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Calcio. Derby “monocolore” a San Siro, il trionfo (totale) del calcio per consumatori

Pubblicato il 21 novembre 2016 da Wim Kieft
Categorie : Pallone mon amour Sport/identità/passioni
Fasi di gioco nel derby monocolore (da pag. uff. fb del Milan)

Fasi di gioco nel derby monocolore (da pag. uff. fb del Milan)

Che non sarebbe stato un derby memorabile, lo sapevamo tutti. Che sarebbe finita così male, con il papocchio delle divise dello stesso colore (nero) non lo avremmo immaginato manco sotto ipnosi regressiva. E allora hanno ragione quelli che interpretano l’arrivo dei cinesi a Milano come l’istituzionalizzazione del dilettantismo al comando? Non basta ed è troppo poco. La colpa è degli sponsor tecnici, delle manie ipertricotiche del pallone da vendere.

E sbagliano pure i tifosi sbagliano quando chiedono rimborsi e risarcimenti danni. Se fate così, poi non lamentatevi che gli stadi diventano teatri.

Doveva essere un derby anonimo, fiacco e spento. Sarà un derby memorabile. È il derby che sancisce il trionfo della logica commerciale su quella del pallone. La gaffe delle divise uguali resterà negli annali e la colpa, ingiustamente addebitata solo alle società, apre alla concezione mercantilistica, intollerabilmente consumatrice del pallone. Un incubo. Cominciamo dal principio.

DIVISE UGUALI COME ALL’ORATORIO

Capiamo senza dubbio le logiche di esportazione del pallone. Capiamo che bisogna prima insegnare ai potenziali clienti quale è la squadra del cuore, quale è la sua maglia e quali sono i suoi colori. Il mercato cinese deve capire che l’Inter è nero-azzurra e il Milan è rosso-nero. Perciò devono scendere in campo con le prime maglie. E finisce in un pastrocchio senza precedenti perché gli sponsor tecnici hanno disegnato le stesse identiche maglie, con l’identica (poca) fantasia: corniciona nera e strisce scure, quasi blu per l’Inter, quasi granata per il Milan. Risultato: le squadre si distinguevano solo per i pantaloncini. Una dèbacle in diretta tv. Roba da dilettanti, nemmeno il buon gusto di infilarsi una casacca fluorescente per distinguersi.

 

I PIGIAMONI

La deriva pessima delle maglie è questione recentissima. È iniziato tutto agli Europei quando le major hanno deciso che tutte le squadre avrebbero dovuto avere maglie e pantaloncini dello stesso colore, con giochi di prospettiva e calzettoni avulsi dal contesto. L’effetto pigiama s’è cristallizzato con la seconda maglia del Barcellona, con le stranissime e inquietanti divise della Roma, le bruttissime idee espresse ieri a Milano. Insomma, la maglia E’ il calcio perchè non lasciate perdere i mercati e fate cose più semplici?

LE PROTESTE

Se la sono presa tutti con i cinesi, perché è più facile e (soprattutto) perché il calcio commerciale non piace a nessuno specialmente quando in campo si non si fa più paura a nessuno. I tifosi (delle altre) l’hanno presa a ridere, inondando il web di pernacchie altisonantissime. Interisti e milanisti se la sono presa sul serio e qualche sito minaccia consorzi di tifosi pronti ad adire le vie legali. Si sentono defraudati nei loro diritti di tifosi ad assistere a una partita in cui le squadre siano nitidamente distinte l’una dall’altra. Ma sanno bene che questo diritto loro non ce l’hanno e dato che fare striscioni è (quasi) reato andarsene a perdere tempo in tribunale è una soluzione per far sentire la propria voce.

@barbadilloit

Di Wim Kieft

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