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Totti in azzurro? L’analisi. E’ l’enfant prodige italiano. E se a 37 anni fosse in Brasile…

Pubblicato il 22 marzo 2013 da Michele Chicco
Categorie : Pallone mon amour

Francesco TOTTIA guardarlo per bene, con i suoi capelli biondi e il fisico asciutto, Francesco Totti sembra essere ancora l’enfant prodige del calcio italiano: corsa, lucidità, sacrificio e dedizione valgono più degli aridi dati anagrafici che avrebbero l’ardire di parlar chiaro. A trentasei anni Francesco Totti riesce a essere ancora l’uomo in più; l’attore esperto capace di regalare un finale in grande stile e che non ha – giammai! – alcuna voglia lasciare il palco. Di sicuro non lascerà quello romanista, ma non è detto che non si riprenda qualcos’altro che gli spetta.

I record che Totti raggiunge, supera e annienta partita dopo partita sono il segno della sua forza e dopo il 226esimo gol in Serie A, segnato domenica scorsa, quelli che con il pallone ci sanno fare hanno lanciato una proposta affascinante: far recitare ancora una volta Francesco Totti sul palco azzurro. La sua ultima partita in nazionale non la scorderà mai nessuno e tutti sperano che una nuova avventura azzurra del capitano romanista possa finire nello stesso modo: si era a Berlino, il 9 luglio del 2006, e tra le mani l’Italia reggeva la Coppa del Mondo.

Il Ct italiano, Cesare Prandelli, non ha chiuso le porte, anzi ha ammesso di essere obbligato a “tenere in considerazione Totti” se il capitano della Roma dovesse continuare a giocare così, da fenomeno; Gianluigi Buffon, che della nazionale è bandiera, ha ammiccato all’idea perché, in fondo, “è sempre uno di noi che ti fa vincere le partite”.

E l’Italia del football di partite ne vuole vincere ancora molte: con Francesco Totti tra gli undici titolari, gli azzurri potrebbero contare su un gladiatore in più, pronto a fare tutto quello che sa in nome del bel calcio. Totti, in cuor suo, è disposto a riprendere quel cammino interrotto nella notte di festa berlinese, ma oggi non ha voglia di fare pressione sul tecnico ed evita, come è giusto che sia, ogni tipo di polemica: “vivo 90 minuti alla volta”, giura.

Nei romantici del calcio, però, quella spia si è accesa: guardare Francesco Totti – The King of Rome, come lo chiamano oltremanica – calciare il pallone con la maglia azzurra è un sogno a portata di mano e poco importano gli anni segnati sulla carta d’identità. Nel futuro c’è ancora un posto per il campione giallorosso perché c’è sempre spazio per la bellezza che, una volta esposta sul terreno verde, diventa – va da sé – genuino godere.

Il primo gol in azzurro Totti lo segnò il 26 aprile del 2000: aveva 24 anni e tanto coraggio. L’ultimo è su calcio di rigore, durante i Mondiali del 2006: Italia contro Australia, ottavi di finale, novantatreesimo e incubo supplementari; Totti sul dischetto e poi, come se non esistesse il tempo, ciuccio in bocca per festeggiare. Nel mezzo, in sei anni di capolavori, c’è tutta la magia del calcio – racchiusa, forse, nel cucchiaio olandese, servito con cura ad un incredulo Van der Sar.

Nell’estate del 2014, quando ci saranno i prossimi mondiali brasiliani, Totti avrà 37 anni e mezzo. Sarà grande, ma sarà ancora capace di emozionare tutti noi calciofili che saremo lì: appiccicati al televisore in attesa di una nuova magia di Re Francesco.

Di Michele Chicco

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