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La polemica. Questa generazione? Tutti “jobless”. Per chi “suona” allora il Concertone oggi?

Pubblicato il 1 maggio 2013 da Elena Barlozzari
Categorie : Corsivi Politica

primo maggioCalendario alla mano è arrivata la Festa dei Lavoratori. Nota ricorrenza, magistralmente “santificata”, sin dai primi anni Novanta, dal “concertone” del Primo Maggio. Una delle più grandi manifestazioni “di piazza” italiane, con un grande palco, un gran parterre d’ospiti, all’ombra di una grande e prestigiosa basilica, quella di San Giovanni in Laterano. Insomma, i numeri dello show ci sono tutti. Peccato, però, che quest’anno più che mai i numeri spettacolari sono altri, uno su tutti: il tasso di disoccupazione complessiva che a marzo è arrivato all’11,5% (cifra che schizza, ovviamente, quando si tratta di analizzare quella giovanile).

Mentre i costi di produzione s’ingrassano a dismisura, il numero dei fruitori ideali s’assottiglia, poiché a ben vedere, più che una festa di popolo, la nota manifestazione assume sempre più le sembianze di un party esclusivo, da quale, anno dopo anno con andamento  crescente, viene tagliata via una fetta sempre più grossa di popolazione. Non a caso la stessa Susanna Camusso, leader della Cgil nonché principale sponsor del concertine, ha ammesso – con una dichiarazione choc che segna lo spirito del tempo, ma soprattutto lo stato di salute di un sindacalismo che difende troppo spesso solo chi le tutele già le possiede – come si tratta di un evento che sta “esaurendo” la sua funzione.

Le cifre, del resto, sono chiare. Stavolta, secondo i dati Istat 2013, il numero degli “esclusi” si aggira intorno alle 2 milioni 971 mila unità, poiché solamente fra febbraio e marzo di quest’anno sono andati perduti ulteriori 51 mila posti di lavoro, con una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dell’1,1% su base annua. Nell’ultimo anno di rilevazioni che va da marzo 2012 a marzo 2013, il numero complessivo di posti di lavoro andati in fumo è pari a 248 mila unità. Moltissimi saranno quindi gli spettatori di una festa alla quale, loro malgrado, non parteciperanno: sprovvisti del “ticket d’ingresso” che nella fattispecie risulta essere un contratto di lavoro e, presumibilmente, anche della voglia di festeggiare.

Di Elena Barlozzari

Una risposta a La polemica. Questa generazione? Tutti “jobless”. Per chi “suona” allora il Concertone oggi?

  1. ben detto!! l’ipocrisia del concertone è nauseante by una precaria

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