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Tackle (di R.Perrone). Lo scudetto di Ranieri e il carro dei vincitori sempre incinto

Pubblicato il 4 maggio 2016 da Roberto Perrone
Categorie : Sport/identità/passioni
Un murales dedicato in UK a Claudio Ranieri

Un murales dedicato in UK a Claudio Ranieri

Dal sito Perrisbite di Roberto Perrone, un’analisi della moda tutta italiana di salire sul carro del vincitore, alias Claudio Ranieri del Leicester

16 ottobre 2008. Appuntamento con Claudio Ranieri alla sede della Juventus per una intervista esclusiva. Il mio merito, per l’ufficio stampa del club, è uno solo: non prendo a sassate ogni giorno il tecnico bianconero. Madama se la passa male, proprio come qualche mese fa. Non ha cominciato bene il campionato. Eppure è al suo secondo anno di serie A dopo il tracollo del 2006. Ranieri, nella stagione precedente, è riuscito a condurre la squadra al terzo posto e quindi alla Champions (via preliminare). Un risultato oltre le aspettative. Ma, come Allegri reduce dal “2 su 3″ non ha bonus, non ha attenuanti, solo obblighi. I trionfi precedenti non offrono paracadute ovunque, ma alla Juve ancora di meno. I colleghi lo massacrano. Il titolo più gentile (da Tuttosport) è: “Ranieri via”.

Io difendo Ranieri, a) perché siamo all’inizio e sono sempre convinto che il lavoro di un allenatore va giudicato alla fine di un anno di lavoro e in generale; b) sono contrario agli esoneri facili e in particolare nelle grandi squadre dove i risultati, statisticamente, sono minimi; c) Ranieri mi piace come persona. E’ rispettoso ma non fintamente amichevole, non si siede nelle brigate dei buontemponi, non dà confidenza né s’inchina ai giornalisti e ai tifosi. Due giorni dopo l’intervista c’è Napoli-Juventus. Vince il Napoli 2-1. Ranieri sostituisce Del Piero con De Ceglie al 26′ del secondo tempo. Apriti cielo. Al ritorno, all’aeroporto di Caselle, viene circondato dagli ultrà. Gli stessi, più o meno, che sette anni dopo sono andati a Vinovo a “processare” la squadra dopo questo inizio disastroso, qualche mese fa. Sembra la fine. Invece una settimana dopo vince il derby (vi ricorda qualcosa?), poi strapazza il Real Madrid e alla fine del campionato arriva secondo. Ma lui non c’è perché lo hanno esonerato a due giornate dalla fine. Una follia che apre ai successivi fallimenti (due settimi posti).  Qui prendo a prestito le parole di Gigi Buffon che racconta il litigio nell’intervallo di Juve-Lecce (Numero 1, Rizzoli): “Ranieri riprende in malo modo un mio compagno. Questo gli risponde e io allora intervengo: difendo Ranieri e dico che i primi a vergognarci dobbiamo essere noi”.

A Roma Ranieri ha perso uno scudetto buttandolo contro la Sampdoria, però restando in corsa fino all’ultima giornata. Ovviamente venne seppellito di insulti e quando lo esonerarono, l’anno successivo, se ne andò insalutato ospite. All’Inter finì nel tritatutto degli esoneri nerazzurri, eppure ho visto centinaia di interisti sul palco con lui. Sempre accompagnato dall’appartenenza al gruppo denominato “zero tituli” dal perfido Mourinho, non più profeta in patria, a parte qualche proposta di sistemazione in serie B, mal considerato da quasi tutti (non da me), semi-dimenticato da tutti (me compreso), ha fatto l’impresa. Da bravo tecnico qual è e con lo stile che lo contraddistingue. Infatti la sua frase significativa è stata: “Rivincite? Ma perché? Io sono orgoglioso della mia carriera”. Vincere con Milito e Ibrahimovic non è facile ma è probabile, con l’allora semi-sconosciuto Vardy un po’ meno. Lavorare seriamente, fare giocare bene una squadra, impegnarsi ogni domenica, talvolta avvicinarsi a un titolo, magari perderlo, ma dopo averci provato.

Adesso guardo il carro del vincitore che passa e riconosco, a bordo, tutti quelli che lo hanno trattato da pirla. Un grande classico. Adesso sono tutti amici suoi, tutti lo hanno sentito spesso, tutti andavano a pranzo con lui almeno una volta al mese, tutti passavano le vacanze a Leicester anche se non sanno neanche dov’è e qualora lo sapessero starebbero alla larga. Lunedì sera, giorno del trionfo, il successo del Leicester era la prima notizia di tutti i siti dei quotidiani italiani. Ho guardato il Daily Mail e sarà stata la sesta o settima. Ranieri i am. Mi è venuto da ridere. Per cui ora sto qui e osservo il passaggio del corteo, estimatore di Ranieri, con la simpatia che ho sempre avuto per lui, certo, ma anche con la consapevolezza che pure io l’avevo pre-pensionato, pensandolo come un allenatore sul viale del tramonto.

Io, come tutti quelli che sfilano, inneggianti, ranieriani di ferro, sgomitando per salire sul carro del vincitore, ancora una volta incinto. Preferisco starmene qui, partecipe ma distante, sul marciapiede, felice per lui e per la favola che, ahinoi, è finita nel momento in cui è diventata realtà.

@barbadilloit

Di Roberto Perrone

Una risposta a Tackle (di R.Perrone). Lo scudetto di Ranieri e il carro dei vincitori sempre incinto

  1. Le favole sono sempre piacevoli da leggere, ma un controllo antidoping ai giocatori è stato fatto?
    Non vorrei che un giorno questo meraviglioso scudetto fosse revocato…
    In quel caso lo si potrebbe assegnare all’inter…

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