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Calcio. Lewandowski da Chancenmörder (bidone) a eroe di Champions del Borussia

Pubblicato il 25 aprile 2013 da Elmar Bergonzini
Categorie : Pallone mon amour

lewandowskiLe Roi Platini, El pibe de oro Maradona, bomber Gerd Müller, Ronaldo il fenomeno. Ogni attaccante sogna di ricevere un soprannome che stia ad indicare la sua forza, la sua classe, la sua inarrivabile tecnica. Capita però anche che, quando una punta fallisce un’infinità di palle gol, i tifosi gli appioppino un nomignolo negativo, infangante, che ne evidenzia la pochezza calcistica. Il Borussia Dortmund negli ultimi due anni e mezzo ha collezionato vittorie e buone prestazioni, ma, fino ad un anno fa, Robert Lewandowski non era ben visto dai tifosi locali, che lo avevano infatti ribattezzato Chancenmörder : l’assassino di occasioni. Un nomignolo poco affettuoso per un ragazzo del 1988 che con otto gol segnati nella sua prima stagione in Bundesliga (2010-2011) si rivelà il miglior realizzatore fra i giocatori entrati a partita cominciata, e che, a soli 21 anni, in Polonia, aveva già vinto la classifica cannonieri in serie C, in serie B e in serie A, vincendo nel 2010 il campionato con il Lech Poznan.

In Germania però i tifosi erano più propensi a notare le troppe “occasioni uccise”, che non le otto reti segnate. Ma il tempo è galantuomo e permette a tutti di dimostrare il proprio valore. Durante la finale di Coppa America del 2011, l’attaccante principe del Borussia Dortmund, Lucas Barrios, si infortuna e si capisce subito che non sarà uno stop breve. Preoccupati di dover giocare con Lewandowski come unica punta, i tifosi del Borussia si affrettarono a chiedere a Jürgen Klopp, l’allenatore, un rinforzo in attacco. Il mister tedesco, unico a non aver mai avuto dubbi sul reale valore del polacco, decise di puntare su di lui.

Nella passata stagione Lewandowski riuscì a segnare più di 20 gol, compresi quelli negli scontri al vertice con il Borussia Moenchengladbach e il Bayern Monaco. Il valore del cartellino del polacco è così salito di giorno in giorno, fino a quando, ieri sera, Lewandowski è riuscito a schiantare il Real Madrid di Mourinho con 4 gol nella semifinale di andata della Champions League. Fiero del suo attaccante Klopp ha dichiarato: “Robert è l’esempio lampante che con la tenacia si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Per fortuna non abbiamo dato adito alle critiche e agli sfottò sul suo conto, altrimenti chissà dove sarebbe lui, e soprattutto, chissà dove saremmo noi“. Già, perché grazie ai sui gol il Dortmund si trova ad un passo dalla probabile finale con il Bayern. Oltre ai soprannomi più famosi quali Le Roi e Pibe de oro, oggi in Germania gli attaccanti sognano di esser chiamati con un nuovo nomignolo: Chancenmörder, l’assassino di occasioni. Come Lewandowski, colui il quale uccide le occasioni degli avversari di uscire dallo stadio con la propria rete inviolata.

Di Elmar Bergonzini

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