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Il caso (di M.Veneziani). La destra non reagisce più, che sia morta?

Pubblicato il 13 luglio 2016 da Marcello Veneziani
Categorie : La Destra riparte da... Politica
Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

La cosa peggiore che sta accadendo alla destra non è la dispersione elettorale e nemmeno l’irrilevanza politica, ma la mancanza pressocchè totale di reazione alla sua scomparsa pubblica, civile e mediatica. Lo dico in un duplice senso: da una parte non c’è nessun tentativo di capire cosa sta accadendo, neanche uno straccio di analisi spietata e di autocritica. Dall’altra parte, non c’è alcun accenno a reagire, a svegliarsi, attraverso iniziative dirompenti, come si addice a chi avverte il pericolo d’estinzione. Non reagisce più, come corpo morto cade..

Naturalmente uso la vecchia, logora dicitura “destra” solo per capirsi. Ma è possibile che la destra sparisca dappertutto, non abbia più neanche una voce nei mass media o in giro che esprima le sue idee, i suoi temi, la sua sensibilità e nessuno reagisca, si aggreghi e cerchi di suscitare un impulso di presenza e di ricostruzione? Possibile che un mondo sia cancellato da ogni spazio pubblico, salvo l’icona televisiva di Giorgia Meloni, è nessuno abbia la voglia, il coraggio, la disperazione di reagire? Tutti a tutelarsi l’ultimo guscio ancora in piedi, a tenersi stretta l’ultima cuccia personale…

A proposito della Meloni, è stato infelice il suo tiraemolla prima di candidarsi a Roma e le giravolte tra Berlusconi e Salvini, ma è stato indecente lo spettacolo di mezzo cadavere dell’ex An, ex leader in testa, che si sono prestati a compiere il lavoro sporco, gradito all’establishment, di stroncare l’unica candidata di destra in campo, con buone chanches e buon gradimento popolare, solo per dispetto, ripicca e minimi vantaggi. Una prova di piccineria umana e di idiozia politica. Ma a parte questo, possibile che non ci sia uno straccio di reazione davanti alla morte civile della destra, vi sembra normale che dopo un ventennio di centro-destra protagonista, e un decennio al governo, non sia rimasta nessuna traccia della destra e non ci sia più nulla che esprima, rappresenti, promuova quei temi ideali e politici, civici e sociali? Eppure quell’area di opinione c’è, è larga, anche se vive nella clandestinità. E in mezza Europa dilaga, è quasi maggioritaria. Certo, l’ideale sarebbe che l’iniziativa nascesse da soggetti e gruppi estranei alla parabola fallimentare della destra politica, gente nuova, magari giovani. Ma non si può aspettare lo sbarco dei marziani, bisogna intanto cominciare a muoversi, dar segni di vita tra le macerie, attirare l’attenzione.

Se ci fosse ancora qualcuno con la schiena diritta e la mente viva, disposto a capire quel che è successo e a rilanciare un progetto politico, editoriale, sociale e culturale, si faccia avanti e prenda l’iniziativa. Per quel che mi riguarda ho chiesto alla Fondazione An, che è l’ultimo punto di raccolta delle destre sparse, di farsi carico di convocarle per tentare un’analisi con proposte concrete (anche se lo spettacolo dell’ultima assemblea spaccata a metà fu deprimente). Arrivo a dire che il tema politico più urgente non è oggi il no al referendum per mandare a casa Renzi – bravi, e poi chi mettiamo?- ma mandare fuori di casa “la destra”, che si è ritirata a vita privata e si occupa solo di faccende domestiche. A meno che in casa sia rimasto solo il suo cadavere…

@barbadilloit

Di Marcello Veneziani

8 risposte a Il caso (di M.Veneziani). La destra non reagisce più, che sia morta?

  1. Caro Marcello Veneziani, se doveva vivere solo per dire che il fascismo è il male assoluto e per comprare le case a Montecarlo, è bene che sia morta. Quanto meno a smesso di farci vergognare di averla votata. Ma, a giudicare dai “dispetti e ripicche” delle ultime elezioni, si direbbe che il cadavere continui ad essere motivo di vergogna anche dopo la morte. Conosce altri casi analoghi nella storia?

  2. Onestissimo, autorevole discorso. Ma la destra deve innanzitutto recuperare se stessa. Non correre dietro ai corteggiatissimi “moderati”. Ovvero la schiera degli ignavi. Talmente insoddisfatta che manco va più a votare. Quella di chi, col cervello arrostito dal sole delle nostrane coste, “se ha tempo e voglia” si reca al seggio. Sempre che non ti molli lì scheda “bianca” o ancor peggio “nulla” e infarcita di osceni scarabocchi.
    Non come la sinistra. Che, scuola Pci, compatta corre alle urne. Pur di non far prevalere gli avversari. E si auto-digerisce. Tanto da far convivere chiunque, da Rosy Bindi a Bertinotti. Pur di arginare la minaccia tutta presunta della Destra.
    Grossomodo l’elettorato italiano attivo è ridotto al 50%. Peggio per i ballottaggi. Analizziamo? Come no.
    Roma: persa in partenza. Candidati del centrodestra? Due. Motivo? Ripicche da pollaio e scelte da teatro dell’assurdo. Attinenze colla politica o almeno col mondo reale? Zero. Hip hip hurrà per Grillo e l’avvocato fanè. Ultra progressista. Ma di scuola Previti.
    Milano? Persa per una manciata di voti. Coalizione? Unitaria, tenuta insieme col nastro adesivo (scotch è il whisky). Motivo? L’alta borghesia ha votato Sala. La base no. Ma non è bastato.
    Attinenze colla politica o col mondo reale. Poche.
    Perché? La formazione retrostante Parisi moderata lo era fin troppo. E non era in grado di dare risposte decise che la base chiedeva. Visto che l'”estrema destra” (sic) era ridotta al silenzio per il quieto vivere. Prova ne sia che tanti municipi, quasi tutti ultrapopolari, hanno salutato la sinistra per rivolgersi altrove. Peccato. Ennesima occasione persa.
    Cosa inquietante. Chi si fa carico di certe affermazioni assolutamente inoppugnabili ha una storia politica distante anni luce dalla nostra. E adesso ti spiega cosa significa essere di destra.
    Da noi chi dovrebbe farlo? Forse il portavoce ufficiale della famiglia Ligresti?
    Che tristezza.
    Dopo almeno cinquant’anni di dibattiti, forum, libri, esternazioni metafisiche dalle nostre parti ancora non si è capito un solenne cazzo.
    Ma corriamo dietro ai moderati. Quelli sì che ti aiutano a mettere fieno in cascina.

  3. Caro Marcello ma ti rendi conto solo ora che i principi Procida ad Itaca erano tutti cadaveri ? Abbiamo un solo cruccio. Li dovevi terminare tutti proppio Tu invece di chiamarli a raccolta e poi basta con questa Mordor/Fondazione in ostaggio di Larussa Gasparri . Basta con questo cazzo di termine Destra. Usa il termine Fascisti Antagonisti Naziona Rivoluzionari antioccidentali anticonformista figli di Caino ma basta con questo male detto termine che porta sfiga e che se leggiamo il DNA del processo storico sta a 180 gradi rispetto a quello che ‘ per destra ‘ intendiamo Noi.
    Uccidi tutti i Proci degli ultimi 25 anni, bruciane i cadaveri, dispersi le polveri e forse qualcosa di nuovo diverso e radicale uscirà fuori.

  4. Chi fa tutto quello che auspica il Veneziani c’ è già. E si muove da tempo senza cercare sponde o aiuti, senza rinnegare la storia di un’ area, senza perdere mai il proprio asse.
    Per puro ideale senza altri fini.

    Sono i militanti di CasaPound.

    Bisognerebbe cercare meno a “destra” e più alle origini. COme fanno loro.

  5. La destra, se qualcosa di rilevante ne sopravvive, deve abbandonare ogni moderatismo, ogni facile irenismo di centro. Qui si deve essere di destra dura e pura. Con programmi “forti”, politicamente scorretti, a cominciare dalla pena di morte e dall’espulsione di ogni straniero senza fissa dimora ed un’attività lavorativa regolare… Poi classi per soli italiani, pensioni sociali solo per italiani, basta con Casse Integrasioni ed ammortizzatori sociali che sono una beffa per chi lavora, drastica riduzione tasse, ruspe all’opera 24 ore su 24 per sbaraccare ogni campo rom ecc. ecc. Chi ha coraggio si faccia avanti e sarà votato!

  6. CasaPound non ha un leader forte. Se non lo trova non va da nessuna parte.

  7. Parole, parole, parole.
    Dov’è finita l’azione?
    Stanno sventrando il nostro apparato industriale, stanno africanizzando la nostra penisola, stanno svendendo la nostra sovranità politica.
    E loro parlano di candidati e di campagne elettorali, la cui incisività sul destino della Nazione è pari a zero.

    Cosa dire. Niente.
    Bisogna agire.

    1) Federare tutti i movimenti nazionali anti-euro (Fronte della Sovranità)e promuovere un referendum anti-euro
    2) Creare un comitato per la difesa dell’industria nazionale contro la delocalizzazione della produzione manifatturiera
    3)Stilare un elenco di società finanziarie che operano contro la nostra economia e boicottarle in tutti modi
    4)Denunciare con nomi e cognomi tutti coloro che lucrano sulla tratta di esseri umani, fotografando e documentando i loro sporchi commerci e i mezzi di loro proprietà (in Egitto, in Libia, in Turchia e ovviamente in Italia ecc.), in modo da bloccare la partenza dei barconi verso le coste italiane.
    5) Sostenere le famiglie italiane nelle regioni e nelle località più esposte al declino demografico e all’africanizzazione
    6) Fissare un codice etico della destra nazionale estremamente chiaro su concetti come lealtà, onore, patrio zelo, sovranità, identità etnica, difesa del patrimonio industriale, storico e naturale della Nazione.
    7)Organizzare una marcia del silenzio a Roma e occupare per qualche giorno l’Altare della Patria per evocare gli spiriti degli Eroi e pregare l’Altissimo per la salvezza della Patria.
    I cinici rideranno. Al rogo i cinici, causa di questa inerzia assassina e infame.

    SVEGLIA SOLDATO!

  8. Si ma cancella la parola Destra Nazionale che mi fa vomitare. Sono loro che hanno assassinato il Fascismo ed Inquinato e deviato il neofascismo. Con la destra nazionale solo vendetta. ..

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