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Il caso. Fabiani inamovibile rettore di Roma Tre lascia l’ateneo per seguire Zingaretti

Pubblicato il 14 maggio 2013 da Carlo Filippi e Martina Bernardini
Categorie : Cronache

fabianiSì, perché Guido Fabiani, l’Assessore alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico della nuova Giunta Zingaretti, è proprio lui. È l’(ormai) ex Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tre.  Già professore ordinario di Politica economica dal 1980, successivamente Preside nella Facoltà di Economia dello stesso Ateneo, Fabiani dal 1998 al marzo del 2013, quando è stato chiamato da Zingaretti al Consiglio Regionale, è stato ininterrottamente Rettore della Terza Università di Roma. Ininterrottamente per 14 anni. Strano? Sì, soprattutto se si pensa che da un po’ di anni a questa parte c’è chi reclama in piazza che perfino i parlamentari possano sedere in Parlamento per soli due mandati consecutivi, e poi “tutti a casa”.

Ma, si sa, l’uomo è debole di fronte alle tentazioni e, mentre si pretende che chi-di-dovere, ai piani alti del potere, dia il buon esempio, ai piani intermedi c’è chi agisce non sentendosi controllato, perché sa che i riflettori sono tutti puntati sui parlamentari.  Ma la politica non è solo quella dei grandi palazzi del potere. La politica è ovunque, e chiunque ha doveri ben precisi. E così, forse proprio per espletare i suoi doveri professionali (non siamo mica maliziosi), il rettore Fabiani, nel luglio del 2007, ha provveduto a modificare lo Statuto, introducendo una nuova disposizione, e cioè la possibilità per il Rettore uscente di candidarsi per “ulteriori mandati”, contrariamente alla disposizione precedente che vietava di ripresentarsi dopo l’espletamento del secondo mandato, di quattro anni ciascuno.  Insomma, proprio in linea con le richieste di svecchiamento della classe dirigente.

Certo è che sarebbe stato carino quantomeno richiedere l’autorizzazione al Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza. Ma non per dovere di correttezza (la legge non impedisce al Rettore di ricoprire incarichi politici, mentre lo vieta espressamente per i componenti del Senato e del Consiglio di Amministrazione), ma proprio perché richiedere l’autorizzazione è un obbligo, un dovere al quale, a quanto pare, l’ex Rettore di Roma Tre non ha adempiuto. Ma non dubitiamo che la pluriennale esperienza del Rettore Emerito sarà di giovamento all’esperienza del nuovo Consiglio Regionale.

Sperando che sappia fare un po’ meglio di Astre, la scuola di eccellenza dell’Ateneo di Roma Tre, il cui progetto è ancora in fase sperimentale. Perché, seppur nobile nell’idea, Astre è riservata a soli 80 studenti, ai quali verranno erogate borse di studio, alloggi e mensa a prescindere da qualunque criterio reddituale, in barba ad ogni tipo di salvaguardia dei principi di equità sociale. Senza considerare che il progetto formativo lascia perplessi un po’ tutti, dagli studenti fino ad arrivare agli stessi docenti. O sperando ancora che con i fondi regionali – come invece fa il nostro Ateneo – non finanzi la Fondazione Maruffi, ottima produttrice di olio nostrano, ma, chiaramente, nulla a che vedere con i testi accademici.

Fabiani, insomma, se ne va. Ma in qualche modo l’Ateneo conserverà il suo ricordo. Soprattutto quello fisico, grazie alla presenza di sua figlia Anna, docente di Biologia, e di Giulio Napolitano, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico presso il Dipartimento di Scienze Politiche, nonché attuale ghost writer di Enrico Letta e nipote del più famoso Giorgio, a sua volta cognato del (ex) Magnifico Rettore.

Di Carlo Filippi e Martina Bernardini

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