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Cultura. Addio a Eduardo Galeano lo scrittore che denunciò le ingiustizie del globalismo

Pubblicato il 13 aprile 2015 da Antonio Fiore
Categorie : Cultura
Eduardo Galeano

Eduardo Galeano

E’ morto oggi a Montevideo lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, aveva 74 anni. Nato nel settembre del 1940, era ricoverato da una settimana in un ospedale della capitale uruguaiana, nella fase terminale di un cancro ai polmoni contro il quale lottava da anni.

Le sue opere più importanti

Era noto soprattutto come autore de ‘Le vene aperte dell’America Latina’ (1971), bestseller internazionale e opera politica di riferimento sullo sfruttamento coloniale e post-coloniale del subcontinente sudamericano. Molto noti anche i suoi libri “Memoria del fuoco” (1982), e “Splendori e miserie del gioco del calcio” (1997)

“Il mondo a testa in giù. La scuola del mondo alla rovescia” (1999), di cui parlava nell’intervista all’indomani della pubblicazione. Nel libro denunciava un sistema mondiale fondato “sulla libertà del denaro e non sulla libertà della persona”.

Galeano e la denuncia dell’ingiustizia sociale

“Oggi, nel mondo intero, la grande ossessione di fine secolo è la sicurezza. C’è una sorta d’isteria collettiva e attraverso la manipolazione dell’opinione pubblica si crea il panico tra la gente. I risultati sono che il crimine è aumentato molto, le città sono sempre più insicure e pericolose, la polizia è ovunque inefficiente. Ma è facile condannare le conseguenze senza andare a ricercare le cause, che derivano chiaramente da una giustizia sociale mal distribuita. Negli ultimi venti o trent’anni c’è stata una tremenda inversione di valori. Ora il denaro è al centro di tutto, è il sole di questo universo. La morale del denaro è quella del profitto. Solo ciò che rende è buono. È questa la morale unica in un mondo globalizzato. Allora la solidarietà è vista male perché non dà profitti”.

Galeano sui conflitti

“Il paradosso è che i principali venditori di armi sono i Paesi responsabili della pace mondiale: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, ossia i Paesi che hanno diritto di veto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Custodiscono la pace e vendono le armi. Inoltre fabbricano una cultura della violenza, che passa attraverso gli schermi dei videogiochi, della televisione, del cinema. Però questo può diventare un boomerang: durante la guerra del Kosovo c’è stato anche il massacro di studenti nel college di Denver. Sono due ali della stessa farfalla”. Ma non mancavano in ogni libro di Galeano, potenti parole di speranza: “Allora, in questa situazione assurda, l’unico modo per lottare è unirsi per difendersi insieme. La società civile, che include anche settori importanti della Chiesa e tanti movimenti perlopiù sconosciuti, sono oggi una grande fonte di speranza”.

Di Antonio Fiore

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