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Il caso. Povero Salento, se preferisce un quisque democristiano a Carmelo Bene

Pubblicato il 9 maggio 2013 da Pietrangelo Buttafuoco
Categorie : Corsivi

CB 2Giuseppe Codacci Pisanelli, notabile della defunta Dc, ha già avuto una delibera a suo favore e l’Università del Salento porterà dunque il suo nome. Questo battesimo l’ha votato il consiglio provinciale di Lecce e tutto potrebbe passare in cavalleria se non fosse che Giuseppe da Copertino, Nostra Signora de’ Turchi, Salomè e perfino l’Arillo animaluccio cantatore con la Fatina Turchina, unitamente alla gens salentina, per tramite della vox populi e del Web – con le bacheche di Facebook e con i vari Twitter – stanno reclamando ben altro sacramento per l’università del Sud del Sud dei Santi. Ed è il non vivo mai morto Carmelo Bene il reclamato da Madonna folla, l’unico genio dell’Italia a noi recente che dalle alberate d’ulivi, dal mare di Santa Cesarea, dai muri d’Otranto e dalle pietre bianche di Campi Salentina seppe offrire voce all’orecchio mancante del tempo profano – questo nostro secolo da mezzacalzetta – una phonè di pura e straniante stupefazione.

Carmelo Bene – il fatto è ovvio – oscura nel giudizio e nella notorietà il Giuseppe Codacci Pisanelli. Ovvio, poi, che CB sia tutto fuorché accademia; stucchevole e opinabile, infatti, è la pratica burocratica dell’università ma a maggior ragione si chiede al rispettabilissimo consiglio d’amministrazione dell’università salentina d’intitolare l’ateneo al declamatore di Dante dalla Torre degli Asinelli affinché la gioventù dispersa tra le aule si de-pensi; affinché i virgulti attraversino il fuoco di quel magma arcano e, magari, nutrendosi della sua Assenza, di gran lunga superiore all’affollarsi del vuoto democratico, si tormentino dell’immenso miraggio di tumulti e scrittura e diventino mancanti, inguardabili e capricciosi. E giammai zecche perché il Carmelo fu Dioniso in persona, dichiaratamente anti ’68 (“in dispregio non solo a quel maggio italo-gallico, ma a tutti i maggi socialmondani della Storia, in saecula saeculorum”), dunque non un finto-sovversivo a rischio di finire nelle Quirinarie come un Rodotà (tà-tà) qualsiasi ma un più che modello diseducativo, un vero Caligola di cui noi – tutti noi – siamo solo ciucci volanti di Copertino e mancati senatori d’Accademia.

* da Ilfoglio.it http://www.ilfoglio.it/soloqui/18118

Di Pietrangelo Buttafuoco

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