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Focus/Francia. Le Pen prima in tutti i sondaggi. Bene Juppé, male Sarko. Flop Hollande

Pubblicato il 31 Ottobre 2016 da Francesco Petrocelli
Categorie : Esteri

Marine Le Pen (pag. uff. Fb)

Sono ormai alle porte le primarie della destra repubblicana in Francia –  con lo scontro tra Nicolas Sarkozy, che sull’immigrazione ammicca al lepenismo, in un disperato tentativo di rinnovamento di facciata, e Alain Juppé, il vecchio che avanza sostenuto dal fronte neogollista, per arginare Marine Le Pen con l’arma della ‘identità felice’ (Alain De Benoist ha definito “detestabili” le idee di Juppé) – e mancano pochi mesi alle elezioni presidenziali: il primo turno è il 23 aprile 2017.

Il quotidiano Le Figaro ha pubblicato pochi giorni fa un sondaggio che fotografa la frastagliata realtà elettorale francese, ora più che mai preda di violenti mareggiate e correnti alla ricerca di una definitiva forma.

Hollande in crisi

Il primo dato che emerge è il sicuro disastro dell’attuale premier Hollande. Se il presidente uscente, infatti, decidesse di presentarsi per un secondo mandato nel 2017, arriverebbe quinto con il 9%. Se al suo posto si candidasse Manuel Valls, la situazione sarebbe la stessa, senza alcun miglioramento.

Parità Juppé-Le Pen

Secondo il rilevamento Kantar Sofres OnePoint, in quest’ipotetica corsa ci sarebbe assoluta parità tra Juppé e la Le Pen, entrambi fissi al 28%, numero che è freddo ritratto di una nazione ancora spaventata e titubante nell’affidarsi al progetto sempre più trasversale del Front National. Molto più indietro, in una disperata rincorsa, ci sarebbero l’ex ministro dell’economia Emanuel Macron al 14% e il candidato della sinistra radicale Jean Luc Melenchon al 13%.

Se si candidasse Sarkozy…

Lo scenario cambierebbe, invece, se il candidato della destra fosse l’ex presidente Sarkozy e non Juppé. In questo caso Hollande arriverebbe sempre quinto, ma con il 10%. Il dato interessante è che Marine Le Pen sarebbe prima indiscussa al 26%, seguita da Sarkozy, fermo al 20%: i Repubblicani perderebbero otto punti. Più giù, anche qui, Macron al 15% e Melenchon al 13,5%. E neanche in questa ipotesi sarebbe di giovamento la candidatura di Valls al posto di Hollande: il primo ministro arriverebbe sempre quinto con il 9%.

Disastro della sinistra

Dal sondaggio emergono chiari dei punti fondamentali che si svilupperanno, forse esasperandosi, nei prossimi mesi. Ma è già doveroso riflettere.

Prima di tutto, quale che sia il quadro futuro, c’è il disastro di Hollande, sfiduciato da una travolgente adunanza plebiscitaria che non lascia dubbi. E dietro la crisi Hollande, lo sfondo cupo raffigura l’irreparabile declino della sinistra, lasciata spettatrice dello scontro Le Pen- candidato di centrodestra. Chissà se tornerà utile – come per le regionali – per dar vita a un enorme fronte comune (anti-Front National), disposto a perdere ogni connotato ideologico pur di combattere l’avanzata del mostro.

 Presente e futuro del Front National

Sul palco, protagonista, per ora c’è solo Marine Le Pen. Il Front National continua a crescere. Le percentuali, però, parlano chiaro: il FN non sembra ancora del tutto pronto a essere modello governativo vincente, forse perché troppo abituato a fare costante opposizione e forse perché ancora imbrigliato in fantasmi del passato e soprattutto tante ombre su cui far luce. Il consenso popolare oscilla e l’establishment farà di tutto per spostarlo sul candidato del centrodestra. Ma l’impressione è che le battaglie identitarie e sovraniste, dopo aver affrontato lotte sanguinose e sabotaggi nel prossimo futuro, finalmente trionferanno. E allora sarà l’ora di guardare all’intera Europa.

 Il centrodestra odia la Le Pen, ma la copia

Il candidato avversario sarà, verosimilmente, Juppé (che non vuole perdere l’ultimo treno del potere), figura moderata con l’obiettivo di rappresentare e rivolgersi, agitando lo spauracchio populista, non al solo elettorato di centrodestra, ma a chiunque non si fidi di Marine & Marion. La mossa Sarko sarebbe meno efficace e il partito lo sa. È interessante, ad ogni modo, vedere entrambi i candidati repubblicani rincorrere, fare propri, con le loro categorie, proprio dei temi del nemico Front National: chi l’avrebbe mai detto di vedere Juppé inclinarsi fortemente verso temi conservatori e Sarkozy parlare di eliminazione del ricongiungimento familiare per gli immigrati? Le proveranno tutte e qualcuno ci crederà ancora. Ma hanno capito che il parametro assoluto, ormai, è il lepenismo.

@barbadilloit

Di Francesco Petrocelli

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