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Il caso. I primi disegni di legge del M5S strizzano l’occhio alla sinistra dei diritti

Pubblicato il 10 aprile 2013 da Federico Callegaro
Categorie : Grilleide Politica

movimento-5s“Voteremo solo le leggi in linea con il nostro programma”, era questo il monito lanciato da Beppe Grillo contro chi, tra i suoi, era apparso sensibile alle sirene di una possibile fiducia al Partito Democratico. Eppure, nonostante il rigido diktat, questi primi tre disegni di legge presentati al Senato non compaiono nel programma del partito del comico genovese. Si tratterebbe, infatti, di tre ddl concernenti la dibattuta tematica dei diritti degli omosessuali: il primo contenente “nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia”, il secondo “norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso” e l’ultimo inerente a possibili “modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso”. Un tema spinoso, questo, costato anche pesanti scivoloni al M5s in passato. Come le dichiarazioni del candidato sardo Francesco Perra, che aveva definito il matrimonio gay paragonabile a zoofilia e poligamia.

Tra i firmatari delle proposte compare il senatore piemontese Alberto Airola, e proprio il Piemonte sarebbe la regione in cui la battaglia per i diritti gay si sarebbe maggiormente saldata al dna del M5s. Lo conferma Marco Scibona, anche lui senatore del Movimento di Grillo: “Il Piemonte ha fatto da traino per tutta Italia su questa tematica – afferma -. Il laboratorio è stato il consiglio regionale, dove avevamo fatto nascere il Progetto Equal, proprio un laboratorio per i diritti”. Sul fatto che l’elettorato, composto anche da elettori di centro-destra, possa non gradire l’introduzione di un’iniziativa assente nel programma elettorale, Scibona è categorico: “Non ci interessano i voti. È una questione di diritti e noi non abbiamo mai detto di essere un partito tradizionale”. Il senatore è anche certo riguardo all’uguaglianza di vedute all’interno del Movimento: ”Non ci sono parti. E’ una cosa condivisa da tutti”.

I tre ddl giocano d’anticipo rispetto alla proposta inserita da Bersani negli otto punti con cui il leader del Pd aveva cercato di costruire un ponte verso i grillini ma Scibona, nonostante ciò, non pare interessato a sapere se i senatori democratici potranno rivelarsi interessati a votare con loro: “Facciano cosa vogliono. Ognuno si prenderà le sue responsabilità – e lo stesso vale per Sel – hanno sempre promesso tanto senza mai realizzare nulla. Questo è il motivo per cui facciamo le cose da soli”. Adesso non resta che aspettare l’opinione di Grillo.

 @fedecallas

* da futura.unito.it

Di Federico Callegaro

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