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#CercasiRenzididestra. Manca un leader e un orizzonte: ora spazio a Tosi, Meloni e Scopelliti?

Pubblicato il 25 marzo 2013 da Michele De Feudis
Categorie : Politica

cercasiCercasi un Renzi di destra. La sfida l’ha lanciata Angelo Panebianco in un editoriale sul Corsera.

Al Pdl – scrive il politologo – serve urgentemente un Renzi di destra, uno che non debba baciare l’anello a Berlusconi, uno che sappia parlare al Paese con un linguaggio fresco. E che, a differenza di Berlusconi, sia molto meno vulnerabile dal punto di vista giudiziario. Sia chiaro, un tale (ipotetico) Renzi di destra non dovrebbe affatto piacere alla sinistra: il processo di autoaffondamento politico di Gianfranco Fini cominciò quando, rotto con Berlusconi, egli diventò per un certo periodo l’eroe dei giornali di sinistra. Sinistra e destra sono ovunque separati da interessi contrapposti, da opposte visioni del mondo, da opposti codici morali. Nel nostro Paese, poi, gli elettorati di sinistra e di destra (basta ascoltarne le conversazioni) nutrono gli uni nei confronti degli altri più o meno gli stessi sentimenti che il Ku Klux Klan nutre nei confronti dei neri. È vero, come accennava ieri Galli della Loggia, che la sinistra ha avuto finora più successo nel convincere persino l’establishment che gli elettori di destra siano solo buzzurri impresentabili. Ma si conoscono anche tanti elettori di destra che pensano la stessa cosa di quelli di sinistra”.

Questa prospettiva implica il superamento dell’assioma berlusconismo=destra. Il superamento, perché la negazione di questo dato di fatto avrebbe la inevitabile conseguenza di affermare che, con le ultime politiche, la destra non esiste più in parlamento e nel paese.

Un Renzi a destra finora non si fatto largo perché alla costruzione di un progetto politico guadagnandosi i gradi nelle piazze e con la buona amministrazione, si è troppo spesso preferito il cammino senza buche della cooptazione da parte del capocorrente di turno, la nomina più o meno ovattata alla consacrazione sul campo di battaglia. Per questo ai volti dei democrat Speranza, Moretti e Orlando, dal centrodestra replicano con Brunetta e Schifani…

Eppure nei territori sono cresciuti cavalli di razza. Senza fare torto a nessuno l’idealtipo del possibile Renzi dovrà essere alla Giuseppe Scopelitti, governatore della Calabria che ha salito tutti i gradini del cursus honorum o alla Flavio Tosi, sindaco di Verona, icona nazionalpopolare. O Giorgia Meloni, ex ministro del Cavaliere, che ha più volte puntato i piedi per chiedere al suo ex partito le primarie. E proprio dalle palestre dei consigli comunali, provinciali e regionali dovrebbe venir fuori l’ossatura di un nuovo partito popolare della destra, solidarista e spietato nel taglio delle prebende della casta e degli sprechi della macchina pubblica.

Alla destra italiana non manca un invito nei salotti buoni della cultura (luoghi spesso intrisi di disprezzo per ogni virgulto popolare) ma un orizzonte ideale e un leader che possa caricarsi sulle spalle la rappresentanza di una visione nazionale e sociale dell’Italia, alimentando la coesione tra classi e blocchi produttivi e spingendo l’acceleratore sul tasto delle indispensabili riforme per rendere lo Stato più efficiente. Urge riscrivere il perimetro culturale di questa area politica, indicando una prospettiva di governo con programmi e tesi economiche che possano temperare gli eccessi del mercatismo.

Sulle responsabilità della vecchia classe dirigente di centrodestra nell’aver lasciato macerie culturali e politiche si è scritto molto anche su Barbadillo, ma bisogna considerare un segnale incoraggiante che proprio il Corsera abbia riconosciuto questa emergenza. Perché il rischio, oltre alla disaffezione dalla politica delle nuove generazioni (attratte dal vaffa di Grillo), è che l’Italia affondi impantanata tra beghe di ballatoio, querelle sull’antifascismo, rigurgiti giustizialisti, ossessioni neoliberiste, morbose curiosità per bunga bunga e dintorni, dimenticando che la priorità è costruire un futuro della nazione affermando il primato della civilizzazione italiana.

@waldganger2000

Di Michele De Feudis

9 risposte a #CercasiRenzididestra. Manca un leader e un orizzonte: ora spazio a Tosi, Meloni e Scopelliti?

  1. Credo che all’interno del PDL ci siano qualità e capacità che si richiedono, senza nulla togliere a Renzi,ritengo che lo stesso Angelino Alfano sia personaggio di primissimo ordine, per non parlare della ampia schiera di donne battagliere ,capaci e propositive. Certo se la destra non si identifica nel solo Pdl vi è ben altro, di sicuro sarà una grande scommessa senza Berlusconi, che, a mio avviso,bene farebbe a rimanere a capo del Partito e lasciare ai giovani il futuro di questo Partito.

  2. Redazione

    grazie alessandro. il dibattito e’ aperto.

  3. la speranza è che spariscano tutti, io con demoscristiani, liberali e atlantisti vari non ci azzecco niente, ma ormai credo che l’area exmsi e dintorni non esiste più, per cui tutti liberi

  4. Mi spiegate di che “destra” stiamo parlando?

    Inseguire un leader senza sapere nè da dove si viene nè dove si vuole andare, a che serve?

    La “destra” può rimanere nei confini del PDL? O parliamo di un universo vasto e poco categorizzabile che avrebbe bisogna di una sana rivoluzione culturale?

  5. quando ci metteremo in testa che la destra è differente dalla sinistra, avremmo fatto un grosso passo avanti… un santoro di destra un renzi di destra??? ma di cosa stiamo parlando??? quella forma mentis non ci appartiene… non ci sarà mai… e queste sono solo diatribe di chi chiacchiera e non sa cosa sia la destra… quella forma mentisi… non appartiene alla stragrande maggioranza della destra… Tosi è un ottimo nome… ma ritengo che Sgarbi sarebbe il candidato ideale…

  6. Destra e sinistra non hanno piu motivo di esistere in quanto comuni ideali statal-socialisti.Il cancro che ha distrutto le capacità individuali di automantenimento non socializzante ma autoproducente e di libera scelta dei prodotti di autodifesa,come Assistenza sanitaria,futuro mantenimento post-lavorativo,libera istruzione non statalista,con libera concorrenza in libero stato,riducendo al lumicino i costi dello statalismo parassitario.

  7. Se la destra del futuro è giorgia meloni, con tutto il rispetto, buon beppe grillo a tutti.

  8. La cocomera che se ne stia a casa a far la polenta

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