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Grecia. Su Skorpios ora c’è una bandiera russa: l’antica prospettiva mediterranea zarista

Pubblicato il 1 maggio 2013 da Alfonso Piscitelli
Categorie : Scritti

Island of the Onassis Family, GreeceUna piccola isola nel Mediterraneo, una compravendita non piccola, un significato simbolico decisamente grande. L’isola si chiama Skorpios ed è uno degli innumerevoli scogli che circondano la terra dove è nata la civiltà europea: la Grecia. La compravendita è quella che ha riguardato due ricche ereditiere: Athina Onassis e Ekaterina Rybolovleva. Di Athina le signore che leggono le ottime riviste lasciate sui divanetti delle parrucchiere sanno già tutto. Della russa Caterina occorrerà informarsi un pochettino meglio: ella è la figlia del magnate russo Dimitri Rybolovlev, proprietario della squadra di calcio di Montecarlo As Monaco, ma soprattutto titolare di una ricchezza di oltre nove miliardi di dollari, che fa di lui uno dei 50 uomini più ricchi del pianeta.

Sull’isolotto di Skorpios Onassis sposò la vedova Kennedy e lì oggi riposano le spoglie del ricco armatore greco. L’ereditiera russa promette di investire parecchi soldi per realizzare sull’isola edifici eco-compatibili e comunque di essere più presente in loco di Athina Onassis, che da anni non si fa viva nel feudo isolano del padre.

I particolari sulla compravendita sono ancora incerti. Chi parla di un acquisto da cento milioni di dollari, chi raddoppia  e parla di duecento. Persone vicine alla famiglia Onassis hanno anche precisato che non si tratterebbe in realtà di una cessione definitiva, bensì di un affitto di lungo corso. Si direbbe una “enfiteusi” volendo usare il linguaggio del diritto medievale relativo alla concessione di terre in feudo. Pare che una clausola del testamento dell’armatore vieti  categoricamente la vendita dell’isola.

Ma se i particolari notarili sono da precisare, appare chiaro il significato simbolico della vicenda. I Russi si affacciano sempre più spesso nel Mediterraneo.  La Grecia è in  gravi difficoltà: dopo i tagli probabilmente verranno le vendite. Le miriadi di isole che costellano l’Ellade saranno forse oggetto di una dolorosa cessione. D’altra parte, per obbedire ai diktat dell’UE, meglio vendere un’isoletta, che il Partenone. Ora in queste tristi vicende di pignoramento i Russi si trovano in una posizione privilegiata: non sono odiati come i signori  dell’Euro-Zona; in quanto Ortodossi appaiono ogni giorno di più come i “protettori” della popolazione greca avvilita da deficit e tagli. Nella città di Atene si moltiplicano le iniziative caritatevoli della chiesa ortodossa per dare un pasto caldo ai cittadini; e mentre il governo prepara campi di concentramento (la notizia è di pochi giorni fa!) per i piccoli evasori fiscali, la rete di assistenza sociale per i generi di prima necessità potrebbe legare in un rinnovato patto di solidarietà Chiesa Ortodossa Greca  e la Russia di Putin.

 Dal punto di vista geopolitico la Russia è interessatissima ad avere punti di approdo nel Mediterraneo, così da riprendere una delle direttive fondamentali della politica estera zarista: l’accesso ai mari caldi (Mediterraneo a Occidente, come Oceano Indiano ad Oriente).

In questa ottica deve leggersi la proposta formulata da Mosca nelle scorse settimane: salvare finanziariamente Cipro, concedergli un ampio e generoso prestito in cambio della intensificazione della presenza russa sull’isola, che già oggi è notevole: a Nicosia i cartelli sono spesso in lingua greca e russa. E in cambio anche della cogestione del grande giacimento sottomarino di petrolio che comincia ad essere sfruttato al largo delle coste  di Cipro.

 Ma oggi il più importante nodo della presenza russa nel Mediterraneo è la Siria. Il porto siriano di Tarsus garantisce alla Russia il più sicuro sbocco marinaro e militare nel Mediterraneo. Oggi il regime siriano è sotto attacco da parte dei fondamentalisti islamici, questi sono finanziati dalle monarchie petrolifere dell’Arabia e anche dagli Occidentali. Ma la questione è controversa: si tratta di capire cosa accadrebbe in Siria se il regime scita degli Assad cadesse.

Probabilmente sarebbe un ferocissimo e sanguinario caos ad imporsi, simile a quello che oggi vige nella Libia post-Gheddafi. Gli Israeliani – nota la rivista geopolitica Limes nell’ultimo numero – non sono poi tanto convinti che far cadere Assad sia una idea geniale. Rischierebbero di avere ai loro confini dei vicini molto meno equilibrati. In questa incertezza di prospettive la guerra civile siriana prosegue.

La Russia fa valere tutto il suo peso per difendere la Siria dalla eversione fondamentalista sunnita. E tuttavia qualora la situazione dovesse precipitare sarebbe pronto anche un piano B: la creazione di uno stato “alawita” sulla costa, indipendente dall’entroterra sunnita. Questa striscia costiera sarebbe sotto protettorato russo, al riparo dalle mire del radicalismo islamico finanziato dagli arabi.

Isole greche, Cipro, Tarsus (con al centro i giacimenti sottomarini di petrolio): l’arcipelago russo nel Mediterraneo.

Di Alfonso Piscitelli

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