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Storie d’Italia. Delitto di Perugia avrà un finale a sorpresa. Ancora tutto da scrivere

Pubblicato il 10 aprile 2013 da Fabio Sciarpelletti
Categorie : Cronache

perugia delittoSe amate la tranquillità della provincia, ma contemporaneamente cercate sfumature di culture diverse , recatevi  a Perugia. Passeggiando per il capoluogo umbro rimarrete affascinati dalle viuzze in salita che, tra file di lampioni in ferro battuto, si inerpicano fino a piazza IV novembre dove troneggia maestosamente la fontana maggiore. Ed è proprio qui, nel cuore pulsante della cittadina, sulla scalinata della cattedrale di San Lorenzo che i giovani perugini, i turisti e i tanti studenti stranieri che popolano la città amano riunirsi. Nonostante le metropoli siano solo un punto lontano dell’orizzonte, a Perugia puoi sentire parlare italiano con i più diversi accenti stranieri che donano alla città un fascino particolare, terrazze di mondo su pietra di tufo.

Le notti  perugine sono dinamiche e divertenti , è un posto dove speri di gustare il sapore della vita ad ogni angolo ed invece proprio in una di queste serate il destino ha riservato a Meredith Kercher un triste epilogo. La ventiduenne inglese,  in Italia per l’Erasmus , è stata uccisa nella sua abitazione la sera del primo novembre 2007.  L’hanno ritrovata la mattina del 2 novembre avvolta in un piumone, probabilmente morta  dissanguata per un taglio di coltello all’altezza della gola. Per l’omicidio di Meredith verranno accusati – come è noto – Amanda Knox, 20 anni, americana di Seattle e coinquilina di Meredith , Raffaele Sollecito, 24 anni, pugliese laureando in ingegneria, all’epoca dei fatti fidanzato di Amanda e Rudy Hermann Guede, ventunenne ivoriano.

L’omicidio sconvolge, da subito,  la piccola cittadina umbra e il giallo diventa un caso internazionale. Arrivano in città cronisti e telecamere, soprattutto americani e inglesi. La realtà perugina viene analizzata in ogni sfumatura , battendo le piste dei festini , della droga e del satanismo. Accade anche che ad un certo punto la vittima sembra essere messa in un angolo e gli accusati si trasformano in personaggi da share. Le indagini finiscono solo nel maggio 2008 con la richiesta di rinvio a giudizio per la Knox , Sollecito e Rudy Guede. Per l’accusa i tre si sono resi corresponsabili dell’omicidio. Per Rudy Guede , che tenta anche una improbabile fuga in Germania, le cose si mettono subito male: è sua – sostengono gli inquirenti – la mano che ha lasciato un’impronta di sangue sul cuscino a casa di Meredith. Viene condannato a 24 anni, pena ridotta poi di un terzo con il rito abbreviato.

Nel dicembre 2009 Amanda e Raffaele sono stati condannati rispettivamente a 25 e 26 anni di reclusione evitando così il pericolo dell’ergastolo come avevano chiesto i pubblici ministeri. Inizia poi il processo d’appello fino ad arrivare al 3 ottobre 2011 dove Amanda e Raffaele sono stati assolti con formula piena per non aver commesso il fatto. I due tornano così  in libertà tra le urla della gente inferocita che li attende all’uscita del carcere. Amanda che  ormai è un personaggio popolarissimo anche in America, si rifugia nella sua Seattle dove firma contratti milionari per la pubblicazione della sua biografia e per l’uscita di un film.

Sembra tutto finito con la sola condanna di Rudy , ma nel marzo 2013 la Cassazione annulla le sentenze di assoluzione. La decisione viene presa dopo che a giugno i periti della corte avevano sostenuto che gli accertamenti tecnici «non sono attendibili».  I due ex fidanzatini dovranno  riaffrontare il processo. Gli avvocati di Amanda fanno  sapere che la loro assistita non tornerà in Italia poiché in America esiste una legge che vieta di giudicare una persona per lo stesso crimine per due volte.  Se la libertà di Amanda non è in pericolo, c’è comunque una legge che tinge ancora di nero il suo nuovo cielo. Infatti la Knox, in caso di condanna, rischia di perdere 4 milioni di dollari , in base ad un’altra legge americana chiamata “son of sam law” che vieta appunto a chi è stato condannato di arricchirsi con i proventi derivanti dai propri crimini.

Raffaele Sollecito nel frattempo,  laureatosi durante la detenzione in ingegneria informatica,  ha avuto anche lui  la sua biografia intitolata  Honor Bound – My journey to the hell and back with Amanda Knox, che in italiano suona come “Questione di onore: il mio viaggio all’inferno e ritorno con Amanda Knox“. Ora forse,  gli sembrerà che il viaggio non sia ancora finito e magari si starà immaginando un nuovo girone. Anche perché tra due anni, quando si saranno pronunciate  Corte d’assise e Cassazione, Rudy avrà scontato metà della sua pena, Amanda non verrà estradata mai in Italia e l’unico che rischia di finire il resto dei suoi giorni in carcere è proprio Sollecito. L’epilogo è ancora tutto da scrivere e solo allora l’anima di Meredith potrà riposare in pace.

Di Fabio Sciarpelletti

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