magistrati e intellettuali. Sono quelli che strillano di più, che hanno più spazio sulla stampa e in televisione, che cosi straparlando sembra che interpretino il sentire comune, che interpretino il pensiero e gli umori di tutti gli italiani. Non è affatto così ovviamente, però sembra che  riescano a controllarlo e gestisrlo dato che appaiono in maggioranza sui media soffocando le voci contrarie. Di fronte a tutto ciò ci si sente impotenti,ma non per questo si devono abbassare le armi, controbattere. Perché sino a quando l’Italia sarà una Repubblica del Doppiopesismo non si uscirà dalla crisi morale e culturale del nostro Paese. Non si uscirà da quella guerra civile fredda, indiretta, strisciante a bassa intensità che va avanti da venti anni per la non accettazione aprioristica dell’avversario ideologico e politico. E che sta aumentando proprio perché esiste adesso un “governo di larghe intese” che ha messo sullo stesso piano (o quasi) gli angeli del centrosinistra e i demoni del centrodestra.

Di Gianfranco de Turris

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>